Agli esordi della produzione di Ramon Llull (1232-1316) figura un compendio della Logica del filosofo persiano al-Ghazālī (1057-1111) conservato in due redazioni: una in prosa latina, concepita come sussidio per gli studenti, e una in rime catalane, diretta a «cels qui no saben latí ni arabich». Quest’ultima è una precoce testimonianza del ruolo assegnato dal pensatore maiorchino al volgare catalano come lingua di diffusione del sapere presso i laici, al di fuori del mondo scolastico. L’opera di al-Ghazālī Maqaṣid al-falasifa (Le intenzioni dei filosofi), contenente appunto una sezione dedicata alla logica, iniziò a circolare nel territorio di al-Andalus al principio del XII secolo e nel 1145 fu tradotta in latino da Domenico Gundisalvi, che ne garantì una vasta diffusione negli ambienti scolastici. Sembra ormai certo, però, che Llull la lesse direttamente in arabo: aveva infatti appreso quella lingua per i suoi scopi missionari di conversione dei musulmani e poté così attingere all’originale di al-Ghazālī o forse ad una versione già sintetizzata. Il ricorso alla fonte araba e la sua duplice rielaborazione rivolta a un doppio pubblico di lettori (con l’aggiunta di elementi tratti da Pietro Ispano e accenni ai fondamenti del pensiero del Beato) suggeriscono una serie di considerazioni relative alla peculiare concezione lulliana dello spazio linguistico come ambito privilegiato di comunicazione delle idee a interlocutori di diversa condizione religiosa, culturale e sociale. L’analisi del testo catalano nella sua qualità di strumento divulgativo, inoltre, consente di evidenziarne alcune caratteristiche comuni alla tradizione didattica romanza.
Lo spazio delle lingue, il viaggio delle idee: Ramon Llull e la Logica di al-Ghazālī tra arabo, latino e catalano / Staccioli, L.. - (2018). (XII Congresso Internazionale dell’Associazione Italiana di Studi Catalani «Specie di spazi, viaggi, geografie» Università per stranieri di Siena 30 novembre 2018).
Lo spazio delle lingue, il viaggio delle idee: Ramon Llull e la Logica di al-Ghazālī tra arabo, latino e catalano
LETIZIA STACCIOLI
2018
Abstract
Agli esordi della produzione di Ramon Llull (1232-1316) figura un compendio della Logica del filosofo persiano al-Ghazālī (1057-1111) conservato in due redazioni: una in prosa latina, concepita come sussidio per gli studenti, e una in rime catalane, diretta a «cels qui no saben latí ni arabich». Quest’ultima è una precoce testimonianza del ruolo assegnato dal pensatore maiorchino al volgare catalano come lingua di diffusione del sapere presso i laici, al di fuori del mondo scolastico. L’opera di al-Ghazālī Maqaṣid al-falasifa (Le intenzioni dei filosofi), contenente appunto una sezione dedicata alla logica, iniziò a circolare nel territorio di al-Andalus al principio del XII secolo e nel 1145 fu tradotta in latino da Domenico Gundisalvi, che ne garantì una vasta diffusione negli ambienti scolastici. Sembra ormai certo, però, che Llull la lesse direttamente in arabo: aveva infatti appreso quella lingua per i suoi scopi missionari di conversione dei musulmani e poté così attingere all’originale di al-Ghazālī o forse ad una versione già sintetizzata. Il ricorso alla fonte araba e la sua duplice rielaborazione rivolta a un doppio pubblico di lettori (con l’aggiunta di elementi tratti da Pietro Ispano e accenni ai fondamenti del pensiero del Beato) suggeriscono una serie di considerazioni relative alla peculiare concezione lulliana dello spazio linguistico come ambito privilegiato di comunicazione delle idee a interlocutori di diversa condizione religiosa, culturale e sociale. L’analisi del testo catalano nella sua qualità di strumento divulgativo, inoltre, consente di evidenziarne alcune caratteristiche comuni alla tradizione didattica romanza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


