Il volume nasce dall’intreccio tra pratica clinica psicoanalitica, riflessione teorica sulla neurodiversità e prospettiva fenomenologica sull’esperienza incarnata, in dialogo con le pratiche artistiche contemporanee. Clinica, teoria e arte vengono qui pensate non come ambiti separati, ma come dispositivi affini di accesso all’esperienza e di produzione di forma. Il lavoro prende avvio da un percorso clinico realizzato con una persona adulta nello spettro autistico non verbale, all’interno del quale la scrittura condivisa emerge progressivamente come dispositivo trasformativo. L’esperienza clinica è orientata da una prospettiva non riparativa e non normalizzante, attenta ai processi, alla temporalità, alla regolazione del campo relazionale e alla dimensione corporea dell’esperienza, piuttosto che alla correzione del sintomo o all’adattamento funzionale. In questo quadro, il pensiero di Maurice Merleau-Ponty costituisce un riferimento teorico strutturale: non come apparato interpretativo sovrapposto all’esperienza clinica, ma come cornice percettiva capace di pensare l’esperienza prima della sua traduzione simbolica, nella sua dimensione pre-riflessiva e incarnata. Accanto alla dimensione clinica, la monografia sviluppa una riflessione critica sui dispositivi sociali e simbolici che attraversano l’esperienza neurodivergente, facendo riferimento ai concetti di ingiustizia epistemica, minority stress, infantilizzazione e adultizzazione. Tali categorie vengono utilizzate per mostrare come una parte significativa della sofferenza psichica non derivi dal funzionamento neurodivergente in sé, ma dall’esposizione reiterata a contesti non riconoscitivi, che negano legittimità epistemica, continuità temporale e possibilità di soggettivazione adulta. Un ulteriore asse del volume è rappresentato dal dialogo con la ricerca artistica di Paolo Valerio. Le sue ecosculture, realizzate a partire da materiali di scarto raccolti dal mare, offrono una risonanza teorica ed epistemologica al lavoro clinico, permettendo di pensare il frammento, il residuo e l’eccedenza non come deficit, ma come materiali generativi di forma. Clinica e arte vengono così pensate come pratiche di riconoscimento accomunate da una stessa etica del frammento: ciò che appare marginale, eccedente o non assimilabile non viene corretto né eliminato, ma accolto come materia viva a partire dalla quale può emergere una forma possibile.

Il frammento che diventa forma. Clinica, arte e neurodiversità in dialogo / Liccardo, T., Phd, ., - tecnologico, P.E.P.I.N.D.E.P.S.S., Coordina lo le attività dello sportello di ascolto “Possiamo Parlarne”, P.L.D.S.D.N.F.Ii., Interventi Di Supporto Psicologico, P., La Sua Attività Clinica E Di Ricerca Si Concentra Sui Temi Della Neurodiversità E Dello Stigma, C.P.A.A.S.D.Emergenza., Psicologico., C.U.I.C.A.P.D.B.. - Il frammento che diventa forma. Clinica, arte e neurodiversità in dialogo:(2026), pp. 1-123.

Il frammento che diventa forma. Clinica, arte e neurodiversità in dialogo

Tiziana Liccardo
Primo
;
2026

Abstract

Il volume nasce dall’intreccio tra pratica clinica psicoanalitica, riflessione teorica sulla neurodiversità e prospettiva fenomenologica sull’esperienza incarnata, in dialogo con le pratiche artistiche contemporanee. Clinica, teoria e arte vengono qui pensate non come ambiti separati, ma come dispositivi affini di accesso all’esperienza e di produzione di forma. Il lavoro prende avvio da un percorso clinico realizzato con una persona adulta nello spettro autistico non verbale, all’interno del quale la scrittura condivisa emerge progressivamente come dispositivo trasformativo. L’esperienza clinica è orientata da una prospettiva non riparativa e non normalizzante, attenta ai processi, alla temporalità, alla regolazione del campo relazionale e alla dimensione corporea dell’esperienza, piuttosto che alla correzione del sintomo o all’adattamento funzionale. In questo quadro, il pensiero di Maurice Merleau-Ponty costituisce un riferimento teorico strutturale: non come apparato interpretativo sovrapposto all’esperienza clinica, ma come cornice percettiva capace di pensare l’esperienza prima della sua traduzione simbolica, nella sua dimensione pre-riflessiva e incarnata. Accanto alla dimensione clinica, la monografia sviluppa una riflessione critica sui dispositivi sociali e simbolici che attraversano l’esperienza neurodivergente, facendo riferimento ai concetti di ingiustizia epistemica, minority stress, infantilizzazione e adultizzazione. Tali categorie vengono utilizzate per mostrare come una parte significativa della sofferenza psichica non derivi dal funzionamento neurodivergente in sé, ma dall’esposizione reiterata a contesti non riconoscitivi, che negano legittimità epistemica, continuità temporale e possibilità di soggettivazione adulta. Un ulteriore asse del volume è rappresentato dal dialogo con la ricerca artistica di Paolo Valerio. Le sue ecosculture, realizzate a partire da materiali di scarto raccolti dal mare, offrono una risonanza teorica ed epistemologica al lavoro clinico, permettendo di pensare il frammento, il residuo e l’eccedenza non come deficit, ma come materiali generativi di forma. Clinica e arte vengono così pensate come pratiche di riconoscimento accomunate da una stessa etica del frammento: ciò che appare marginale, eccedente o non assimilabile non viene corretto né eliminato, ma accolto come materia viva a partire dalla quale può emergere una forma possibile.
2026
978-88-351-8797-4
Il frammento che diventa forma. Clinica, arte e neurodiversità in dialogo / Liccardo, T., Phd, ., - tecnologico, P.E.P.I.N.D.E.P.S.S., Coordina lo le attività dello sportello di ascolto “Possiamo Parlarne”, P.L.D.S.D.N.F.Ii., Interventi Di Supporto Psicologico, P., La Sua Attività Clinica E Di Ricerca Si Concentra Sui Temi Della Neurodiversità E Dello Stigma, C.P.A.A.S.D.Emergenza., Psicologico., C.U.I.C.A.P.D.B.. - Il frammento che diventa forma. Clinica, arte e neurodiversità in dialogo:(2026), pp. 1-123.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1056382
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact