Il saggio tenta di chiarire la nuova grande narrazione del XXI secolo, quella delle tecnologie digitali, caratterizzata da parole chiave come comunicazione, trasparenza, partecipazione e condivisione. Nella nostra società, che prevede un modello economico sempre più competitivo ed escludente, si sta parallelamente verificando una ristrutturazione semantica che, al contrario, fa della cooperazione, della solidarietà e di un sempre maggiore benessere per tutti il manifesto del presente. Per fare ciò, il linguaggio sembra perdere sia la sua dimensione connotativa ed evocativa, sia la sua vocazione ermeneutica, trasformandosi in pura informazione priva di ambiguità e sfumature e mantenendo solo una natura performativa. Nel frattempo, produciamo artefatti sempre più intelligenti, che raggiungono i loro obiettivi più velocemente e meglio degli umani che li producono, basandosi unicamente sulla correlazione di un'immensa quantità di dati, senza tuttavia comprendere i contesti in cui operano. Allora la domanda è: siamo noi a modificare le macchine creando artefatti sempre più intelligenti, oppure sono gli artefatti a modificare noi, limitando le nostre esistenze al mero presente e determinando la fine della consequenzialità e della capacità ermeneutica che da sempre ci caratterizza?
Words matter (?): su dilemmi e mistificazioni del secolo post-nichilista / Gambardella, F.; Cosenza, M.; Losapio, L.; Delle Donne, R.; Romano, S. P.. - (2025), pp. 1-267.
Words matter (?): su dilemmi e mistificazioni del secolo post-nichilista
F. Gambardella;M. Cosenza;R. Delle Donne;S. P. Romano
2025
Abstract
Il saggio tenta di chiarire la nuova grande narrazione del XXI secolo, quella delle tecnologie digitali, caratterizzata da parole chiave come comunicazione, trasparenza, partecipazione e condivisione. Nella nostra società, che prevede un modello economico sempre più competitivo ed escludente, si sta parallelamente verificando una ristrutturazione semantica che, al contrario, fa della cooperazione, della solidarietà e di un sempre maggiore benessere per tutti il manifesto del presente. Per fare ciò, il linguaggio sembra perdere sia la sua dimensione connotativa ed evocativa, sia la sua vocazione ermeneutica, trasformandosi in pura informazione priva di ambiguità e sfumature e mantenendo solo una natura performativa. Nel frattempo, produciamo artefatti sempre più intelligenti, che raggiungono i loro obiettivi più velocemente e meglio degli umani che li producono, basandosi unicamente sulla correlazione di un'immensa quantità di dati, senza tuttavia comprendere i contesti in cui operano. Allora la domanda è: siamo noi a modificare le macchine creando artefatti sempre più intelligenti, oppure sono gli artefatti a modificare noi, limitando le nostre esistenze al mero presente e determinando la fine della consequenzialità e della capacità ermeneutica che da sempre ci caratterizza?I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


