In questo volume, catalogo della mostra organizzata a cura di A. Buccaro sotto l’egida del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo e dedicata alla memoria dell’illustre studioso vinciano prof. Carlo Pedretti, per la prima volta vengono poste all’attenzione del grande pubblico, nella loro complessità, le tracce della diffusione, diretta o indiretta, della lezione vinciana e rinascimentale post-vinciana nel contesto dell’architettura e dell’ingegneria del Mezzogiorno moderno: vengono analizzate a tale scopo testimonianze manoscritte e a stampa sinora mai esposte e, in molti casi, del tutto inedite. Lo studio nasce da un protocollo d’intesa stilato nel 2017 dal CIRICE, Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea dell’Università di Napoli Federico II, con la Biblioteca Nazionale di Napoli, sulla base di un precedente accordo di programma tra gli stessi enti e la Fondazione Rossana e Carlo Pedretti. Nella prima parte della ricerca, ad oltre trent’anni dall’importante mostra curata da Pedretti con Alessandro Vezzosi su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma (Napoli-Roma, 1983-84), si è cercato di raccogliere i contributi più significativi e aggiornati riguardanti le fonti che attestano la profonda influenza di Leonardo nell’ambiente napoletano tra Cinque e Settecento nei campi dell’architettura e delle scienze dell’ingegneria. In questa sezione si evidenziano gli incunaboli della Biblioteca Nazionale – che vanta il patrimonio più ricco d’Italia nel settore – dei trattati che sappiamo essere stati presenti nella biblioteca di Leonardo e che certamente ispirarono i suoi studi; il Codice Corazza, apografo vinciano seicentesco da noi pubblicato per la prima volta sotto la guida di Carlo Pedretti (A. Buccaro, CB Edizioni/ESI, 2011), e il Codice Fridericiano, apografo del XVI secolo dal Trattato della Pittura di Leonardo, acquisito nel 2016 dal Centro per le Biblioteche dell’Ateneo Federico II ed esposto in occasione della mostra sul tema del Salvator Mundi (Napoli, Museo Diocesano, 2017) curata dallo stesso Pedretti. La sezione ospita inoltre il Foglietto del Belvedere dell’Archivio Pedretti – enigmatico manoscritto già oggetto di nostre ipotesi e nuovamente analizzato in questa sede –, e i Vari disegni di Giovanni Antonio Nigrone (BNN, Mss. XII.G.59-60, ca. 1598-1603), un interessante progetto di trattato di ingegneria idraulica di ispirazione vinciana rimasto manoscritto. Abbiamo poi trattato della permanenza e degli sviluppi del modello vinciano a Napoli e nel Mezzogiorno tra XVIII e XX secolo, da un lato attingendo al ricco patrimonio documentario del Fondo Corazza – con preziose testimonianze tardo settecentesche del fervore illuministico del letterato, filosofo ed esperto leonardista Vincenzo Corazza – dall’altro proponendo opere a stampa relative agli studi scientici e critici in materia vinciana prodotti in ambito meridionale tra Otto e Novecento. Nella seconda parte del volume, temi come quello della fortuna della lezione vinciana e della diusione dei linguaggi e delle tecniche dell’architettura e dell’urbanistica nel Cinquecento italiano trovano un significativo riscontro nell’inedito Codice Tarsia, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale (Mss. XII.D.1, XII.D.74) e un tempo appartenente alla famosa biblioteca di Ferdinando Vincenzo Spinelli principe di Tarsia: collocabile nella tipologia del ‘Libro di disegni’ (in due volumi) e risalente al XVI secolo (ca. 1541-98), il Codice propone una silloge graca concepita, per così dire, ‘dal capitello alla città’ e, per questo, suscettibile di approcci analitici e critici alle diverse scale della progettazione. Come sappiamo, la scienza e l’arte di Leonardo si diondono e traspaiono quasi in ogni esperienza consumatasi tra la prima e la seconda metà del XVI secolo nei contesti più vivaci e fecondi della penisola, e non solo, vista l’inuenza che la sua presenza nelle terre d’oltralpe ha saputo esercitare sui futuri sviluppi del dibattito artistico e scientico in Francia come nel resto d’Europa; così come, per restare nell’ambito del Mezzogiorno, è possibile riconoscere nei secoli dell’età moderna le tracce di quell’inuenza nella formazione e tradizione dello ‘scienziato-artista’, dell’architetto-ingegnere, ossia di quella gura professionale completa a cui si ispirerà, agli inizi dell’Ottocento, la fondazione a Napoli della prima Scuola d’Ingegneria d’Italia, voluta da Gioacchino Murat. In questa seconda sezione sono quindi analizzati, per la prima volta nella loro totalità, i graci di architettura e urbanistica contenuti nei due album cinquecenteschi che compongono il Codice: si tratta di rilievi di antichità e progetti di edifici in gran parte di ambito vignolesco redatti per la committenza farnesiana, oltre a disegni di città forticate italiane ed europee di estremo interesse e bellezza, in cui è evidente l’inuenza degli studi di Leonardo in materia di ingegneria militare. Il Codice, oggetto di un attento studio e catalogazione digitale da parte degli studiosi del Centro CIRICE dell’Ateneo Fridericiano e della Biblioteca Nazionale, rappresenta una preziosa testimonianza della diusione del Rinascimento di matrice toscana e romana in ambito meridionale.
LEONARDO E IL RINASCIMENTO NEI CODICI NAPOLETANI. Influenze e modelli per l’architettura e l’ingegneria / Buccaro, Alfredo. - (2020).
