Ripercorrere la propria parabola progettuale rappresenta, in ambito architettonico, quanto di più vicino ad un processo psicanalitico possa esistere e, come tale, è operazione tutt’altro che semplice, né tantomeno è sempre possibile definire le ragioni che hanno presieduto ai momenti di svolta o, se vogliamo, di trasformazione. Da una parte ci sono i temi di ricerca, tensioni ideali verso i quali ogni architetto è condotto, dall’altra le occasioni, cioè le possibilità reali di tradurre il pensiero in materia. Vi sono inoltre un certo numero di variabili che giocano un ruolo non secondario, come il periodo storico in cui ogni architetto vive e lavora e che, in termini di occasioni, possono cambiare radicalmente le prospettive di una generazione rispetto ad un’altra. Il Mare Crisium rappresenta – al di là dell’affascinante coordinata esogeologica – il mare delle crisi inteso come infinita dimensione di dubbio, di possibilità e di scelta. Nel cambio di prospettiva che sembra delinearsi al termine di questi primi venti anni del terzo millennio, crisi e scelta non vanno infatti considerate come elementi antitetici bensì come due diverse sfumature che definiscono lo stesso problema (e lo stesso processo). La crisi è infatti proprio ciò che definisce il ruolo dell’architetto nelle innumerevoli mitosi del progetto (ognuna delle quali reca come tributo necessario il sacrificio di una possibile forma/esito che non vedrà mai la luce in favore di un’altra) e che ne determina la crescita e l’evoluzione. Un celebre aforisma, spesso citato da J.F. Kennedy nei suoi discorsi, recita: “Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità”. Il significato di quest’ultimo termine (in cinese wēijī) è stato tuttavia riveduto nel tempo: esso non indica infatti tanto l’“opportunità”, quanto piuttosto il “momento cruciale”, il momento in cui, in altri termini, comincia a cambiare qualcosa.
Mare Crisium.Operazioni progettuali 2012-2022 / Falsetti, M.. - (2022), pp. 1-210.
Mare Crisium.Operazioni progettuali 2012-2022
FALSETTI M
2022
Abstract
Ripercorrere la propria parabola progettuale rappresenta, in ambito architettonico, quanto di più vicino ad un processo psicanalitico possa esistere e, come tale, è operazione tutt’altro che semplice, né tantomeno è sempre possibile definire le ragioni che hanno presieduto ai momenti di svolta o, se vogliamo, di trasformazione. Da una parte ci sono i temi di ricerca, tensioni ideali verso i quali ogni architetto è condotto, dall’altra le occasioni, cioè le possibilità reali di tradurre il pensiero in materia. Vi sono inoltre un certo numero di variabili che giocano un ruolo non secondario, come il periodo storico in cui ogni architetto vive e lavora e che, in termini di occasioni, possono cambiare radicalmente le prospettive di una generazione rispetto ad un’altra. Il Mare Crisium rappresenta – al di là dell’affascinante coordinata esogeologica – il mare delle crisi inteso come infinita dimensione di dubbio, di possibilità e di scelta. Nel cambio di prospettiva che sembra delinearsi al termine di questi primi venti anni del terzo millennio, crisi e scelta non vanno infatti considerate come elementi antitetici bensì come due diverse sfumature che definiscono lo stesso problema (e lo stesso processo). La crisi è infatti proprio ciò che definisce il ruolo dell’architetto nelle innumerevoli mitosi del progetto (ognuna delle quali reca come tributo necessario il sacrificio di una possibile forma/esito che non vedrà mai la luce in favore di un’altra) e che ne determina la crescita e l’evoluzione. Un celebre aforisma, spesso citato da J.F. Kennedy nei suoi discorsi, recita: “Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità”. Il significato di quest’ultimo termine (in cinese wēijī) è stato tuttavia riveduto nel tempo: esso non indica infatti tanto l’“opportunità”, quanto piuttosto il “momento cruciale”, il momento in cui, in altri termini, comincia a cambiare qualcosa.| File | Dimensione | Formato | |
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