Il contributo esamina la documentazione fotografica relativa agli interventi di scavo e restauro condotti a Paestum entro la prima metà del Novecento, con l’obiettivo di valutarne il ruolo nella ricostruzione critica della storia del cantiere archeologico. Dopo le prime esplorazioni sistematiche avviate da Vittorio Spinazzola (1907-1922) e il successivo ampliamento delle indagini sotto la direzione di Amedeo Maiuri (dal 1929), le operazioni interessarono il foro, l’Athenaion settentrionale, la cinta muraria e le porte urbiche, spesso comportando ricostruzioni estese e interventi condizionati dall’estetica monumentalizzante del regime fascista. Cantieri questi ultimi rispetto ai quali la documentazione ufficiale risulta parziale e talvolta lacunosa, soprattutto per quanto riguarda le fasi operative e le modalità di ricomposizione delle strutture. Il saggio pone al centro il ruolo di Ernesto Samaritani, fotografo dell’Ente per le Antichità e i Monumenti della Provincia di Salerno, che finanziò gli interventi, la cui attività costituisce, oggi, la principale testimonianza delle trasformazioni operate nel sito entro la metà degli anni Trenta del XX secolo. Gli scatti di questi, realizzati con rigore tecnico e continuità narrativa, permettono di seguire l’avanzamento dei lavori, di riconoscere ricostruzioni e integrazioni non registrate nelle fonti scritte e di cogliere la dimensione propagandistica che accompagnò molte scelte operative. L’analisi di questo vasto repertorio fotografico consente di riflettere, dunque, sul valore di tali testimonianze quali strumenti insostituibili per comprendere la storia materiale degli scavi e dei restauri di Paestum, nonché per valutare criticamente gli esiti degli interventi primo-novecenteschi.
Attraverso l’obiettivo: scavi e restauri a Paestum nel primo Novecento / Pollone, Stefania. - (In corso di stampa).
Attraverso l’obiettivo: scavi e restauri a Paestum nel primo Novecento
pollone stefania
In corso di stampa
Abstract
Il contributo esamina la documentazione fotografica relativa agli interventi di scavo e restauro condotti a Paestum entro la prima metà del Novecento, con l’obiettivo di valutarne il ruolo nella ricostruzione critica della storia del cantiere archeologico. Dopo le prime esplorazioni sistematiche avviate da Vittorio Spinazzola (1907-1922) e il successivo ampliamento delle indagini sotto la direzione di Amedeo Maiuri (dal 1929), le operazioni interessarono il foro, l’Athenaion settentrionale, la cinta muraria e le porte urbiche, spesso comportando ricostruzioni estese e interventi condizionati dall’estetica monumentalizzante del regime fascista. Cantieri questi ultimi rispetto ai quali la documentazione ufficiale risulta parziale e talvolta lacunosa, soprattutto per quanto riguarda le fasi operative e le modalità di ricomposizione delle strutture. Il saggio pone al centro il ruolo di Ernesto Samaritani, fotografo dell’Ente per le Antichità e i Monumenti della Provincia di Salerno, che finanziò gli interventi, la cui attività costituisce, oggi, la principale testimonianza delle trasformazioni operate nel sito entro la metà degli anni Trenta del XX secolo. Gli scatti di questi, realizzati con rigore tecnico e continuità narrativa, permettono di seguire l’avanzamento dei lavori, di riconoscere ricostruzioni e integrazioni non registrate nelle fonti scritte e di cogliere la dimensione propagandistica che accompagnò molte scelte operative. L’analisi di questo vasto repertorio fotografico consente di riflettere, dunque, sul valore di tali testimonianze quali strumenti insostituibili per comprendere la storia materiale degli scavi e dei restauri di Paestum, nonché per valutare criticamente gli esiti degli interventi primo-novecenteschi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


