Si concentra l’attenzione sugli aspetti più propriamente politici della consecratio quale dispositivo funzionale al consolidamento del potere imperiale. Tutto ciò non può che riportarci alla lezione di Ernest Kantorowicz: tanto nella Roma imperiale quanto nella Francia e nell’Inghilterra medioevali ciò che davvero non muore è il corpo simbolico del potere, che continua ad agire attraverso forme materiali capaci di produrre effetti politici ben oltre la vita dell’individuo. È su questo terreno, dove la morte diventa strumento di continuità del potere, che si colloca la consecratio imperiale, la quale trasforma la morte del sovrano in un’occasione di stabilizzazione del sistema e proietta sul nuovo princeps l’autorità carismatica del predecessore divinizzato. Gli avvenimenti legati alla divinizzazione dei principi romani, in particolare a partire da Settimio Severo, potrebbero allora assumere se letti attraverso il ‘paradigma Kantorowicz’ un valore emblematico sotto il profilo della perpetuità del potere.
Le roy ne meurt jamais. La consecratio degli imperatori romani strumento di perpetuazione e di legittimazione del potere / Giumetti, Fausto. - (2026). ( Il fine vita: prospettive antiche e moderne Dipartimento di Giurisprudenza - Università degli Studi di Napoli Federico II 8 maggio 2026).
Le roy ne meurt jamais. La consecratio degli imperatori romani strumento di perpetuazione e di legittimazione del potere.
Fausto Giumetti
2026
Abstract
Si concentra l’attenzione sugli aspetti più propriamente politici della consecratio quale dispositivo funzionale al consolidamento del potere imperiale. Tutto ciò non può che riportarci alla lezione di Ernest Kantorowicz: tanto nella Roma imperiale quanto nella Francia e nell’Inghilterra medioevali ciò che davvero non muore è il corpo simbolico del potere, che continua ad agire attraverso forme materiali capaci di produrre effetti politici ben oltre la vita dell’individuo. È su questo terreno, dove la morte diventa strumento di continuità del potere, che si colloca la consecratio imperiale, la quale trasforma la morte del sovrano in un’occasione di stabilizzazione del sistema e proietta sul nuovo princeps l’autorità carismatica del predecessore divinizzato. Gli avvenimenti legati alla divinizzazione dei principi romani, in particolare a partire da Settimio Severo, potrebbero allora assumere se letti attraverso il ‘paradigma Kantorowicz’ un valore emblematico sotto il profilo della perpetuità del potere.| File | Dimensione | Formato | |
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