Come nasce una città? A Cava, la città degli uomini nacque prima come comunità giuridica e politica, poi come città di pietra, come Borgo Scacciaventi. L’una e l’altra furono create dalle famiglie più importanti della valle nel corso di varie generazioni, fra la fine del Trecento e il primo Cinquecento, quando una federazione di villaggi rurali, l’«università di Cava e Sant’Adiutore», si trasformò in una città vera e propria, la Cava che conosciamo. Le tappe di questo processo sono analizzate in questo libro, alla luce del contesto storico e grazie allo studio di fonti edite e inedite e al confronto con la storiografia più recente: il conflitto con Salerno, alla cui giurisdizione Cava si sottrasse intorno alla fine del ’200; l’elevazione a città e a diocesi, con l’abate della S.ma Trinità, signore e padrone del luogo, che diventa vescovo di Cava (1394), la condizione di città demaniale (1432), la concessione della pergamena bianca e di vantaggi fiscali e giurisdizionali (1460), lo scontro con la Badia per la gestione delle risorse naturali (1497-1514), la seconda elevazione a diocesi (1514), lo sviluppo urbanistico del borgo Scacciaventi (XVI sec.). L’identità della città fu costruita, collegialmente, da un patriziato urbano che seppe cogliere le migliori occasioni per incrementare i diritti giuridici e fiscali dei cavesi. La fedeltà ai sovrani aragonesi, rappresentata simbolicamente dalla pergamena bianca e dalle insegne della città con i colori degli Aragona, fu per secoli l’elemento portante di questa identità, anche quando fu collegata a un evento mai avvenuto. Nel Seicento, infatti, la storia della pergamena bianca fu falsificata per rafforzare gli argomenti contro l’infeudazione di Cava. Saggi di Bianca De Divitiis, Giuseppe Foscari, Amalia Galdi, Davide Morra, Davide Passerini, Francesco Senatore, Pierluigi Terenzi
Come nasce una città. Cava aragonese: la costruzione di una identità / Senatore, Francesco. - (2022), pp. 1-247.
Come nasce una città. Cava aragonese: la costruzione di una identità
Senatore Francesco
2022
Abstract
Come nasce una città? A Cava, la città degli uomini nacque prima come comunità giuridica e politica, poi come città di pietra, come Borgo Scacciaventi. L’una e l’altra furono create dalle famiglie più importanti della valle nel corso di varie generazioni, fra la fine del Trecento e il primo Cinquecento, quando una federazione di villaggi rurali, l’«università di Cava e Sant’Adiutore», si trasformò in una città vera e propria, la Cava che conosciamo. Le tappe di questo processo sono analizzate in questo libro, alla luce del contesto storico e grazie allo studio di fonti edite e inedite e al confronto con la storiografia più recente: il conflitto con Salerno, alla cui giurisdizione Cava si sottrasse intorno alla fine del ’200; l’elevazione a città e a diocesi, con l’abate della S.ma Trinità, signore e padrone del luogo, che diventa vescovo di Cava (1394), la condizione di città demaniale (1432), la concessione della pergamena bianca e di vantaggi fiscali e giurisdizionali (1460), lo scontro con la Badia per la gestione delle risorse naturali (1497-1514), la seconda elevazione a diocesi (1514), lo sviluppo urbanistico del borgo Scacciaventi (XVI sec.). L’identità della città fu costruita, collegialmente, da un patriziato urbano che seppe cogliere le migliori occasioni per incrementare i diritti giuridici e fiscali dei cavesi. La fedeltà ai sovrani aragonesi, rappresentata simbolicamente dalla pergamena bianca e dalle insegne della città con i colori degli Aragona, fu per secoli l’elemento portante di questa identità, anche quando fu collegata a un evento mai avvenuto. Nel Seicento, infatti, la storia della pergamena bianca fu falsificata per rafforzare gli argomenti contro l’infeudazione di Cava. Saggi di Bianca De Divitiis, Giuseppe Foscari, Amalia Galdi, Davide Morra, Davide Passerini, Francesco Senatore, Pierluigi TerenziFile | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Senatore Come nasce una città 2022.pdf
solo utenti autorizzati
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Copyright dell'editore
Dimensione
6.26 MB
Formato
Adobe PDF
|
6.26 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.