In questo lavoro esploriamo le dinamiche che si sono verificate nel biennio 2010-2011 quando l’allora Ministro dell’Istruzione di centro-destra ha lanciato un’iniziativa pilota su base volontaria tesa a sperimentare due modelli di valutazione delle scuole e degli insegnanti (VSQ e Valorizza), basati sull’incrocio dei dati dei test nazionali sugli apprendimenti con una valutazione operata da team ispettivi nel caso delle scuole e su di un metodo di valutazione ispirato al metodo ‘reputazionale’ nel caso degli insegnanti. Il nostro oggetto di ricerca è dunque un processo di policy ancora in corso, che abbiamo osservato nel suo sviluppo nel tempo, con lo scopo di esplorare in dettaglio i conflitti e gli scontri creatisi attorno all’enactment della politica, ricostruendo i processi di borrowing, bricolage, traslazione e mediazione attraverso cui si sta sviluppando la vernacolarizzazione delle ricette globali per la costituzione di nuovi sistemi di accountability in un contesto nazionale come quello italiano e nel suo sistema scolastico, storicamente refrattario all’introduzione di meccanismi di valutazione. Facendo ricorso alle categorie analitiche della Sociologia della traslazione di Callon (1986), il nostro obiettivo è stato di mettere a fuoco l’interazione e l’intreccio tra le path dependencies, i conflitti e le contingenze nei processi di interpretazione che l’enactment della politica sperimentale per la valutazione delle scuole e degli insegnanti ha prodotto. L’interpretazione dell’enactment della politica come un continuo processo di traslazione ha reso possible mettere a fuoco le azioni concrete e le associazioni che danno forma a tale enactment, rendendo manifesto allo stesso tempo come ciò avvenga a partire dall’influenza di specifiche path dependencies. Su questa scia, il lavoro ha evidenziato la continuità che caratterizza i processi di cambiamento, nei quali gli attori chiave e le reti giocano un ruolo cruciale nella dislocazione degli obiettivi, degli interessi, dei dispositive, degli esseri umani, degli attori non umani e delle iscrizioni in ogni passaggio dell’enactment della politica. Inoltre, abbiamo messo in evidenza le differenti visioni del mondo che si confrontano in questo processo di policy e le controversie che da tale confronto derivano. I processi di traslazione decostruiti sono stati interpretati come profondamente radicati in contesti storicamente strutturati nei quali discorsi, strutture di governance, assetti organizzativi e path dependencies di lungo corso definiscono le condizioni e le possibilità per i displacements e le trasformazioni, così come i vincoli che su di essi insistono. Per ricostruire le complesse dinamiche della traiettoria della politica in focus, abbiamo raccolto dati – prevalentemente testi scritti – da varie fonti sul web in un periodio di più di un anno (documenti pubblici accessibili a tutti). La ricerca ha preso le mosse dall’identificazione di un nucleo di attori chiave della traiettoria di policy presa in esame e si è poi sviluppata attraverso il metodo dello ‘snowball’, a partire dal policy network iniziale dei promotori e ricostruendo attraverso ricerche sul web e sulla stampa la progressiva formazione dell’alleanza degli oppositori. In questo modo è stato progressivamente identificato un complesso network di ‘policy actors’ e di arene di policy. Questi attori e queste arene sono diventati le voci e gli spazi del processo di traslazione analizzato. I dati raccolti sono stati analizzati attraverso un processo di codifica e classificazione che si è sviluppato attraverso tre step ricorsivi, in linea con quanto suggerito dalla Grounded Theory: open coding, axial coding e selective coding (Strauss and Corbin, 1990). Usando il repertorio della Sociologia della traslazione (Callon, 1986), abbiamo decostruito gli eventi ed i displacements che si sono verificati nel corso del processo di policy preso in esame, al fine di restituirli sotto forma di “public storytelling” (Apple, 2005). Nel fare ciò, abbiamo offerto una reinterpretazione di tali eventi come una storia paradossale di resistenza (Foucault, 1996). Da un lato, infatti, le scuole, gli insegnanti e i sindacati hanno mostrato di avere una grande capacità di resistenza, diventando nei fatti attori creativi ed influenti nella traiettoria della politica. Dall’altro, la loro resistenza è stata indebolita dai dislocamenti e mobilitazioni generati dalla creazione di un framework di celebrazione della politica e dalla mobilitazione di suoi