Il progetto nasce dalla constatazione dello stato di degrado ormai decennale della stazione dovuto all’abbandono del cantiere che avrebbe dovuto completare il progetto di questo importante nodo di interscambio extraurbano per la viabilità su ferro. La stazione di Piscinola infatti rappresenta la “porta di Napoli” per i viaggiatori provenienti dal Nord-Est che dalla provincia che intendono accedere alla Linea 1 della Metropolitana, lungo la quale sono dislocate recenti stazioni di riconosciuto pregio artistico e architettonico, che ospitano opere di maestri contemporanei del calibro di Bob Wilson e William Kentridge. La stazione di Piscinola invece appare come un maestoso cantiere edile ormai deserto, il cui stato di degrado non riesce più ad essere mascherato dalle reti e dalle transenne temporanee apposte per guidare i flussi dei viaggiatori lungo alcuni percorsi ricavati tra scale mobili ormai inutilizzabili e accessi mai aperti. Gli ingressi alla stazione rappresentano infatti il fattore di maggiore criticità in quanto il viaggiatore è costretto a muoversi lungo angusti e tortuosi percorsi per giungere ai binari, provando frequentemente sgradevoli sensazioni di timore e di disagio alla vista del degrado delle aree limitrofe. Il progetto di Mariano Marmo propone un allestimento artistico, in chiave anamorfica dei tre principali accessi ai binari: la possibilità di smontaggio, il ridotto costo di realizzazione e la eventuale temporaneità delle opere mirano a riqualificare la stazione usando il degrado come materia stessa della progettazione artistica, nell’attesa di poter finalmente (o eventualmente) utilizzare l’intera area secondo il progetto architettonico, al momento incompiuto.
Arma il tuo riscatto. Installazione artistica partecipata per la stazione di Piscinola / Pagliano, Alessandra; M., Marmo. - (2014), pp. 1-120.
Arma il tuo riscatto. Installazione artistica partecipata per la stazione di Piscinola
PAGLIANO, ALESSANDRA;
2014
Abstract
Il progetto nasce dalla constatazione dello stato di degrado ormai decennale della stazione dovuto all’abbandono del cantiere che avrebbe dovuto completare il progetto di questo importante nodo di interscambio extraurbano per la viabilità su ferro. La stazione di Piscinola infatti rappresenta la “porta di Napoli” per i viaggiatori provenienti dal Nord-Est che dalla provincia che intendono accedere alla Linea 1 della Metropolitana, lungo la quale sono dislocate recenti stazioni di riconosciuto pregio artistico e architettonico, che ospitano opere di maestri contemporanei del calibro di Bob Wilson e William Kentridge. La stazione di Piscinola invece appare come un maestoso cantiere edile ormai deserto, il cui stato di degrado non riesce più ad essere mascherato dalle reti e dalle transenne temporanee apposte per guidare i flussi dei viaggiatori lungo alcuni percorsi ricavati tra scale mobili ormai inutilizzabili e accessi mai aperti. Gli ingressi alla stazione rappresentano infatti il fattore di maggiore criticità in quanto il viaggiatore è costretto a muoversi lungo angusti e tortuosi percorsi per giungere ai binari, provando frequentemente sgradevoli sensazioni di timore e di disagio alla vista del degrado delle aree limitrofe. Il progetto di Mariano Marmo propone un allestimento artistico, in chiave anamorfica dei tre principali accessi ai binari: la possibilità di smontaggio, il ridotto costo di realizzazione e la eventuale temporaneità delle opere mirano a riqualificare la stazione usando il degrado come materia stessa della progettazione artistica, nell’attesa di poter finalmente (o eventualmente) utilizzare l’intera area secondo il progetto architettonico, al momento incompiuto.| File | Dimensione | Formato | |
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