Lo scopo di questo inytervento è mostrare il yeísmo rioplatense, sia in Argentina sia in Uruguay, come una rarità tipologica emergente, ossia come un esito non comune ma spiegabile alla luce delle dinamiche interne del sistema linguistico. Nel quadro teorico delle rarità tipologiche formulato da Loporcaro, e in dialogo con la tradizione sociolinguistica rioplatense (Alonso; Fontanella de Weinberg), si sostiene che la sua comparsa non dipenda principalmente da fattori di contatto linguistico esterno, bensì costituisca una risposta endogena all’instabilità storica del dominio palatale dello spagnolo, caratterizzato da una tendenza a riorganizzarsi nel tempo. Dal punto di vista metodologico, si adotta un approccio teorico-interpretativo che mira a riorganizzare in modo sistematico le evidenze storiche e fonologiche disponibili. Questo approccio integra un confronto tipologico con il portoghese — lingua che presenta anch’essa dinamiche rilevanti nel dominio palatale — e si appoggia al modello di continuum palatale delineato nella Nueva Gramática de la Lengua Española della RAE. In particolare, si ricostruisce una catena di riaggiustamenti fonetico-fonologici (deaffricazione, fricativizzazione, eventuale sonorizzazione e rehilamiento) per valutare se la loro convergenza in un’area strutturalmente fragile del sistema sia sufficiente a produrre un esito tipologicamente marcato senza ricorrere a spiegazioni esterne. I risultati mostrano che la fricativizzazione rehilada — tipicamente realizzata come [ʒ] o [ʃ] nel rioplatense — non rappresenta un’anomalia esogena o accidentale, ma piuttosto una strategia compensatoria che risponde alla necessità di mantenere la distinzione fonologica e la salienza percettiva all’interno del sistema. In altre parole, l’evoluzione non elimina il contrasto, ma lo ridefinisce attraverso nuovi mezzi articolatori e acustici. Si conclude che il caso rioplatense costituisce un esempio particolarmente significativo di come le varietà americane dello spagnolo possano funzionare come spazi di stabilizzazione e fissazione storica di traiettorie latenti già presenti nel sistema linguistico. Questo rafforza l’idea che le cosiddette “rarità tipologiche” non siano necessariamente deviazioni arbitrarie, ma possano emergere come esiti coerenti di processi interni, resi visibili in contesti sociolinguistici specifici.

Il yeísmo rehilado come rarità tipologica emergente: instabilità strutturale, continuum palatale e consolidamento sociolinguistico nello spazio rioplatense / Musto, S.. - (2026). (Giornata di studi in memoria di Renata Savy DipSUm Università di Salerno 04/06/2026).

Il yeísmo rehilado come rarità tipologica emergente: instabilità strutturale, continuum palatale e consolidamento sociolinguistico nello spazio rioplatense

Salvatore Musto
2026

Abstract

Lo scopo di questo inytervento è mostrare il yeísmo rioplatense, sia in Argentina sia in Uruguay, come una rarità tipologica emergente, ossia come un esito non comune ma spiegabile alla luce delle dinamiche interne del sistema linguistico. Nel quadro teorico delle rarità tipologiche formulato da Loporcaro, e in dialogo con la tradizione sociolinguistica rioplatense (Alonso; Fontanella de Weinberg), si sostiene che la sua comparsa non dipenda principalmente da fattori di contatto linguistico esterno, bensì costituisca una risposta endogena all’instabilità storica del dominio palatale dello spagnolo, caratterizzato da una tendenza a riorganizzarsi nel tempo. Dal punto di vista metodologico, si adotta un approccio teorico-interpretativo che mira a riorganizzare in modo sistematico le evidenze storiche e fonologiche disponibili. Questo approccio integra un confronto tipologico con il portoghese — lingua che presenta anch’essa dinamiche rilevanti nel dominio palatale — e si appoggia al modello di continuum palatale delineato nella Nueva Gramática de la Lengua Española della RAE. In particolare, si ricostruisce una catena di riaggiustamenti fonetico-fonologici (deaffricazione, fricativizzazione, eventuale sonorizzazione e rehilamiento) per valutare se la loro convergenza in un’area strutturalmente fragile del sistema sia sufficiente a produrre un esito tipologicamente marcato senza ricorrere a spiegazioni esterne. I risultati mostrano che la fricativizzazione rehilada — tipicamente realizzata come [ʒ] o [ʃ] nel rioplatense — non rappresenta un’anomalia esogena o accidentale, ma piuttosto una strategia compensatoria che risponde alla necessità di mantenere la distinzione fonologica e la salienza percettiva all’interno del sistema. In altre parole, l’evoluzione non elimina il contrasto, ma lo ridefinisce attraverso nuovi mezzi articolatori e acustici. Si conclude che il caso rioplatense costituisce un esempio particolarmente significativo di come le varietà americane dello spagnolo possano funzionare come spazi di stabilizzazione e fissazione storica di traiettorie latenti già presenti nel sistema linguistico. Questo rafforza l’idea che le cosiddette “rarità tipologiche” non siano necessariamente deviazioni arbitrarie, ma possano emergere come esiti coerenti di processi interni, resi visibili in contesti sociolinguistici specifici.
2026
Il yeísmo rehilado come rarità tipologica emergente: instabilità strutturale, continuum palatale e consolidamento sociolinguistico nello spazio rioplatense / Musto, S.. - (2026). (Giornata di studi in memoria di Renata Savy DipSUm Università di Salerno 04/06/2026).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1056001
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