I rapporti tra ICT e procedimento penale sono attualmente caratterizzati da fronti di impatto frastagliati, asistematici e incoerenti. L’area degli strumenti investigativi ha registrato il proliferare, a volte incontrollato, di tecnologie avanzate. D’altra parte, le soluzioni in tema di digitalizzazione degli atti processuali penali sono state timide e lacunose. Su altro piano, la virtualizzazione delle udienze penali ha subìto un brusco e disordinato incremento, legato all’emergenza pidemiologica. La ricerca mira, in prima istanza, a ricostruire la mappa delle esperienze di digitalizzazione nel proco penale: lo studio si rivolge al fenomeno, ancora per molti aspetti embrionale, di dematerializzazione degli atti, individuandone le direttrici di incremento. Vengono studiate risorse, rischi e chiaroscuri dell’uso nel processo delle evidenze investigative ottenute con le nuove tecnologie. La ricerca approfondisce il ruolo del contraddittorio nella formazione del convincimento del giudice sulla base di elementi istruttori legati all’uso delle nuove tecnologie. Queste, infatti, sembrano porre in dubbio il consolidato principio di prassi del contraddittorio-metodo. La ricerca cerca di aiutare ad elaborare standard procedurali e regole tecniche che rendano possibile la non lesione di detto principio con l’uso delle nuove tecnologie. I risultati offrono un contributo alle istituzioni pubbliche mirante a propiziare riforme, elaborare standards e a tracciare linee di best practices, destinate, in prima istanza, a superare ambiguità normative e modalità operative in contrasto con i diritti fondamentali e con le garanzie costituzionali. Uno sguardo più approfondito giustifica l’intento finale del progetto. Sempre più trova conferma l’potesi della reciproca dipendenza tra effettività delle regole processuali e regole tecniche relative ai sistemi ICT utilizzati, o anche semplicemente esistenti. Questa stretta dipendenza porta a considerare l’interazione tra uomo e sistemi ICT, nel processo penale, come un vero e proprio sitema socio-tecnico. Si ritiene quindi necessaria l’elaborazione di standard normativi, comportamentali e costruttivi, reciprocamente dipendenti, tali da garantire non solo il mantenimento delle garanzie processuali a difesa dei diritti fondamentali, ma anche, a più lunga gittata, della tenuta dell’intera coerenza del corpo normativo processual penalistico.
Processo e Prova Informatica - PEPI / Romeo, F., De Caro, A., Menna, M., Di Chiara, G., Maffeo, V.. - (2025). (Processo e Prova Informatica - PEPI 01/09/2024).
Processo e Prova Informatica - PEPI
Francesco Romeo;Vania Maffeo
2025
Abstract
I rapporti tra ICT e procedimento penale sono attualmente caratterizzati da fronti di impatto frastagliati, asistematici e incoerenti. L’area degli strumenti investigativi ha registrato il proliferare, a volte incontrollato, di tecnologie avanzate. D’altra parte, le soluzioni in tema di digitalizzazione degli atti processuali penali sono state timide e lacunose. Su altro piano, la virtualizzazione delle udienze penali ha subìto un brusco e disordinato incremento, legato all’emergenza pidemiologica. La ricerca mira, in prima istanza, a ricostruire la mappa delle esperienze di digitalizzazione nel proco penale: lo studio si rivolge al fenomeno, ancora per molti aspetti embrionale, di dematerializzazione degli atti, individuandone le direttrici di incremento. Vengono studiate risorse, rischi e chiaroscuri dell’uso nel processo delle evidenze investigative ottenute con le nuove tecnologie. La ricerca approfondisce il ruolo del contraddittorio nella formazione del convincimento del giudice sulla base di elementi istruttori legati all’uso delle nuove tecnologie. Queste, infatti, sembrano porre in dubbio il consolidato principio di prassi del contraddittorio-metodo. La ricerca cerca di aiutare ad elaborare standard procedurali e regole tecniche che rendano possibile la non lesione di detto principio con l’uso delle nuove tecnologie. I risultati offrono un contributo alle istituzioni pubbliche mirante a propiziare riforme, elaborare standards e a tracciare linee di best practices, destinate, in prima istanza, a superare ambiguità normative e modalità operative in contrasto con i diritti fondamentali e con le garanzie costituzionali. Uno sguardo più approfondito giustifica l’intento finale del progetto. Sempre più trova conferma l’potesi della reciproca dipendenza tra effettività delle regole processuali e regole tecniche relative ai sistemi ICT utilizzati, o anche semplicemente esistenti. Questa stretta dipendenza porta a considerare l’interazione tra uomo e sistemi ICT, nel processo penale, come un vero e proprio sitema socio-tecnico. Si ritiene quindi necessaria l’elaborazione di standard normativi, comportamentali e costruttivi, reciprocamente dipendenti, tali da garantire non solo il mantenimento delle garanzie processuali a difesa dei diritti fondamentali, ma anche, a più lunga gittata, della tenuta dell’intera coerenza del corpo normativo processual penalistico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


