Il saggio analizza la costruzione dell’“Oriente” nel turismo europeo tra secondo Ottocento e primo Novecento, concentrandosi sulla Russia europea e sulla Bosnia-Erzegovina. Se le élite russe parteciparono attivamente ai circuiti termali e climatici occidentali, l’Impero zarista faticò a integrarsi nel sistema transnazionale dei servizi turistici, a causa di ritardi infrastrutturali, vincoli politici e debole associazionismo. Parallelamente, la Bosnia-Erzegovina, amministrata dall’Austria-Ungheria dopo il 1878, fu promossa come “Oriente europeo” esotico ma sicuro. Il turismo emerge così come dispositivo culturale e politico capace di ridefinire i confini simbolici tra Oriente e Occidente.
L'Oriente e l'Europa orientale nel turismo tra secondo Ottocento e primi anni del Novecento / Berrino, A.. - (2025), pp. 57-72. [10.6093/978-88-6887-440-7]
L'Oriente e l'Europa orientale nel turismo tra secondo Ottocento e primi anni del Novecento
Annunziata Berrino
2025
Abstract
Il saggio analizza la costruzione dell’“Oriente” nel turismo europeo tra secondo Ottocento e primo Novecento, concentrandosi sulla Russia europea e sulla Bosnia-Erzegovina. Se le élite russe parteciparono attivamente ai circuiti termali e climatici occidentali, l’Impero zarista faticò a integrarsi nel sistema transnazionale dei servizi turistici, a causa di ritardi infrastrutturali, vincoli politici e debole associazionismo. Parallelamente, la Bosnia-Erzegovina, amministrata dall’Austria-Ungheria dopo il 1878, fu promossa come “Oriente europeo” esotico ma sicuro. Il turismo emerge così come dispositivo culturale e politico capace di ridefinire i confini simbolici tra Oriente e Occidente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


