In dialogo critico con le interpretazioni tradizionali della sfera del sacro, teologi, linguisti, storici e studiosi di filosofia sono stati invitati a ricostruire la trama del delicato rapporto tra umorismo e trascendenza e a delineare il riso quale vettore bidirezionale del rapporto tra uomo e Dio. I saggi raccolti nel presente volume mostrano come il riso e l’umorismo non siano elementi marginali o sovversivi rispetto al sacro, e siano invece capaci di illuminare la relazione tra l’umano e il divino. Dal «Dio che ride», intravisto nella comparazione con il mondo antico, all’umorismo come linguaggio dell’amicizia tra Dio e l’uomo, fino alla riscoperta moderna delle forme comiche nella Bibbia, emerge un tratto condiviso: il riso come strumento conoscitivo. Nelle testualità multimodali contemporanee – rappresentazioni queer del divino o riscritture filmiche che giocano con le convenzioni dell’ortodossia – l’umorismo si rivela lo strumento più efficace per destabilizzare gerarchie, contestare norme di genere e ridefinire l’immaginario religioso contemporaneo. In tutti i contributi, il comico non nega il sacro: lo interroga, lo trasforma, e gli restituisce nuovi spazi di significazione, inclusivi e dialogici, rivelandosi non solo una chiave di lettura dei rapporti che l’uomo intrattiene con la trascendenza, ma anche una cifra interpretativa dei significati e delle tensioni che caratterizzano la nostra esistenza.
L'umorismo tra sacro e profano: attualità e prospettive di ricerca / Pennarola, C., Rapone, V.. - 43:(2026). [10.6093/978-88-6887-423-0]
L'umorismo tra sacro e profano: attualità e prospettive di ricerca
Cristina Pennarola
;Vincenzo Rapone
2026
Abstract
In dialogo critico con le interpretazioni tradizionali della sfera del sacro, teologi, linguisti, storici e studiosi di filosofia sono stati invitati a ricostruire la trama del delicato rapporto tra umorismo e trascendenza e a delineare il riso quale vettore bidirezionale del rapporto tra uomo e Dio. I saggi raccolti nel presente volume mostrano come il riso e l’umorismo non siano elementi marginali o sovversivi rispetto al sacro, e siano invece capaci di illuminare la relazione tra l’umano e il divino. Dal «Dio che ride», intravisto nella comparazione con il mondo antico, all’umorismo come linguaggio dell’amicizia tra Dio e l’uomo, fino alla riscoperta moderna delle forme comiche nella Bibbia, emerge un tratto condiviso: il riso come strumento conoscitivo. Nelle testualità multimodali contemporanee – rappresentazioni queer del divino o riscritture filmiche che giocano con le convenzioni dell’ortodossia – l’umorismo si rivela lo strumento più efficace per destabilizzare gerarchie, contestare norme di genere e ridefinire l’immaginario religioso contemporaneo. In tutti i contributi, il comico non nega il sacro: lo interroga, lo trasforma, e gli restituisce nuovi spazi di significazione, inclusivi e dialogici, rivelandosi non solo una chiave di lettura dei rapporti che l’uomo intrattiene con la trascendenza, ma anche una cifra interpretativa dei significati e delle tensioni che caratterizzano la nostra esistenza.| File | Dimensione | Formato | |
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