Negli studi sul parlato, le metriche ritmiche, proposte a partire dal lavoro di Ramus et. al. [1999] come superamento della tradizionale descrizione del ritmo basata sul concetto di isocronia [Pike 1945, Abercrombie 1967], sono state utilizzate in diversi ambiti, dalle ricerche sulla classificazione delle lingue a quelle sul parlato patologico, non senza critiche e scetticismi [Arvaniti 2012]. Le caratteristiche ritmiche del parlato sono state studiate, inoltre, in situazioni di contatto linguistico, come in contesti di apprendimento di lingue seconde/straniere e nel caso di soggetti bilingui, precoci e tardivi [per una rassegna, si veda Matticchio 2020; tra gli studi sull’italiano, De Meo, Vitale 2018, Mairano et al. 2018]. Gli studi sugli aspetti soprasegmentali - intonazione e ritmo - delle lingue ereditarie, invece, sono piuttosto rari [Coetzee et al. 2015, Yakel 2018] e, a conoscenza di chi scrive, non vi sono lavori che si siano concentrati sulle caratteristiche ritmiche dell’italiano ereditario. L’obiettivo del presente studio è descrivere gli aspetti ritmici della lingua ereditaria di immigrati italiani a Bedford [UK], tutti provenienti da una piccola cittadina della Campania, Montefalcione, ed effettuare una comparazione tra parlanti di prima e seconda generazione. La comunità italiana di Bedford, ampiamente studiata [Guzzo 2014], è stata scelta in quanto caratterizzata da un forte mantenimento delle varietà italoromanze, usate quotidianamente nelle interazioni famigliari, anche dai membri della seconda generazione [Di Salvo 2012]. Per raggiungere questo obiettivo, è stato selezionato un piccolo datast dalle interviste semistrutturate raccolte nell’ambito del progetto di ricerca Transnational Italian: the case of the Italian communities in the UK [Di Salvo 2019]. Dall’intero corpus, sono stati identificati 8 parlanti, con il tentativo di controllare le variabili biografiche che potessero avere un impatto anche sul ritmo del parlato: 4 parlanti di italiano ereditario, emigrati di prima generazione [2 uomini e 2 donne], tutti arrivati in Gran Bretagna da Montefalcione in età adulta e permanentemente residenti a Bedford da almeno 20 anni – HLIta_gen1; 4 parlanti di italiano ereditario, di seconda generazione [2 uomini e 2 donne], nati a Bedford da genitori italiani, originari di Montefalcione – HLIta_gen2. Sono stati, inoltre, selezionati altri 8 parlanti, che hanno costituito i due gruppi di controllo, comparabili a quelli sperimentali per età e sesso: 4 parlanti nativi di italiano residenti a Montefalcione senza pregresse esperienze di migrazione – L1Ita; 4 parlanti nativi di inglese con un background non ereditario – L1Eng. Per l’analisi ritmica, è stata estratta dalla registrazione di ciascun parlante una porzione di almeno 100 s di parlato spontaneo, continuo e monologico, che presentasse una qualità acustica adeguata agli scopi della ricerca (assenza di rumori di fondo e sovrapposizioni). La durata minima dei campioni estratti è stata fissata sulla base di studi precedenti [Pettorino, Maffia 2024]. Le porzioni estratte sono state manualmente segmentate in intervalli vocalici e consonantici con il software Praat [Boersma, Weenink 2022], secondo la metodologia presentata in Maffia et al. [2021]. Sono state successivamente calcolate le metriche ritmiche più utilizzate in letteratura per la descrizione del ritmo del parlato: %V/ΔC [Ramus et al. 1999]; VarcoV/VarcoC [Dellwo, Wagner 2003]; nPVI-V/rPVI-C [Grabe, Low 2002], %V/VtoV [Pettorino et al. 2013]. Per testare la significatività statistica delle differenze riscontrate nei valori delle metriche, sono stati costruiti modelli lineari con il software R [versione 4.3.3], considerando il gruppo [HLIta_gen1, HLIta_gen2, L1Ita, L1Eng] come variabile esplicativa e i valori di ciascuna metrica ritmica come variabile dipendente. I primi risultati confermano la diversa configurazione ritmica delle lingue materne dei gruppi di controllo, italiano e inglese, così come ampiamente attestato in letteratura. Si evidenzia, inoltre, un contributo differenziato delle diverse metriche nel descrivere il ritmo dell’italiano ereditario e nel distinguere i parlanti per generazione di appartenenza. Il confronto tra i due gruppi [gen1 e gen2] permette infatti di rintracciare una tendenza dell’italiano ereditario dalla prima alla seconda generazione allo ‘spostamento’ verso la struttura ritmica della lingua dominante del Paese di residenza [Eng] e di ipotizzare, quindi, un processo di ‘erosione’ del ritmo, così come osservato in altri livelli di analisi linguistica [soprattutto morfologia e sintassi] e per aspetti di fonetica segmentale [Scaglione 2000].
Il ritmo dell’italiano ereditario. Il caso di Bedford [UK] / Di Salvo, Margherita; Cataldo, Violetta; Maffia, Marta. - (2025). ( La comunicazione parlata Università di Foggia 19-21/06/2025).
