La riorganizzazione dell’insegnamento giuridico a Napoli dopo l’unificazione nazionale si lega all’azione riformatrice di Francesco De Sanctis, deciso a risollevare le sorti delle istituzioni culturali del Mezzogiorno e a modernizzarle a costo di ‘passi arditi’. La Facoltà di Giurisprudenza appare tra il 1860 e il 1861 come un cantiere ancora aperto e febbrile, attraversato da nomine politiche, rinunce, concorsi irrisolti in un fragile equilibrio tra innovazione e tradizione. Dall’esame dei verbali dei primi concorsi per le cattedre di Diritto romano, Storia del diritto e Diritto internazionale emerge il procedere incerto della ‘nuova’ Università, divisa tra gli indirizzi della legislazione e della scienza nazionale e i ritmi propri dell’ambiente giuridico napoletano, segnato dalla perdurante vitalità dell’insegnamento privato a vocazione pratica e da un intenso impegno civile dei giuristi meridionali, protagonisti di una costante mediazione, svolta più spesso nelle aule parlamentari che in quelle universitarie, tra il sapere giuridico e il progetto politico dell’Italia unita.
Cantieri accademici. La Facoltà di Giurisprudenza di Napoli e i primi concorsi dopo l’Unità d’Italia (1860-1861) / Vano, Cristina. - (2025), pp. 423-444.
Cantieri accademici. La Facoltà di Giurisprudenza di Napoli e i primi concorsi dopo l’Unità d’Italia (1860-1861)
Cristina Vano
2025
Abstract
La riorganizzazione dell’insegnamento giuridico a Napoli dopo l’unificazione nazionale si lega all’azione riformatrice di Francesco De Sanctis, deciso a risollevare le sorti delle istituzioni culturali del Mezzogiorno e a modernizzarle a costo di ‘passi arditi’. La Facoltà di Giurisprudenza appare tra il 1860 e il 1861 come un cantiere ancora aperto e febbrile, attraversato da nomine politiche, rinunce, concorsi irrisolti in un fragile equilibrio tra innovazione e tradizione. Dall’esame dei verbali dei primi concorsi per le cattedre di Diritto romano, Storia del diritto e Diritto internazionale emerge il procedere incerto della ‘nuova’ Università, divisa tra gli indirizzi della legislazione e della scienza nazionale e i ritmi propri dell’ambiente giuridico napoletano, segnato dalla perdurante vitalità dell’insegnamento privato a vocazione pratica e da un intenso impegno civile dei giuristi meridionali, protagonisti di una costante mediazione, svolta più spesso nelle aule parlamentari che in quelle universitarie, tra il sapere giuridico e il progetto politico dell’Italia unita.| File | Dimensione | Formato | |
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