L’abbandono precoce degli studi e la conseguente fuoriuscita dal sistema formativo dei giovani in età scolastica preoccupano in modo allarmante (Batini & Bortolucci, 2016; Batini, 2023). Il nostro Paese presenta, rispetto ai paesi europei, delle alte percentuali, non solo per quanto riguarda la dispersione scolastica, ma anche il fenomeno dei NEET, cioè quei giovani con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (ISTAT, 2023). Malgrado i tanti investimenti e i numerosi progetti messi in atto, negli ultimi decenni, la dispersione è tra tutte le manifestazioni di disagio giovanile, quella più ardua da contrastare, anche perché il fenomeno è in stretta relazione con la povertà educativa, con la bassa e precaria condizione socio-economica delle famiglie di appartenenza, con un territorio deprivato e deprivante, ma anche con delle metodologie di insegnamento spesso poco efficaci per le nuove generazioni. Per contrastare il fenomeno è bene investire nella formazione dei docenti ai principi della didattica orientativa che: -mira a costruire e a potenziare le risorse della singola persona in apprendimento; -valorizza l’aspetto formativo delle discipline negli interventi quotidiani in classe realizzando percorsi di studiomultidisciplinare; -utilizza delle particolari metodologie didattiche che consentono ai giovani di costruirsi delle competenzeorientative generali e di riconoscere le risorse di cui sono portatori; -è supportata da un progetto dettagliato del processo di apprendimento e dall’aperta dichiarazione dellecompetenze in uscita. La letteratura scientifica sull’orientamento scolastico è concorde nel dichiarare conclusa la stagione che ha visto interventi affidati a iniziative episodiche. Serve, invece, un sistema strutturato e coordinato di interventi che, a partire dal riconoscimento dei talenti, delle attitudini, delle inclinazioni e del merito degli studenti, li accompagni in maniera sempre più personalizzata a elaborare in modo critico e proattivo un loro progetto di vita, anche professionale. La didattica orientativa è un ottimo antidoto per contrastare la dispersione scolastica implicita. La formazione dei docenti alla didattica orientativa è stata attivata dall’Istituto di Istruzione Superiore “Carafa-Giustiniani” di Cerreto Sannita (Benevento), una scuola che dalla mappatura dei rischi di dispersione scolastica presenti all'interno, attraverso l'illustrazione dei dati specifici sul fenomeno e dei fattori specifici che lo determinano e anche sulla base delle analisi svolte nel RAV e nel PTOF, necessitava di interventi specifici. Nei primi cinque mesi dell’anno scolastico 2022/2023 i tassi più significativi si registrano nel primo biennio dove il 3,7% ha abbandonato la scuola, il 2,3 % ha superato il 50% delle assenze e il 10% ha una percentuale di assenze che oscilla tra il 25% e il 50%. Il corso di formazione La didattica orientativa e le metodologie attive, svoltosi nell’anno scolastico 2023/2024, della durata di 25 ore, ha offerto ai docenti la possibilità di comprendere il significato dell’orientamento riflessivo utile per guidare alla scoperta del proprio Sé; di approfondire quanto la didattica orientativa e le metodologie attive siano fondamentali per allenare il pensiero critico e sviluppare le competenze orientative degli studenti; di valorizzare la comunicazione assertiva del docente; di approfondire una serie di metodologie innovative per lo sviluppo delle soft skills e delle competenze di auto-orientamento (come il role playing per una didattica orientativa e il digital curriculum story).

Formare i docenti alla didattica orientativa per contrastare la dispersione scolastica implicita / Capobianco, Rosaria. - (2024), pp. 36-36. ( Seminario annuale di formazione e ricerca - Scuola e istruzione superiore in dialogo II Edizione. Fondazione Marcianum, Venezia 4-5 ottobre 2024).

Formare i docenti alla didattica orientativa per contrastare la dispersione scolastica implicita

Rosaria Capobianco
2024

Abstract

L’abbandono precoce degli studi e la conseguente fuoriuscita dal sistema formativo dei giovani in età scolastica preoccupano in modo allarmante (Batini & Bortolucci, 2016; Batini, 2023). Il nostro Paese presenta, rispetto ai paesi europei, delle alte percentuali, non solo per quanto riguarda la dispersione scolastica, ma anche il fenomeno dei NEET, cioè quei giovani con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (ISTAT, 2023). Malgrado i tanti investimenti e i numerosi progetti messi in atto, negli ultimi decenni, la dispersione è tra tutte le manifestazioni di disagio giovanile, quella più ardua da contrastare, anche perché il fenomeno è in stretta relazione con la povertà educativa, con la bassa e precaria condizione socio-economica delle famiglie di appartenenza, con un territorio deprivato e deprivante, ma anche con delle metodologie di insegnamento spesso poco efficaci per le nuove generazioni. Per contrastare il fenomeno è bene investire nella formazione dei docenti ai principi della didattica orientativa che: -mira a costruire e a potenziare le risorse della singola persona in apprendimento; -valorizza l’aspetto formativo delle discipline negli interventi quotidiani in classe realizzando percorsi di studiomultidisciplinare; -utilizza delle particolari metodologie didattiche che consentono ai giovani di costruirsi delle competenzeorientative generali e di riconoscere le risorse di cui sono portatori; -è supportata da un progetto dettagliato del processo di apprendimento e dall’aperta dichiarazione dellecompetenze in uscita. La letteratura scientifica sull’orientamento scolastico è concorde nel dichiarare conclusa la stagione che ha visto interventi affidati a iniziative episodiche. Serve, invece, un sistema strutturato e coordinato di interventi che, a partire dal riconoscimento dei talenti, delle attitudini, delle inclinazioni e del merito degli studenti, li accompagni in maniera sempre più personalizzata a elaborare in modo critico e proattivo un loro progetto di vita, anche professionale. La didattica orientativa è un ottimo antidoto per contrastare la dispersione scolastica implicita. La formazione dei docenti alla didattica orientativa è stata attivata dall’Istituto di Istruzione Superiore “Carafa-Giustiniani” di Cerreto Sannita (Benevento), una scuola che dalla mappatura dei rischi di dispersione scolastica presenti all'interno, attraverso l'illustrazione dei dati specifici sul fenomeno e dei fattori specifici che lo determinano e anche sulla base delle analisi svolte nel RAV e nel PTOF, necessitava di interventi specifici. Nei primi cinque mesi dell’anno scolastico 2022/2023 i tassi più significativi si registrano nel primo biennio dove il 3,7% ha abbandonato la scuola, il 2,3 % ha superato il 50% delle assenze e il 10% ha una percentuale di assenze che oscilla tra il 25% e il 50%. Il corso di formazione La didattica orientativa e le metodologie attive, svoltosi nell’anno scolastico 2023/2024, della durata di 25 ore, ha offerto ai docenti la possibilità di comprendere il significato dell’orientamento riflessivo utile per guidare alla scoperta del proprio Sé; di approfondire quanto la didattica orientativa e le metodologie attive siano fondamentali per allenare il pensiero critico e sviluppare le competenze orientative degli studenti; di valorizzare la comunicazione assertiva del docente; di approfondire una serie di metodologie innovative per lo sviluppo delle soft skills e delle competenze di auto-orientamento (come il role playing per una didattica orientativa e il digital curriculum story).
2024
Formare i docenti alla didattica orientativa per contrastare la dispersione scolastica implicita / Capobianco, Rosaria. - (2024), pp. 36-36. ( Seminario annuale di formazione e ricerca - Scuola e istruzione superiore in dialogo II Edizione. Fondazione Marcianum, Venezia 4-5 ottobre 2024).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1035779
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