Il ritmo dell’italiano ereditario. Il caso di Bedford [UK]
Margherita Di Salvo
;Violetta Cataldo
;
2025
Abstract
Negli studi sul parlato, le metriche ritmiche, proposte a partire dal lavoro di Ramus et. al. [1999] come superamento della tradizionale descrizione del ritmo basata sul concetto di isocronia [Pike 1945, Abercrombie 1967], sono state utilizzate in diversi ambiti, dalle ricerche sulla classificazione delle lingue a quelle sul parlato patologico, non senza critiche e scetticismi [Arvaniti 2012]. Le caratteristiche ritmiche del parlato sono state studiate, inoltre, in situazioni di contatto linguistico, come in contesti di apprendimento di lingue seconde/straniere e nel caso di soggetti bilingui, precoci e tardivi [per una rassegna, si veda Matticchio 2020; tra gli studi sull’italiano, De Meo, Vitale 2018, Mairano et al. 2018]. Gli studi sugli aspetti soprasegmentali - intonazione e ritmo - delle lingue ereditarie, invece, sono piuttosto rari [Coetzee et al. 2015, Yakel 2018] e, a conoscenza di chi scrive, non vi sono lavori che si siano concentrati sulle caratteristiche ritmiche dell’italiano ereditario. L’obiettivo del presente studio è descrivere gli aspetti ritmici della lingua ereditaria di immigrati italiani a Bedford [UK], tutti provenienti da una piccola cittadina della Campania, Montefalcione, ed effettuare una comparazione tra parlanti di prima e seconda generazione. La comunità italiana di Bedford, ampiamente studiata [Guzzo 2014], è stata scelta in quanto caratterizzata da un forte mantenimento delle varietà italoromanze, usate quotidianamente nelle interazioni famigliari, anche dai membri della seconda generazione [Di Salvo 2012]. Per raggiungere questo obiettivo, è stato selezionato un piccolo datast dalle interviste semistrutturate raccolte nell’ambito del progetto di ricerca Transnational Italian: the case of the Italian communities in the UK [Di Salvo 2019]. Dall’intero corpus, sono stati identificati 8 parlanti, con il tentativo di controllare le variabili biografiche che potessero avere un impatto anche sul ritmo del parlato: 4 parlanti di italiano ereditario, emigrati di prima generazione [2 uomini e 2 donne], tutti arrivati in Gran Bretagna da Montefalcione in età adulta e permanentemente residenti a Bedford da almeno 20 anni – HLIta_gen1; 4 parlanti di italiano ereditario, di seconda generazione [2 uomini e 2 donne], nati a Bedford da genitori italiani, originari di Montefalcione – HLIta_gen2. Sono stati, inoltre, selezionati altri 8 parlanti, che hanno costituito i due gruppi di controllo, comparabili a quelli sperimentali per età e sesso: 4 parlanti nativi di italiano residenti a Montefalcione senza pregresse esperienze di migrazione – L1Ita; 4 parlanti nativi di inglese con un background non ereditario – L1Eng. Per l’analisi ritmica, è stata estratta dalla registrazione di ciascun parlante una porzione di almeno 100 s di parlato spontaneo, continuo e monologico, che presentasse una qualità acustica adeguata agli scopi della ricerca (assenza di rumori di fondo e sovrapposizioni). La durata minima dei campioni estratti è stata fissata sulla base di studi precedenti [Pettorino, Maffia 2024]. Le porzioni estratte sono state manualmente segmentate in intervalli vocalici e consonantici con il software Praat [Boersma, Weenink 2022], secondo la metodologia presentata in Maffia et al. [2021]. Sono state successivamente calcolate le metriche ritmiche più utilizzate in letteratura per la descrizione del ritmo del parlato: %V/ΔC [Ramus et al. 1999]; VarcoV/VarcoC [Dellwo, Wagner 2003]; nPVI-V/rPVI-C [Grabe, Low 2002], %V/VtoV [Pettorino et al. 2013]. Per testare la significatività statistica delle differenze riscontrate nei valori delle metriche, sono stati costruiti modelli lineari con il software R [versione 4.3.3], considerando il gruppo [HLIta_gen1, HLIta_gen2, L1Ita, L1Eng] come variabile esplicativa e i valori di ciascuna metrica ritmica come variabile dipendente. I primi risultati confermano la diversa configurazione ritmica delle lingue materne dei gruppi di controllo, italiano e inglese, così come ampiamente attestato in letteratura. Si evidenzia, inoltre, un contributo differenziato delle diverse metriche nel descrivere il ritmo dell’italiano ereditario e nel distinguere i parlanti per generazione di appartenenza. Il confronto tra i due gruppi [gen1 e gen2] permette infatti di rintracciare una tendenza dell’italiano ereditario dalla prima alla seconda generazione allo ‘spostamento’ verso la struttura ritmica della lingua dominante del Paese di residenza [Eng] e di ipotizzare, quindi, un processo di ‘erosione’ del ritmo, così come osservato in altri livelli di analisi linguistica [soprattutto morfologia e sintassi] e per aspetti di fonetica segmentale [Scaglione 2000].I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


