Lo studio del tesoro del cardo IV di Ercolano si colloca nell’ambito dell’indagine di lungo periodo sui fenomeni di circolazione del territorio vesuviano, avviata nel 2005 con l’edizione per regiones dei materiali numismatici di Pompei e inaugura un osservatorio specifico sulla dimensione economico-monetaria della cittadina di Ercolano. Il tesoro è custodito presso il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed è inedito. Composto interamente da monete romane d’argento (562 esemplari), all’origine deposte in un “cassettino” di legno, esso si dispiega su un arco cronologico molto esteso, dalle prime emissioni dei denari repubblicani fino a quelle iniziali del regno di Vespasiano. Una tale fisionomia costitutiva è tanto più notevole perché il tesoro si è integralmente conservato e le monete si presentano in buona conservazione. Mai esposto al pubblico esso è ora oggetto del primo studio analitico e, in parallelo, di un programma specifico di esame delle superfici metalliche sviluppato nell’ambito di un articolato progetto interdisciplinare di analisi archeometriche sul piombo e sull’argento di età romana.
Un tesoro monetale di età flavia dal Cardo IV di Ercolano / Spagnoli, Emanuela. - collana "Studi e Materiali 23":(2025).
Un tesoro monetale di età flavia dal Cardo IV di Ercolano.
Emanuela Spagnoli
2025
Abstract
Lo studio del tesoro del cardo IV di Ercolano si colloca nell’ambito dell’indagine di lungo periodo sui fenomeni di circolazione del territorio vesuviano, avviata nel 2005 con l’edizione per regiones dei materiali numismatici di Pompei e inaugura un osservatorio specifico sulla dimensione economico-monetaria della cittadina di Ercolano. Il tesoro è custodito presso il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed è inedito. Composto interamente da monete romane d’argento (562 esemplari), all’origine deposte in un “cassettino” di legno, esso si dispiega su un arco cronologico molto esteso, dalle prime emissioni dei denari repubblicani fino a quelle iniziali del regno di Vespasiano. Una tale fisionomia costitutiva è tanto più notevole perché il tesoro si è integralmente conservato e le monete si presentano in buona conservazione. Mai esposto al pubblico esso è ora oggetto del primo studio analitico e, in parallelo, di un programma specifico di esame delle superfici metalliche sviluppato nell’ambito di un articolato progetto interdisciplinare di analisi archeometriche sul piombo e sull’argento di età romana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


