Il panel si propone di indagare la quanto mai attuale e spinosa questione della sovranità ed in particolare della cd. sovranità digitale. L’itinerario scientifico del panel prende in esame le trasformazioni del concetto di sovranità che ha attraversato il pensiero giuridico e politico dalla teorizzazione di Bodin ad oggi, evidenziando come i processi di globalizzazione, di federalizzazione, i movimenti di secessione, e sotto diversi profili anche la nascita della moneta unica europea, sebbene abbiano messo in discussione il mito della sovranità statale alcuni di tali processi non avrebbero potuto realizzarsi se non con gli stati e negli stati. Più che di morte della sovranità è dunque più corretto discutere di una trasformazione della sovranità attraverso un’erosione dei tradizionali canali di decisione che sono, oggi, prevalentemente collocati fuori dalle sedi tradizionali ma che necessitano comunque della collaborazione degli stati medesimi. Si è dunque assistito ad un processo pendolare in cui alla progressiva destrutturazione della sovranità statale è corrisposta, simmetricamente, una sempre maggiore rivendicazione di sovranità (si pensi al ruolo delle Corti Costituzionali e la teoria dei controlimiti; la nascita dei partiti cd. sovranisti; la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la recente politica dei dazi degli USA tanto per citare alcuni esempi). La rapida evoluzione tecnologica ha, senza dubbio, messo in luce più di altri fenomeni che l’elemento sfidato della sovranità statale è il territorio. Come è stato opportunamente sottolineato la rete ha rappresentato, anche in una dimensione puramente visiva, la possibilità di svilupparsi superando i confini materiali di cui sono caratterizzati gli stati nazionali, imponendo una realtà giuridica parallela, con regole proprie che finiscono per erodere in maniera più pervasiva alcune funzioni e poteri esercitati dallo stato nazionale (si pensi alla funzione giurisdizionale su alcuni diritti fondamentali quali il freedom of speech che è oggi quasi integralmente regolato dagli standard della community delle piattaforme social, e le decisioni sulla compatibilità o meno dei contenuti espressi dagli utenti a tali regole sono rimesse alla valutazioni di moderatori, giudici privati o all’IA). Il panel si interroga dunque altresì su se e come la governance transnazionale e la digitalizzazione stiano ridefinendo lo spazio pubblico, inteso come luogo di partecipazione politica ed esercizio della sovranità popolare. Ci si chiede, di conseguenza, se sia possibile arrivare a concettualizzare gli spazi digitali come un nuovo tipo di spazio pubblico e, in questo caso, quali fonti del diritto e strumenti giuridici possono garantire che gli spazi fisici, digitali e ibridi siano inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali. La tematica è naturalmente connessa a come il digitale influisca sull’esercizio dei diritti nello spazio fisico, soprattutto attraverso la raccolta di dati sulle persone e sui territori, nonché la costruzione materiale di reti. Non è infatti casuale che nei regimi autocratici la rete (infrastrutture, in prima battuta, e le società di servizi) sia sotto il controllo diretto dell’apparato statale, in modo che le regole che sovrintendono l’architettura del web siano determinate in modo esclusivo del decisore politico nazionale. E non meno importante è il ruolo assunto dall’Unione Europea come regolatore capace di imporre regole globali (il cd. effetto Bruxelles) per la tutela dei diritti fondamentali affermatisi a livello unionale.

ICON-S CAGLIARI 2025 La sovranità è morta. Viva la sovranità / Abbondante, Fulvia. - (2025). ( ICON•S ITALIAN CHAPTER - SESTA CONFERENZA LO STATO VIS À VIS I POTERI ECONOMICI E PRIVATI NELL’ERA DIGITALE PANEL:La sovranità è morta. Viva la sovranità. CAGLIARI 3-4 OTTOBRE 2025).

ICON-S CAGLIARI 2025 La sovranità è morta. Viva la sovranità.

