Nell'ambito dell'attualissimo dibattito in merito alle relazioni tra diritto e nuove tecnologie, rilevanti possibilità di sviluppo (e successiva applicazione) degli strumenti di intelligenza artificiale si riscontrano all'interno del diritto delle imprese, rispetto al quale l’utilizzo di sistemi di information technology – prima – e di machine learning – poi – è stato analizzato essenzialmente con riferimento alle grandi realtà multinazionali o, comunque, alle società con azioni quotate nei mercati regolamentati. Si è, infatti, evidenziato che è soprattutto in tali contesti aziendali – caratterizzati da notevoli disponibilità finanziarie e, dunque, tendenzialmente propensi ad un costante incremento degli investimenti finalizzati ad implementare l’evoluzione tecnologica dei propri processi – che l’impiego di algoritmi e sistemi di AI potrebbe favorire una sempre maggior efficienza a livello produttivo, giungendo finanche a influenzare il procedimento di governance societaria. Al contrario, poche sono le ricerche scientifiche che si sono occupate delle prospettive applicative di simili strumenti ad alto coefficiente d’innovazione all’interno del cd. Terzo Settore e, segnatamente, dei loro possibili utilizzi da parte delle imprese sociali, la cui disciplina – di particolare interesse, anche a livello sistematico, per il gius-commercialista – è stata, peraltro, oggetto di recente aggiornamento ad opera del del d.lgs. 112/2017. Il contributo intende, allora, esaminare proprio da tale ultimo angolo visuale le prospettive applicative concrete dei sistemi di intelligenza artificiale, valutando le criticità ed enfatizzando i possibili benefici, soprattutto nel medio e lungo periodo, che possano derivare da una loro implementazione nei processi decisionali degli enti del Terzo Settore dediti all’esercizio di attività economiche. In questo senso, s’intende provare a verificare se l’impiego di tali strumenti possa migliorare l’efficienza del flusso informativo con gli stakeholders, magari attraverso l’adozione di algoritmi che siano in grado di processare con maggiore rapidità e precisione rispetto all’essere umano l’enorme mole di dati provenienti dagli interessati e che, quindi, consentano di reagire in maniera più puntuale ai loro riscontri sull’andamento dell’attività. Ovviamente, una simile questione intercetta il correlato problema della ricezione delle informazioni e del loro successivo trattamento e conservazione, rendendosi, quindi, opportuno soffermarsi sulla eventuale necessità di introdurre adeguate professionalità a ciò specificamente dedicate anche all’interno dell’organigramma di soggetti operanti nel mondo del non profit.
Impresa sociale e intelligenza artificiale: brevi suggestioni in una prospettiva multi-stakeholder / Mariconda, Lorenzo. - (2025), pp. 241-261. ( Intelligenza artificiale, dati e diritto Cagliari 12-13 dicembre 2024).
Impresa sociale e intelligenza artificiale: brevi suggestioni in una prospettiva multi-stakeholder
Lorenzo Mariconda
2025
Abstract
Nell'ambito dell'attualissimo dibattito in merito alle relazioni tra diritto e nuove tecnologie, rilevanti possibilità di sviluppo (e successiva applicazione) degli strumenti di intelligenza artificiale si riscontrano all'interno del diritto delle imprese, rispetto al quale l’utilizzo di sistemi di information technology – prima – e di machine learning – poi – è stato analizzato essenzialmente con riferimento alle grandi realtà multinazionali o, comunque, alle società con azioni quotate nei mercati regolamentati. Si è, infatti, evidenziato che è soprattutto in tali contesti aziendali – caratterizzati da notevoli disponibilità finanziarie e, dunque, tendenzialmente propensi ad un costante incremento degli investimenti finalizzati ad implementare l’evoluzione tecnologica dei propri processi – che l’impiego di algoritmi e sistemi di AI potrebbe favorire una sempre maggior efficienza a livello produttivo, giungendo finanche a influenzare il procedimento di governance societaria. Al contrario, poche sono le ricerche scientifiche che si sono occupate delle prospettive applicative di simili strumenti ad alto coefficiente d’innovazione all’interno del cd. Terzo Settore e, segnatamente, dei loro possibili utilizzi da parte delle imprese sociali, la cui disciplina – di particolare interesse, anche a livello sistematico, per il gius-commercialista – è stata, peraltro, oggetto di recente aggiornamento ad opera del del d.lgs. 112/2017. Il contributo intende, allora, esaminare proprio da tale ultimo angolo visuale le prospettive applicative concrete dei sistemi di intelligenza artificiale, valutando le criticità ed enfatizzando i possibili benefici, soprattutto nel medio e lungo periodo, che possano derivare da una loro implementazione nei processi decisionali degli enti del Terzo Settore dediti all’esercizio di attività economiche. In questo senso, s’intende provare a verificare se l’impiego di tali strumenti possa migliorare l’efficienza del flusso informativo con gli stakeholders, magari attraverso l’adozione di algoritmi che siano in grado di processare con maggiore rapidità e precisione rispetto all’essere umano l’enorme mole di dati provenienti dagli interessati e che, quindi, consentano di reagire in maniera più puntuale ai loro riscontri sull’andamento dell’attività. Ovviamente, una simile questione intercetta il correlato problema della ricezione delle informazioni e del loro successivo trattamento e conservazione, rendendosi, quindi, opportuno soffermarsi sulla eventuale necessità di introdurre adeguate professionalità a ciò specificamente dedicate anche all’interno dell’organigramma di soggetti operanti nel mondo del non profit.| File | Dimensione | Formato | |
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