Le Chronographiae di Giulio Africano, cittadino romano di Aelia Capitolina, intellettuale di formazione greca, seguace della fede cristiana, costituiscono la prima cronaca universale cristiana a noi nota composta entro l’anno 221. Opera di grande complessità che non a caso nell’età dei Severi nasce dalla connessione tra pensiero religioso, attività culturale e analisi dei problemi politici del tempo. La spinta per Giulio Africano di riflettere sull’impero di Roma e sulle aspettative della nuova dinastia in una prospettiva di storia universale si innesta nel progetto politico severiano e nella ideologia religiosa ad esso connessa. Un’opera la cui comprensione non può prescindere dalla profonda conoscenza del contesto in cui viene concepita e composta: il vicino Oriente antico e la formazione culturale del suo autore che bene conosce i temi della seconda sofistica ed è bene familiarizzato con la storiografia e la cultura greco-romana: la cronaca di Africano infatti costituisce uno sviluppo della storia universale ellenistico-romana nella quale si fonda attraverso l’apporto della tradizione giudeoellenista e del messaggio cristiano. Una sintesi nella quale la prospettiva romanocentrica viene inglobata in una visione cristianocentrica: l’universalismo romano si compie armonicamente in una visione cristiana della storia.
Presentazione del volume: Sesto Giulio Africano, Le Cronografie, a cura di C. Dell’Osso e U. Roberto, Città Nuova 2016 / Piscitelli, Teresa. - (2016).
Presentazione del volume: Sesto Giulio Africano, Le Cronografie, a cura di C. Dell’Osso e U. Roberto, Città Nuova 2016
PISCITELLI, TERESA
2016
Abstract
Le Chronographiae di Giulio Africano, cittadino romano di Aelia Capitolina, intellettuale di formazione greca, seguace della fede cristiana, costituiscono la prima cronaca universale cristiana a noi nota composta entro l’anno 221. Opera di grande complessità che non a caso nell’età dei Severi nasce dalla connessione tra pensiero religioso, attività culturale e analisi dei problemi politici del tempo. La spinta per Giulio Africano di riflettere sull’impero di Roma e sulle aspettative della nuova dinastia in una prospettiva di storia universale si innesta nel progetto politico severiano e nella ideologia religiosa ad esso connessa. Un’opera la cui comprensione non può prescindere dalla profonda conoscenza del contesto in cui viene concepita e composta: il vicino Oriente antico e la formazione culturale del suo autore che bene conosce i temi della seconda sofistica ed è bene familiarizzato con la storiografia e la cultura greco-romana: la cronaca di Africano infatti costituisce uno sviluppo della storia universale ellenistico-romana nella quale si fonda attraverso l’apporto della tradizione giudeoellenista e del messaggio cristiano. Una sintesi nella quale la prospettiva romanocentrica viene inglobata in una visione cristianocentrica: l’universalismo romano si compie armonicamente in una visione cristiana della storia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