LEONARDO E IL RINASCIMENTO NEI CODICI NAPOLETANI. Influenze e modelli per l’architettura e l’ingegneria
Alfredo Buccaro
2020
Abstract
In questo volume, catalogo della mostra organizzata a cura di A. Buccaro sotto l’egida del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo e dedicata alla memoria dell’illustre studioso vinciano prof. Carlo Pedretti, per la prima volta vengono poste all’attenzione del grande pubblico, nella loro complessità, le tracce della diffusione, diretta o indiretta, della lezione vinciana e rinascimentale post-vinciana nel contesto dell’architettura e dell’ingegneria del Mezzogiorno moderno: vengono analizzate a tale scopo testimonianze manoscritte e a stampa sinora mai esposte e, in molti casi, del tutto inedite. Lo studio nasce da un protocollo d’intesa stilato nel 2017 dal CIRICE, Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea dell’Università di Napoli Federico II, con la Biblioteca Nazionale di Napoli, sulla base di un precedente accordo di programma tra gli stessi enti e la Fondazione Rossana e Carlo Pedretti. Nella prima parte della ricerca, ad oltre trent’anni dall’importante mostra curata da Pedretti con Alessandro Vezzosi su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma (Napoli-Roma, 1983-84), si è cercato di raccogliere i contributi più significativi e aggiornati riguardanti le fonti che attestano la profonda influenza di Leonardo nell’ambiente napoletano tra Cinque e Settecento nei campi dell’architettura e delle scienze dell’ingegneria. In questa sezione si evidenziano gli incunaboli della Biblioteca Nazionale – che vanta il patrimonio più ricco d’Italia nel settore – dei trattati che sappiamo essere stati presenti nella biblioteca di Leonardo e che certamente ispirarono i suoi studi; il Codice Corazza, apografo vinciano seicentesco da noi pubblicato per la prima volta sotto la guida di Carlo Pedretti (A. Buccaro, CB Edizioni/ESI, 2011), e il Codice Fridericiano, apografo del XVI secolo dal Trattato della Pittura di Leonardo, acquisito nel 2016 dal Centro per le Biblioteche dell’Ateneo Federico II ed esposto in occasione della mostra sul tema del Salvator Mundi (Napoli, Museo Diocesano, 2017) curata dallo stesso Pedretti. La sezione ospita inoltre il Foglietto del Belvedere dell’Archivio Pedretti – enigmatico manoscritto già oggetto di nostre ipotesi e nuovamente analizzato in questa sede –, e i Vari disegni di Giovanni Antonio Nigrone (BNN, Mss. XII.G.59-60, ca. 1598-1603), un interessante progetto di trattato di ingegneria idraulica di ispirazione vinciana rimasto manoscritto. Abbiamo poi trattato della permanenza e degli sviluppi del modello vinciano a Napoli e nel Mezzogiorno tra XVIII e XX secolo, da un lato attingendo al ricco patrimonio documentario del Fondo Corazza – con preziose testimonianze tardo settecentesche del fervore illuministico del letterato, filosofo ed esperto leonardista Vincenzo Corazza – dall’altro proponendo opere a stampa relative agli studi scientici e critici in materia vinciana prodotti in ambito meridionale tra Otto e Novecento. Nella seconda parte del volume, temi come quello della fortuna della lezione vinciana e della diusione dei linguaggi e delle tecniche dell’architettura e dell’urbanistica nel Cinquecento italiano trovano un significativo riscontro nell’inedito Codice Tarsia, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale (Mss. XII.D.1, XII.D.74) e un tempo appartenente alla famosa biblioteca di Ferdinando Vincenzo Spinelli principe di Tarsia: collocabile nella tipologia del ‘Libro di disegni’ (in due volumi) e risalente al XVI secolo (ca. 1541-98), il Codice propone una silloge graca concepita, per così dire, ‘dal capitello alla città’ e, per questo, suscettibile di approcci analitici e critici alle diverse scale della progettazione. Come sappiamo, la scienza e l’arte di Leonardo si diondono e traspaiono quasi in ogni esperienza consumatasi tra la prima e la seconda metà del XVI secolo nei contesti più vivaci e fecondi della penisola, e non solo, vista l’inuenza che la sua presenza nelle terre d’oltralpe ha saputo esercitare sui futuri sviluppi del dibattito artistico e scientico in Francia come nel resto d’Europa; così come, per restare nell’ambito del Mezzogiorno, è possibile riconoscere nei secoli dell’età moderna le tracce di quell’inuenza nella formazione e tradizione dello ‘scienziato-artista’, dell’architetto-ingegnere, ossia di quella gura professionale completa a cui si ispirerà, agli inizi dell’Ottocento, la fondazione a Napoli della prima Scuola d’Ingegneria d’Italia, voluta da Gioacchino Murat. In questa seconda sezione sono quindi analizzati, per la prima volta nella loro totalità, i graci di architettura e urbanistica contenuti nei due album cinquecenteschi che compongono il Codice: si tratta di rilievi di antichità e progetti di edifici in gran parte di ambito vignolesco redatti per la committenza farnesiana, oltre a disegni di città forticate italiane ed europee di estremo interesse e bellezza, in cui è evidente l’inuenza degli studi di Leonardo in materia di ingegneria militare. Il Codice, oggetto di un attento studio e catalogazione digitale da parte degli studiosi del Centro CIRICE dell’Ateneo Fridericiano e della Biblioteca Nazionale, rappresenta una preziosa testimonianza della diusione del Rinascimento di matrice toscana e romana in ambito meridionale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


