La letteratura giuridica in lingua greca d'età tardoantica e bizantina riveste particolare interesse sia per lo storico del diritto sia per quello della storia della lingua greca. L’evoluzione, lo sviluppo e la trasformazione del mondo delle idee, della lingua e dei mezzi di comunicazione, che hanno caratterizzato i secoli dal tardoantico all’età bizantina, sono ben individuabili in una produzione letteraria necessariamente ancorata alla realtà sociale. I testi giuridici, pertanto, nella loro duplice appartenenza alla Gebrauchssprache ed alla Zwischenschichtsprosa sono particolarmente fecondi per indagini relative alla storia delle lingue classiche. La trasformazione linguistica caratterizzante la produzione giuridica postclassica non si sostanzia in grossi spostamenti fonetici, morfologici e sintattici, quanto in cambiamenti stilistici e formali, che significano il nuovo modo di porsi del legislatore di fronte ai destinatari dell’oggetto giuridico-letterario. Tra i due principali filoni, lingua letteraria e lingua popolare, che improntano lo sviluppo linguistico postclassico, la lingua del diritto, influenzata tanto da quella letteraria quanto da quella ‘colloquiale’, è la lingua della burocrazia imperiale e della classe dirigente, che si afferma sempre più a partire dall’età di Diocleziano come cardine della vita sociale. Il processo di trasformazione ideologica che interessò l’impero assoluto cristiano ha come esito anche l’introduzione della retorica nella letteratura giuridica. La restaurazione morale ed intellettuale dell’Impero, fondata sulla filosofia stoica e poi su quella cristiana, determina per l’imperatore l’obbligo della humanitas nei confronti dei sudditi come espressione suprema della grazia di Dio sull’Imperatore. Il benessere pubblico dello Stato è perseguito attraverso un’amministrazione completamente centralizzata e viene pubblicizzato mediante un attento abbellimento retorico della produzione legislativa. L’Imperatore ha la competenza necessaria ad intervenire in tutti gli ambiti giuridici dei suoi sudditi, anche in quelli di diritto privato, al fine di perseguire il loro bene. La retorica viene applicata come categoria formale alla diffusione della promozione della humanitas imperiale e diventa un elemento inscindibile dalle discipline giuridiche amministrative. A partire dall’età di Giustiniano l’intento precipuo della letteratura giuridica, orientata a porre le fondamenta delle istituzioni generali dello Stato, è quello di propagandare la figura dell’imperatore, rassicurando i sudditi sulla sua presenza costante anche nei problemi della vita quotidiana. La retorica, con le sue leggi della comunicazione letteraria, ha, quindi, un peso determinante nella forma compositiva delle opere della legislazione. Da esse si differenziano, proprio per il diverso grado di presenza degli strumenti retorici ed il diverso livello linguistico, i prodotti letterari destinati all’insegnamento e/o alla prassi. Nel volume sono esaminati sotto il profilo linguistico e retorico prodotti giuridici letterari dall'età giustinianea a quella dei Comneni, dalle Novelle di Giustiniano alla Pira di Eustazio Romano.

Lex et scientia iuris. Aspetti della letteratura giuridica in lingua greca / Matino, Giuseppina. - (2012).

Lex et scientia iuris. Aspetti della letteratura giuridica in lingua greca

MATINO, GIUSEPPINA
2012

Abstract

La letteratura giuridica in lingua greca d'età tardoantica e bizantina riveste particolare interesse sia per lo storico del diritto sia per quello della storia della lingua greca. L’evoluzione, lo sviluppo e la trasformazione del mondo delle idee, della lingua e dei mezzi di comunicazione, che hanno caratterizzato i secoli dal tardoantico all’età bizantina, sono ben individuabili in una produzione letteraria necessariamente ancorata alla realtà sociale. I testi giuridici, pertanto, nella loro duplice appartenenza alla Gebrauchssprache ed alla Zwischenschichtsprosa sono particolarmente fecondi per indagini relative alla storia delle lingue classiche. La trasformazione linguistica caratterizzante la produzione giuridica postclassica non si sostanzia in grossi spostamenti fonetici, morfologici e sintattici, quanto in cambiamenti stilistici e formali, che significano il nuovo modo di porsi del legislatore di fronte ai destinatari dell’oggetto giuridico-letterario. Tra i due principali filoni, lingua letteraria e lingua popolare, che improntano lo sviluppo linguistico postclassico, la lingua del diritto, influenzata tanto da quella letteraria quanto da quella ‘colloquiale’, è la lingua della burocrazia imperiale e della classe dirigente, che si afferma sempre più a partire dall’età di Diocleziano come cardine della vita sociale. Il processo di trasformazione ideologica che interessò l’impero assoluto cristiano ha come esito anche l’introduzione della retorica nella letteratura giuridica. La restaurazione morale ed intellettuale dell’Impero, fondata sulla filosofia stoica e poi su quella cristiana, determina per l’imperatore l’obbligo della humanitas nei confronti dei sudditi come espressione suprema della grazia di Dio sull’Imperatore. Il benessere pubblico dello Stato è perseguito attraverso un’amministrazione completamente centralizzata e viene pubblicizzato mediante un attento abbellimento retorico della produzione legislativa. L’Imperatore ha la competenza necessaria ad intervenire in tutti gli ambiti giuridici dei suoi sudditi, anche in quelli di diritto privato, al fine di perseguire il loro bene. La retorica viene applicata come categoria formale alla diffusione della promozione della humanitas imperiale e diventa un elemento inscindibile dalle discipline giuridiche amministrative. A partire dall’età di Giustiniano l’intento precipuo della letteratura giuridica, orientata a porre le fondamenta delle istituzioni generali dello Stato, è quello di propagandare la figura dell’imperatore, rassicurando i sudditi sulla sua presenza costante anche nei problemi della vita quotidiana. La retorica, con le sue leggi della comunicazione letteraria, ha, quindi, un peso determinante nella forma compositiva delle opere della legislazione. Da esse si differenziano, proprio per il diverso grado di presenza degli strumenti retorici ed il diverso livello linguistico, i prodotti letterari destinati all’insegnamento e/o alla prassi. Nel volume sono esaminati sotto il profilo linguistico e retorico prodotti giuridici letterari dall'età giustinianea a quella dei Comneni, dalle Novelle di Giustiniano alla Pira di Eustazio Romano.
2012
9788870923414
Lex et scientia iuris. Aspetti della letteratura giuridica in lingua greca / Matino, Giuseppina. - (2012).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/506891
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