L’Italia, più di molti altri Paesi europei, deve affrontare la doppia transizione partendo da una struttura produttiva fortemente polarizzata: da un lato grandi poli tecnologici, distretti evoluti, piattaforme avanzate e filiere d’eccellenza; dall’altro, vaste porzioni di piccola impresa, manifattura matura, regioni a bassa infrastrutturazione. Nel caso italiano, la densità di capitale sociale territoriale e la struttura relazionale dei distretti industriali – e, più in generale, dei sistemi manifatturieri di PMI – hanno storicamente favorito la capacità di adattamento alle trasformazioni globali, attraverso pratiche di apprendimento collettivo, collaborazione tra imprese e dinamiche bottom-up di innovazione.
Gli effetti sociali della doppia transizione: un inquadramento teorico / De Vivo, Paola. - Quaderno della Rivista Diritti Lavori Mercati:(2025), pp. 221-237.
Gli effetti sociali della doppia transizione: un inquadramento teorico
Paola De Vivo
2025
Abstract
L’Italia, più di molti altri Paesi europei, deve affrontare la doppia transizione partendo da una struttura produttiva fortemente polarizzata: da un lato grandi poli tecnologici, distretti evoluti, piattaforme avanzate e filiere d’eccellenza; dall’altro, vaste porzioni di piccola impresa, manifattura matura, regioni a bassa infrastrutturazione. Nel caso italiano, la densità di capitale sociale territoriale e la struttura relazionale dei distretti industriali – e, più in generale, dei sistemi manifatturieri di PMI – hanno storicamente favorito la capacità di adattamento alle trasformazioni globali, attraverso pratiche di apprendimento collettivo, collaborazione tra imprese e dinamiche bottom-up di innovazione.| File | Dimensione | Formato | |
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