portavoce (spokesmen), che hanno avuto il ruolo di offrire una legittimazione bottom up della politica. Nonostante ciò, la storia ricostruita è ancora aperta a molteplici finali: incertezza, imprevedibilità e conflitto continuano ad essere i tratti prevalenti della traiettoria di policy analizzata. Gli attori coinvolti si trovano in maniera permanente “in una disposizione strategica gli uni verso gli altri […] e sussistono sempre possibilità di trasformare la situazione” (Foucault, 1996, p. 386). E’ alla luce delle considerazioni appena fatte che interpretiamo il processo di traslazione descritto nel paper come una ‘occasione mancata’ per dare inizio ad un dialogo situato attorno al disegno ed allo sviluppo di forme maggiormente democratiche di accountability, attraverso le quali sia possibile offrire un account reale di cosa accade nelle scuole e perchè (Ranson, 2003) e la valutazione sia interpretata come una forma di riflessione sulla pratica professionale contestualizzata e fondata su di una base conoscitiva densa e prossimale (Goodson, 2003). L’apertura di spazi reali di manovra per l’affermazione di framework di accountability pubblica ispirati e fondati su valori quali la fiducia, il coinvolgimento etico, la collaborazione, la partecipazione, l’eteronomia ed il giudizio collettivo, la cura, l’appredimento continuo e la complessità richiede “nuove narrative etiche da sviluppare attraverso il ripristino della fiducia” nei confronti dei e tra i professionals della scuola (Stronach, 2010, p. 95) e, soprattutto, movimenti alternativi e di resistenza che “ri-negozino un’economia della performance dall’interno delle ecologie della pratica professionale” (ib ). Questo lavoro ambisce a contribuire a questo processo di contro-elaborazione attraverso la pratica del ‘policy story-telling’ (Apple, 2005), allo scopo di offrire elementi che preservino e ripristinino la memoria e consentano di comprendere ed interpretare le politiche ed i loro processi di enactment in maniera alternativa.
Discorsi sul merito. La ‘patata bollente’ della valutazione degli insegnanti in Italia / Barzano', G.; Grimaldi, Emiliano. - (2012). ( LA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE SCOLASTICHE E UNIVERSITARIE: SOCIOLOGI ED ECONOMISTI A CONFRONTO Università degli Studi di Trento, Facoltà di Sociologia 16-17 Marzo).
Discorsi sul merito. La ‘patata bollente’ della valutazione degli insegnanti in Italia
GRIMALDI, EMILIANO
2012
Abstract
In questo lavoro esploriamo le dinamiche che si sono verificate nel biennio 2010-2011 quando l’allora Ministro dell’Istruzione di centro-destra ha lanciato un’iniziativa pilota su base volontaria tesa a sperimentare due modelli di valutazione delle scuole e degli insegnanti (VSQ e Valorizza), basati sull’incrocio dei dati dei test nazionali sugli apprendimenti con una valutazione operata da team ispettivi nel caso delle scuole e su di un metodo di valutazione ispirato al metodo ‘reputazionale’ nel caso degli insegnanti. Il nostro oggetto di ricerca è dunque un processo di policy ancora in corso, che abbiamo osservato nel suo sviluppo nel tempo, con lo scopo di esplorare in dettaglio i conflitti e gli scontri creatisi attorno all’enactment della politica, ricostruendo i processi di borrowing, bricolage, traslazione e mediazione attraverso cui si sta sviluppando la vernacolarizzazione delle ricette globali per la costituzione di nuovi sistemi di accountability in un contesto nazionale come quello italiano e nel suo sistema scolastico, storicamente refrattario all’introduzione di meccanismi di valutazione. Facendo ricorso alle categorie analitiche della Sociologia della traslazione di Callon (1986), il nostro obiettivo è stato di mettere a fuoco l’interazione e l’intreccio tra le path dependencies, i conflitti e le contingenze nei processi di interpretazione che l’enactment della politica sperimentale per la valutazione delle scuole e degli insegnanti ha prodotto. L’interpretazione dell’enactment della politica come un continuo processo di traslazione ha reso possible mettere a fuoco le azioni concrete e le associazioni che danno forma a tale enactment, rendendo manifesto allo stesso tempo come ciò avvenga a partire dall’influenza di specifiche path dependencies. Su questa scia, il lavoro ha evidenziato la continuità che caratterizza i processi di cambiamento, nei quali gli attori chiave e le reti giocano un ruolo cruciale nella dislocazione degli obiettivi, degli interessi, dei dispositive, degli esseri umani, degli attori non umani