Fulvia Abbondante
Primo
2025

Abstract

Il panel si propone di indagare la quanto mai attuale e spinosa questione della sovranità ed in particolare della cd. sovranità digitale. L’itinerario scientifico del panel prende in esame le trasformazioni del concetto di sovranità che ha attraversato il pensiero giuridico e politico dalla teorizzazione di Bodin ad oggi, evidenziando come i processi di globalizzazione, di federalizzazione, i movimenti di secessione, e sotto diversi profili anche la nascita della moneta unica europea, sebbene abbiano messo in discussione il mito della sovranità statale alcuni di tali processi non avrebbero potuto realizzarsi se non con gli stati e negli stati. Più che di morte della sovranità è dunque più corretto discutere di una trasformazione della sovranità attraverso un’erosione dei tradizionali canali di decisione che sono, oggi, prevalentemente collocati fuori dalle sedi tradizionali ma che necessitano comunque della collaborazione degli stati medesimi. Si è dunque assistito ad un processo pendolare in cui alla progressiva destrutturazione della sovranità statale è corrisposta, simmetricamente, una sempre maggiore rivendicazione di sovranità (si pensi al ruolo delle Corti Costituzionali e la teoria dei controlimiti; la nascita dei partiti cd. sovranisti; la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la recente politica dei dazi degli USA tanto per citare alcuni esempi). La rapida evoluzione tecnologica ha, senza dubbio, messo in luce più di altri fenomeni che l’elemento sfidato della sovranità statale è il territorio. Come è stato opportunamente sottolineato la rete ha rappresentato, anche in una dimensione puramente visiva, la possibilità di svilupparsi superando i confini materiali di cui sono caratterizzati gli stati nazionali, imponendo una realtà giuridica parallela, con regole proprie che finiscono per erodere in maniera più pervasiva alcune funzioni e poteri esercitati dallo stato nazionale (si pensi alla funzione giurisdizionale su alcuni diritti fondamentali quali il freedom of speech che è oggi quasi integralmente regolato dagli standard della community delle piattaforme social, e le decisioni sulla compatibilità o meno dei contenuti espressi dagli utenti a tali regole sono rimesse alla valutazioni di moderatori, giudici privati o all’IA). Il panel si interroga dunque altresì su se e come la governance transnazionale e la digitalizzazione stiano ridefinendo lo spazio pubblico, inteso come luogo di partecipazione politica ed esercizio della sovranità popolare. Ci si chiede, di conseguenza, se sia possibile arrivare a concettualizzare gli spazi digitali come un nuovo tipo di spazio pubblico e, in questo caso, quali fonti del diritto e strumenti giuridici possono garantire che gli spazi fisici, digitali e ibridi siano inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali. La tematica è naturalmente connessa a come il digitale influisca sull’esercizio dei diritti nello spazio fisico, soprattutto attraverso la raccolta di dati sulle persone e sui territori, nonché la costruzione materiale di reti. Non è infatti casuale che nei regimi autocratici la rete (infrastrutture, in prima battuta, e le società di servizi) sia sotto il controllo diretto dell’apparato statale, in modo che le regole che sovrintendono l’architettura del web siano determinate in modo esclusivo del decisore politico nazionale. E non meno importante è il ruolo assunto dall’Unione Europea come regolatore capace di imporre regole globali (il cd. effetto Bruxelles) per la tutela dei diritti fondamentali affermatisi a livello unionale.
2025
ICON-S CAGLIARI 2025 La sovranità è morta. Viva la sovranità / Abbondante, Fulvia. - (2025). ( ICON•S ITALIAN CHAPTER - SESTA CONFERENZA LO STATO VIS À VIS I POTERI ECONOMICI E PRIVATI NELL’ERA DIGITALE PANEL:La sovranità è morta. Viva la sovranità. CAGLIARI 3-4 OTTOBRE 2025).
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1023538
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact