Il progetto di recupero e ri-funzionalizzazione del Palazzo Penne a Napoli si sviluppa a partire da una consulenza del DiARC, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con il governo della Regione Campania. Lo studio è diventato un’opportunità per riflettere non solo sulle caratteristiche tecniche del progetto, ma anche sul senso e sul significato che questa antica costruzione può ancora rappresentare per la comunità del Centro Antico della città. A partire dall’analisi delle caratteristiche del Centro Antico e dall’identificazione di una tipologia architettonica specifica - il palazzo “spuntatore” -, lo studio sviluppato dal DiARC definisce un "dispositivo urbano" capace di connettere differenti quote e "idee di città": da un lato, la quota della "città moderna", con la metropolitana e il flusso di turisti che quotidianamente visitano il centro storico; dall’altro, la "città antica", vissuta da una comunità solida e resiliente che cerca spazi per consolidare le proprie reti e resistere all’impatto della turistificazione. Attraverso un’ipotesi di ri-funzionalizzazione che tenta di conciliare le necessità del committente con le ragioni degli abitanti, il progetto cerca di restituire e costruire spazi, luoghi e memorie - antiche e nuove - per la comunità del Centro Antico, provando a rispondere alla domanda posta dal bando: di chi è il patrimonio di una città?
¿De quién es el palazzo Penne? Lugares y memorias del centro antiguo de Nápoles / Santangelo, Maria Rosaria; Scala, Paola; Amore, Maria Pia. - 2/2025:(2025), pp. 67-86.
¿De quién es el palazzo Penne? Lugares y memorias del centro antiguo de Nápoles
Maria Rosaria Santangelo
;Paola Scala
;Maria Pia Amore
2025
Abstract
Il progetto di recupero e ri-funzionalizzazione del Palazzo Penne a Napoli si sviluppa a partire da una consulenza del DiARC, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con il governo della Regione Campania. Lo studio è diventato un’opportunità per riflettere non solo sulle caratteristiche tecniche del progetto, ma anche sul senso e sul significato che questa antica costruzione può ancora rappresentare per la comunità del Centro Antico della città. A partire dall’analisi delle caratteristiche del Centro Antico e dall’identificazione di una tipologia architettonica specifica - il palazzo “spuntatore” -, lo studio sviluppato dal DiARC definisce un "dispositivo urbano" capace di connettere differenti quote e "idee di città": da un lato, la quota della "città moderna", con la metropolitana e il flusso di turisti che quotidianamente visitano il centro storico; dall’altro, la "città antica", vissuta da una comunità solida e resiliente che cerca spazi per consolidare le proprie reti e resistere all’impatto della turistificazione. Attraverso un’ipotesi di ri-funzionalizzazione che tenta di conciliare le necessità del committente con le ragioni degli abitanti, il progetto cerca di restituire e costruire spazi, luoghi e memorie - antiche e nuove - per la comunità del Centro Antico, provando a rispondere alla domanda posta dal bando: di chi è il patrimonio di una città?| File | Dimensione | Formato | |
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