I contributi raccolti in questo piccolo volume prendono avvio da testimonianze di natura diversa – iscrizioni funerarie, tavo- lette, atti negoziali, papiri, incisioni su pietra – nelle quali figure femminili riemergono con intensità variabile, affidate a tracce discontinue, grazie a un nome, una formula, una disposizione pa- trimoniale, una dedica, una memoria sepolcrale, un contratto. Da quelle tracce si dipana la loro storia, ora appena tratteggiata, ora invece ben definita. Il libro assume il documento come verifica di presenze ap- partenenti a tempi, spazi e contesti del tutto diversi, sottraendole alla facile celebrazione e allo stesso tempo alla pura constatazio- ne della marginalità. Quelle fonti rivelano infatti una realtà più accidentata, in cui donne appaiono titolari di una funzione sacra, soggetti di atti patrimoniali, vittime di un crimine, ma sempre incardinate in un ordine giuridico, religioso, sociale, artistico. Le protagoniste riaffiorano da siti discontinui geograficamen- te e cronologicamente (Mesopotamia accadica, Italia magno- greca e bizantina, Ostia imperiale, Africa tardoantica, Napoli aragonese): una distanza che invita il lettore a seguire ogni te- stimonianza nella propria logica e a ritrovare, ciononostante, un filo conduttore all’interno dell’intero percorso, lasciando che siano feminae e fontes, prima di ogni altra categoria, a stabilire il perimetro della domanda.
Feminae Fontes / Galgano, F.. - unico:(2026), pp. 1-178.
Feminae Fontes
Francesca Galgano
2026
Abstract
I contributi raccolti in questo piccolo volume prendono avvio da testimonianze di natura diversa – iscrizioni funerarie, tavo- lette, atti negoziali, papiri, incisioni su pietra – nelle quali figure femminili riemergono con intensità variabile, affidate a tracce discontinue, grazie a un nome, una formula, una disposizione pa- trimoniale, una dedica, una memoria sepolcrale, un contratto. Da quelle tracce si dipana la loro storia, ora appena tratteggiata, ora invece ben definita. Il libro assume il documento come verifica di presenze ap- partenenti a tempi, spazi e contesti del tutto diversi, sottraendole alla facile celebrazione e allo stesso tempo alla pura constatazio- ne della marginalità. Quelle fonti rivelano infatti una realtà più accidentata, in cui donne appaiono titolari di una funzione sacra, soggetti di atti patrimoniali, vittime di un crimine, ma sempre incardinate in un ordine giuridico, religioso, sociale, artistico. Le protagoniste riaffiorano da siti discontinui geograficamen- te e cronologicamente (Mesopotamia accadica, Italia magno- greca e bizantina, Ostia imperiale, Africa tardoantica, Napoli aragonese): una distanza che invita il lettore a seguire ogni te- stimonianza nella propria logica e a ritrovare, ciononostante, un filo conduttore all’interno dell’intero percorso, lasciando che siano feminae e fontes, prima di ogni altra categoria, a stabilire il perimetro della domanda.| File | Dimensione | Formato | |
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