La Teacher efficacy è la convinzione dell’insegnante di poter contare sulle proprie capacità per realizzare con “efficacia” un particolare compito (Gibson & Dembo, 1984; TschannenMoran & Woolfolk-Hoy, 2001). Il costrutto di autoefficacia dei docenti è certamente connesso ai risultati educativi, alla persistenza, alla determinazione, alla tenacia, alla costanza e all’impegno del docente. La Teacher efficacy ha un valore predittivo sui risultati e sulla motivazione degli studenti negli apprendimenti, nonché sul loro senso di autoefficacia (Biasi et al., 2014). La letteratura nazionale e internazionale valorizza il costrutto di efficacia nella professione docente. Le convinzioni da parte degli insegnanti di avere un buon livello di SelfEfficacy (Bandura, (1977; 1992; 1994; 1995) influenza non solo il loro modo di lavorare, ma incide sull’apprendimento e sul senso di auto-efficacia dei discenti. È importante che, a partire dalla formazione iniziale, i docenti siano in grado di incrementare la propria autoefficacia, sia per definire meglio i processi formativi, sia per allontanare il pericoloso fenomeno del burnout e le sue eventuali negative ripercussioni sul percorso scolastico degli studenti. Pertanto, è stato analizzato il livello di autoefficacia di tutti coloro che nell’anno accademico 2023/2024 hanno concluso il percorso universitario di formazione iniziale e di abilitazione dei docenti di posto comune, compresi gli insegnanti tecnico-pratici delle scuole secondarie di primo e secondo grado, presso gli atenei del CIFI, il Centro Interuniversitario per la Formazione degli Insegnanti, costituito dall’Università degli studi di Napoli Federico II (istituzione capofila), dall’Università degli studi Suor Orsola Benincasa e dall’Università degli studi del Sannio. A conclusione del percorso universitario seguito (60 CFU secondo l’allegato 1 del D.P.C.M.; 30 CFU secondo l’allegato 2 del D.P.C.M. e 30 CFU ai sensi dell’art. 13 del D.P.C.M., ossia le “seconde abilitazioni”) a tutti gli abilitati è stato chiesto di rispondere ad un questionario di valutazione dell’intero percorso seguito e di autovalutazione. Infatti la parte finale del questionario comprendeva alcuni item estrapolati dalla Scala sull’AutoEfficacia del Docente (SAED), la versione tradotta e adattata della scala Teacher Self-Efficacy (Tschannen-Moran & Woolfolk Hoy, 2001) che sono stati raggruppati come nella versione originale della scala in tre fattori: «Auto-efficacia nel Coinvolgimento degli studenti» («Efficacy for Student Engagement», «Auto-efficacia delle Strategie di insegnamento» («Efficacyfor Instructional Strategies» e «Auto-efficacia nelle Tecniche di Gestione della Classe» («Efficacy for Classroom Management». Interessante è stato il confronto tra le risposte espresse da chi è già un docente in servizio nella scuola (30 CFU e 30 CFU , ossia le seconde abilitazioni) e gli abilitati dei 60 cfu, solitamente giovani laureati senza esperienza nel mondo della scuola.
La Teacher Self-Efficacy e i neo-abilitati del percorso universitario di formazione iniziale: un’indagine esplorativa / Capobianco, Rosaria. - (2025), pp. 39-39. ( La qualità della formazione come responsabilità sociale. Prospettive di ricerca, modelli pedagogici, pratiche educative e didattiche tra tradizione e innovazione . Università di Parma 19 giugno al 21 giugno 2025,).
La Teacher Self-Efficacy e i neo-abilitati del percorso universitario di formazione iniziale: un’indagine esplorativa
Rosaria Capobianco
2025
Abstract
La Teacher efficacy è la convinzione dell’insegnante di poter contare sulle proprie capacità per realizzare con “efficacia” un particolare compito (Gibson & Dembo, 1984; TschannenMoran & Woolfolk-Hoy, 2001). Il costrutto di autoefficacia dei docenti è certamente connesso ai risultati educativi, alla persistenza, alla determinazione, alla tenacia, alla costanza e all’impegno del docente. La Teacher efficacy ha un valore predittivo sui risultati e sulla motivazione degli studenti negli apprendimenti, nonché sul loro senso di autoefficacia (Biasi et al., 2014). La letteratura nazionale e internazionale valorizza il costrutto di efficacia nella professione docente. Le convinzioni da parte degli insegnanti di avere un buon livello di SelfEfficacy (Bandura, (1977; 1992; 1994; 1995) influenza non solo il loro modo di lavorare, ma incide sull’apprendimento e sul senso di auto-efficacia dei discenti. È importante che, a partire dalla formazione iniziale, i docenti siano in grado di incrementare la propria autoefficacia, sia per definire meglio i processi formativi, sia per allontanare il pericoloso fenomeno del burnout e le sue eventuali negative ripercussioni sul percorso scolastico degli studenti. Pertanto, è stato analizzato il livello di autoefficacia di tutti coloro che nell’anno accademico 2023/2024 hanno concluso il percorso universitario di formazione iniziale e di abilitazione dei docenti di posto comune, compresi gli insegnanti tecnico-pratici delle scuole secondarie di primo e secondo grado, presso gli atenei del CIFI, il Centro Interuniversitario per la Formazione degli Insegnanti, costituito dall’Università degli studi di Napoli Federico II (istituzione capofila), dall’Università degli studi Suor Orsola Benincasa e dall’Università degli studi del Sannio. A conclusione del percorso universitario seguito (60 CFU secondo l’allegato 1 del D.P.C.M.; 30 CFU secondo l’allegato 2 del D.P.C.M. e 30 CFU ai sensi dell’art. 13 del D.P.C.M., ossia le “seconde abilitazioni”) a tutti gli abilitati è stato chiesto di rispondere ad un questionario di valutazione dell’intero percorso seguito e di autovalutazione. Infatti la parte finale del questionario comprendeva alcuni item estrapolati dalla Scala sull’AutoEfficacia del Docente (SAED), la versione tradotta e adattata della scala Teacher Self-Efficacy (Tschannen-Moran & Woolfolk Hoy, 2001) che sono stati raggruppati come nella versione originale della scala in tre fattori: «Auto-efficacia nel Coinvolgimento degli studenti» («Efficacy for Student Engagement», «Auto-efficacia delle Strategie di insegnamento» («Efficacyfor Instructional Strategies» e «Auto-efficacia nelle Tecniche di Gestione della Classe» («Efficacy for Classroom Management». Interessante è stato il confronto tra le risposte espresse da chi è già un docente in servizio nella scuola (30 CFU e 30 CFU , ossia le seconde abilitazioni) e gli abilitati dei 60 cfu, solitamente giovani laureati senza esperienza nel mondo della scuola.| File | Dimensione | Formato | |
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