La ricerca proposta dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, Responsabile scientifico Mariateresa Giammetti, unità operative coordinate da Emma Buondonno, Paola Ascione e Gianluigi De Martino, intende focalizzare l’attenzione della comunità scientifica e degli studiosi e più in generale della cittadinanza sulle architetture e sugli impianti insediativi dell’Agro Caleno nati in epoca fascista. Ad oggi, essi si presentano come complessi tessuti e manufatti dalla forte identità architettonica, culturale, sociale e per certi versi anche produttiva. Complessi architettonici come il borgo rurale la Balzana a Santa Maria la Fossa ed il Borgo Appio nel comune di Grazzanise, sono esperimenti spaziali di “Ingegneria sociale” che hanno cercato di dare risposta a molteplici fattori: la necessità di recuperare vaste aree malsane ad una moderna concezione dello sfruttamento agricolo e zootecnico; l’impiego di una grande quantità di forza lavoro in un momento, quale quello tra le due guerre, che vedeva ampie fasce della popolazione italiana disoccupate e al limite della soglia di povertà; la necessità di ottimizzare le risorse all’indomani delle sanzioni economiche e commerciali che avevano colpito l’Italia post-coloniale; un quadro normativo che incentivava la ripopolazione delle aree agricole e inibiva il travaso di popolazione verso le città maggiori; la creazione di consenso che tali architetture di regime potevano generare, anche oltre gli intenti retorici e di propaganda; un punto di vista sociale, antropologico e culturale che guardava con occhi nuovi alla vita agreste come possibile soluzione al senso di alienazione che cominciava a essere descritto nelle città industrializzate. A partire dallo studio di queste architetture e dei loro impianti insediativi, si intendono indagare le strategie compositive e di relazione con i valori urbani e paesaggistici delle aree rurali, coinvolgendo le realtà locali, gli stakeholder e le amministrazioni anche per attivare una sperimentazione sul campo di difesa e conservazione del carattere architettonico e della vocazione produttiva di questi luoghi, oggi declinabile in produzioni di eccellenza. La ricerca attiverà pratiche virtuose che tengano insieme tracce della memoria dell’architettura dei centri rurali minori della Campania del Ventennio con le prassi produttive di eccellenza contemporanee, al fine di evitare il decadimento in cui spesso versa questo patrimonio architettonico rurale ed individuare buone pratiche riproducibili in realtà simili. La chiara vocazione rurale del territorio, un tempo Campania Felix per la fertilità dei suoi suoli, deve indurre a realizzare condizioni di vita tali da consentire alla comunità di riconoscere la propria storia, di vivere le proprie tradizioni in una prospettiva di garantite qualità abitative contemporanee. La rivitalizzazione e la valorizzazione dei Borghi rurali di Borgo Appio e della Balzana rappresentano nel complesso un’opportunità di miglioramento produttivo, economico e sociale per i Comuni di Grazzanise e Santa Maria La Fossa da perseguire in un’ottica di sviluppo sostenibile dell’intero territorio e di riequilibrio dell’armatura urbana regionale.
Il contesto territoriale del Borgo Appio di Grazzanise. Le architetture dell'Opera Nazionale Combattenti dell'Agro Caleno in Provincia di Caserta / Buondonno, Emma; Russo, Rossella. - (2022). ( AGER_Territori di bonifica.2023).
Il contesto territoriale del Borgo Appio di Grazzanise. Le architetture dell'Opera Nazionale Combattenti dell'Agro Caleno in Provincia di Caserta.
BUONDONNO, EMMA
;RUSSO, ROSSELLAMembro del Collaboration Group
2022
Abstract
La ricerca proposta dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, Responsabile scientifico Mariateresa Giammetti, unità operative coordinate da Emma Buondonno, Paola Ascione e Gianluigi De Martino, intende focalizzare l’attenzione della comunità scientifica e degli studiosi e più in generale della cittadinanza sulle architetture e sugli impianti insediativi dell’Agro Caleno nati in epoca fascista. Ad oggi, essi si presentano come complessi tessuti e manufatti dalla forte identità architettonica, culturale, sociale e per certi versi anche produttiva. Complessi architettonici come il borgo rurale la Balzana a Santa Maria la Fossa ed il Borgo Appio nel comune di Grazzanise, sono esperimenti spaziali di “Ingegneria sociale” che hanno cercato di dare risposta a molteplici fattori: la necessità di recuperare vaste aree malsane ad una moderna concezione dello sfruttamento agricolo e zootecnico; l’impiego di una grande quantità di forza lavoro in un momento, quale quello tra le due guerre, che vedeva ampie fasce della popolazione italiana disoccupate e al limite della soglia di povertà; la necessità di ottimizzare le risorse all’indomani delle sanzioni economiche e commerciali che avevano colpito l’Italia post-coloniale; un quadro normativo che incentivava la ripopolazione delle aree agricole e inibiva il travaso di popolazione verso le città maggiori; la creazione di consenso che tali architetture di regime potevano generare, anche oltre gli intenti retorici e di propaganda; un punto di vista sociale, antropologico e culturale che guardava con occhi nuovi alla vita agreste come possibile soluzione al senso di alienazione che cominciava a essere descritto nelle città industrializzate. A partire dallo studio di queste architetture e dei loro impianti insediativi, si intendono indagare le strategie compositive e di relazione con i valori urbani e paesaggistici delle aree rurali, coinvolgendo le realtà locali, gli stakeholder e le amministrazioni anche per attivare una sperimentazione sul campo di difesa e conservazione del carattere architettonico e della vocazione produttiva di questi luoghi, oggi declinabile in produzioni di eccellenza. La ricerca attiverà pratiche virtuose che tengano insieme tracce della memoria dell’architettura dei centri rurali minori della Campania del Ventennio con le prassi produttive di eccellenza contemporanee, al fine di evitare il decadimento in cui spesso versa questo patrimonio architettonico rurale ed individuare buone pratiche riproducibili in realtà simili. La chiara vocazione rurale del territorio, un tempo Campania Felix per la fertilità dei suoi suoli, deve indurre a realizzare condizioni di vita tali da consentire alla comunità di riconoscere la propria storia, di vivere le proprie tradizioni in una prospettiva di garantite qualità abitative contemporanee. La rivitalizzazione e la valorizzazione dei Borghi rurali di Borgo Appio e della Balzana rappresentano nel complesso un’opportunità di miglioramento produttivo, economico e sociale per i Comuni di Grazzanise e Santa Maria La Fossa da perseguire in un’ottica di sviluppo sostenibile dell’intero territorio e di riequilibrio dell’armatura urbana regionale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


