Le necessità di salvaguardare le aree protette e la loro biodiversità è stata oggetto di alcuni ricorsi di investitori stranieri per la violazione dei diritti loro garantiti da trattati internazionali in materia di investimenti, su cui si sono pronunciati alcuni tribunali arbitrali costituiti secondo le regole del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti (ICSID, nell’acronimo inglese). In questo senso, l’analisi intende prendere le mosse dal procedimento Unglaube c. Costa Rica, in cui l’investitore straniero aveva iniziato l’arbitrato contro il paese ospitante per il rifiuto di quest'ultimo di concedere i permessi necessari per ampliare il proprio complesso alberghiero ecoturistico a Playa Grande. Le autorità costaricane avevano rifiutato di rilasciare i permessi citando la vicinanza del progetto al Parco marino nazionale Las Baulas de Guanacaste, che ospita il sito di nidificazione della tartaruga liuto, in grave pericolo di estinzione, come imposto anche dalle modifiche costituzionali entrate in vigore negli anni precedenti nel paese centroamericano e che, secondo il Governo, giustificavano il provvedimento espropriativo nei confronti dell’investitore straniero. Le suddette modifiche – e un conseguente writ of amparo – sono state invocate anche in un secondo caso, deciso nel 2021, sempre contro lo stato centroamericano (Infinto Gold c. Costa Rica) per il ritiro della concessione per lo sfruttamento di un sito minerario nel nord del Paese, in aree successivamente designate come “protette” da decreti presidenziali e oggetto di una pronuncia della Corte costituzionale del paese la quale aveva individuato un contrasto tra gli articoli della carta fondamentale sulla protezione dell’ambiente e la concessione stessa, invalidandola. Tuttavia, in entrambi i casi, i tribunali arbitrali hanno identificato violazioni degli standards di trattamento degli investimenti stranieri previsti dai trattati, nonostante il chiaro intento “ecologico” dei provvedimenti governativi. Più di recente, gli stessi temi sono venuti in rilievo anche nel caso caso Thomas Gosling c. Mauritius, con cui ha dato un ulteriore contributo alla analisi del rapporto tra siti protetti – stavolta dalla Convenzione Unesco del 1972, e tutela degli investimenti. La controversia in questione è sorta tra Thomas Gosling, un cittadino inglese, e diverse società da lui controllate, e lo Stato insulare africano. I ricorrenti, nella richiesta di arbitrato presentata all'ICSID il 13 settembre 2016, ha affermato che il governo di Port Louis aveva impedito la costruzione di complessi turistici di lusso nella regione di Le Morne in violazione dell’accordo bilaterale Regno Unito-Mauritius sulla promozione e protezione degli investimenti del 1986. L’area in questione, infatti, era oggetto di un tentativo di iscrizione nella Lista dei siti protetti gestita dall’Unesco. Attraverso l’analisi di questi casi, il contributo mira ad analizzare la prassi dei tribunali arbitrali al fine di delineare possibili forme di bilanciamento tra le esigenze di protezione dell’ambiente e delle aree protette previsti dalle carte costituzionali e da accordi internazionali e gli obblighi internazionali di protezione degli investitori incombenti in virtù di trattati internazionali.

Tutela delle aree protette e diritto internazionale degli investimenti / Pauciulo, Domenico. - (2024). ( IL DIRITTO DELLE AREE PROTETTE DOPO LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE Soggetti, oggetti, paradigmi di governo, tutela giurisdizionale Università degli Studi di Catania 10 e 11 giugno 2024).

Tutela delle aree protette e diritto internazionale degli investimenti

Domenico Pauciulo
2024

Abstract

Le necessità di salvaguardare le aree protette e la loro biodiversità è stata oggetto di alcuni ricorsi di investitori stranieri per la violazione dei diritti loro garantiti da trattati internazionali in materia di investimenti, su cui si sono pronunciati alcuni tribunali arbitrali costituiti secondo le regole del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti (ICSID, nell’acronimo inglese). In questo senso, l’analisi intende prendere le mosse dal procedimento Unglaube c. Costa Rica, in cui l’investitore straniero aveva iniziato l’arbitrato contro il paese ospitante per il rifiuto di quest'ultimo di concedere i permessi necessari per ampliare il proprio complesso alberghiero ecoturistico a Playa Grande. Le autorità costaricane avevano rifiutato di rilasciare i permessi citando la vicinanza del progetto al Parco marino nazionale Las Baulas de Guanacaste, che ospita il sito di nidificazione della tartaruga liuto, in grave pericolo di estinzione, come imposto anche dalle modifiche costituzionali entrate in vigore negli anni precedenti nel paese centroamericano e che, secondo il Governo, giustificavano il provvedimento espropriativo nei confronti dell’investitore straniero. Le suddette modifiche – e un conseguente writ of amparo – sono state invocate anche in un secondo caso, deciso nel 2021, sempre contro lo stato centroamericano (Infinto Gold c. Costa Rica) per il ritiro della concessione per lo sfruttamento di un sito minerario nel nord del Paese, in aree successivamente designate come “protette” da decreti presidenziali e oggetto di una pronuncia della Corte costituzionale del paese la quale aveva individuato un contrasto tra gli articoli della carta fondamentale sulla protezione dell’ambiente e la concessione stessa, invalidandola. Tuttavia, in entrambi i casi, i tribunali arbitrali hanno identificato violazioni degli standards di trattamento degli investimenti stranieri previsti dai trattati, nonostante il chiaro intento “ecologico” dei provvedimenti governativi. Più di recente, gli stessi temi sono venuti in rilievo anche nel caso caso Thomas Gosling c. Mauritius, con cui ha dato un ulteriore contributo alla analisi del rapporto tra siti protetti – stavolta dalla Convenzione Unesco del 1972, e tutela degli investimenti. La controversia in questione è sorta tra Thomas Gosling, un cittadino inglese, e diverse società da lui controllate, e lo Stato insulare africano. I ricorrenti, nella richiesta di arbitrato presentata all'ICSID il 13 settembre 2016, ha affermato che il governo di Port Louis aveva impedito la costruzione di complessi turistici di lusso nella regione di Le Morne in violazione dell’accordo bilaterale Regno Unito-Mauritius sulla promozione e protezione degli investimenti del 1986. L’area in questione, infatti, era oggetto di un tentativo di iscrizione nella Lista dei siti protetti gestita dall’Unesco. Attraverso l’analisi di questi casi, il contributo mira ad analizzare la prassi dei tribunali arbitrali al fine di delineare possibili forme di bilanciamento tra le esigenze di protezione dell’ambiente e delle aree protette previsti dalle carte costituzionali e da accordi internazionali e gli obblighi internazionali di protezione degli investitori incombenti in virtù di trattati internazionali.
2024
Tutela delle aree protette e diritto internazionale degli investimenti / Pauciulo, Domenico. - (2024). ( IL DIRITTO DELLE AREE PROTETTE DOPO LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE Soggetti, oggetti, paradigmi di governo, tutela giurisdizionale Università degli Studi di Catania 10 e 11 giugno 2024).
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