e delle iscrizioni in ogni passaggio dell’enactment della politica. Inoltre, abbiamo messo in evidenza le differenti visioni del mondo che si confrontano in questo processo di policy e le controversie che da tale confronto derivano. I processi di traslazione decostruiti sono stati interpretati come profondamente radicati in contesti storicamente strutturati nei quali discorsi, strutture di governance, assetti organizzativi e path dependencies di lungo corso definiscono le condizioni e le possibilità per i displacements e le trasformazioni, così come i vincoli che su di essi insistono. Per ricostruire le complesse dinamiche della traiettoria della politica in focus, abbiamo raccolto dati – prevalentemente testi scritti – da varie fonti sul web in un periodio di più di un anno (documenti pubblici accessibili a tutti). La ricerca ha preso le mosse dall’identificazione di un nucleo di attori chiave della traiettoria di policy presa in esame e si è poi sviluppata attraverso il metodo dello ‘snowball’, a partire dal policy network iniziale dei promotori e ricostruendo attraverso ricerche sul web e sulla stampa la progressiva formazione dell’alleanza degli oppositori. In questo modo è stato progressivamente identificato un complesso network di ‘policy actors’ e di arene di policy. Questi attori e queste arene sono diventati le voci e gli spazi del processo di traslazione analizzato. I dati raccolti sono stati analizzati attraverso un processo di codifica e classificazione che si è sviluppato attraverso tre step ricorsivi, in linea con quanto suggerito dalla Grounded Theory: open coding, axial coding e selective coding (Strauss and Corbin, 1990). Usando il repertorio della Sociologia della traslazione (Callon, 1986), abbiamo decostruito gli eventi ed i displacements che si sono verificati nel corso del processo di policy preso in esame, al fine di restituirli sotto forma di “public storytelling” (Apple, 2005). Nel fare ciò, abbiamo offerto una reinterpretazione di tali eventi come una storia paradossale di resistenza (Foucault, 1996). Da un lato, infatti, le scuole, gli insegnanti e i sindacati hanno mostrato di avere una grande capacità di resistenza, diventando nei fatti attori creativi ed influenti nella traiettoria della politica. Dall’altro, la loro resistenza è stata indebolita dai dislocamenti e mobilitazioni generati dalla creazione di un framework di celebrazione della politica e dalla mobilitazione di suoi portavoce (spokesmen), che hanno avuto il ruolo di offrire una legittimazione bottom up della politica. Nonostante ciò, la storia ricostruita è ancora aperta a molteplici finali: incertezza, imprevedibilità e conflitto continuano ad essere i tratti prevalenti della traiettoria di policy analizzata. Gli attori coinvolti si trovano in maniera permanente “in una disposizione strategica gli uni verso gli altri […] e sussistono sempre possibilità di trasformare la situazione” (Foucault, 1996, p. 386). E’ alla luce delle considerazioni appena fatte che interpretiamo il processo di traslazione descritto nel paper come una ‘occasione mancata’ per dare inizio ad un dialogo situato attorno al disegno ed allo sviluppo di forme maggiormente democratiche di accountability, attraverso le quali sia possibile offrire un account reale di cosa accade nelle scuole e perchè (Ranson, 2003) e la valutazione sia interpretata come una forma di riflessione sulla pratica professionale contestualizzata e fondata su di una base conoscitiva densa e prossimale (Goodson, 2003). L’apertura di spazi reali di manovra per l’affermazione di framework di accountability pubblica ispirati e fondati su valori quali la fiducia, il coinvolgimento etico, la collaborazione, la partecipazione, l’eteronomia ed il giudizio collettivo, la cura, l’appredimento continuo e la complessità richiede “nuove narrative etiche da sviluppare attraverso il ripristino della fiducia” nei confronti dei e tra i professionals della scuola (Stronach, 2010, p. 95) e, soprattutto, movimenti alternativi e di resistenza che “ri-negozino un’economia della performance dall’interno delle ecologie della pratica professionale” (ib ). Questo lavoro ambisce a contribuire a questo processo di contro-elaborazione attraverso la pratica del ‘policy story-telling’ (Apple, 2005), allo scopo di offrire elementi che preservino e ripristinino la memoria e consentano di comprendere ed interpretare le politiche ed i loro processi di enactment in maniera alternativa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


