Il saggio tratta del tema della mitigazione del rischio ambientale nelle aree metropolitane, attraverso il caso di studio dell’area metropolitana di Napoli, minacciata dalla presenza di un vulcano attivo quale è il Vesuvio. E’ un rischio che interessa direttamente i 18 comuni della provincia di Napoli, ricompresi nella zona rossa del Piano di Protezione civile, ma che riguarda – in relazione alle potenzialità ed agli effetti delle misure attivabili – l’intera conurbazione napoletana. Le dimensioni del "rischio costruito", derivante da un improprio accostamento tra una fonte di rischio così elevata e un territorio denso e congestionato, determinano una situazione che non può essere affrontata in termini emergenziali. E' necessario il ricorso ad una prospettiva di pianificazione strutturale, ad ampio raggio e di lungo periodo, in grado di riequilibrare l'assetto demografico e insediativo del territorio, nelle sue diverse componenti valutate alla scala metropolitana. Da questa prospettiva parte la ricerca a cui fa riferimento questo saggio, i cui esiti hanno innescato nei primi anni 2000 politiche regionali mirate al ridisegno degli assetti insediativi nella zona rossa di rischio vulcanico della Provincia di Napoli e, più in generale, collegate al ridisegno potenziale delle trame ambientali, infrastrutturali ed insediative dell'intera area metropolitana di Napoli. Il saggio articola una riflessione sulle forme di pianificazione in aree a rischio, sulla natura delle azioni potenziali che è possibile innescare, sulla necessaria interscalarità e intersettorialità degli obiettivi e delle scelte. La mitigazione del rischio – in questa prospettiva – può essere colta come opportunità, come risorsa per tradurre l'emergenza in azioni strategiche finalizzate ad incidere sui caratteri strutturali del territorio, per affrontarne le questioni infrastrutturali ed insediative, per migliorarne l’abitabilità. Il contesto territoriale di Napoli, e della sua area metropolitana, il quadro istituzionale e legislativo che si è consolidato in questi anni intorno alla questione del rischio, sono interpretati e ricostruiti attraverso una disamina analitica delle politiche e del contesto in cui agiscono, in modo da delineare i fenomeni che hanno definito di questo territorio la storia, la forma, lo spazio, le specificità, i valori, ma anche le contraddizioni. Attraverso la ricostruzione di questo quadro di riferimento, si intravedono le linee di un modello di pianificazione innovativa, finalizzata ad utilizzare il rischio come risorsa per delineare potenziali scenari di futuro assetto insediativo e territoriale i cui effetti possano dispiegarsi ad una scala più ampia ed estesa rispetto a quella direttamente interessata dal rischio Vesuvio.
Metropoli a rischio: il caso di Napoli / Russo, Michelangelo. - STAMPA. - (2005), pp. 81-92.
Metropoli a rischio: il caso di Napoli
RUSSO, MICHELANGELO
2005
Abstract
Il saggio tratta del tema della mitigazione del rischio ambientale nelle aree metropolitane, attraverso il caso di studio dell’area metropolitana di Napoli, minacciata dalla presenza di un vulcano attivo quale è il Vesuvio. E’ un rischio che interessa direttamente i 18 comuni della provincia di Napoli, ricompresi nella zona rossa del Piano di Protezione civile, ma che riguarda – in relazione alle potenzialità ed agli effetti delle misure attivabili – l’intera conurbazione napoletana. Le dimensioni del "rischio costruito", derivante da un improprio accostamento tra una fonte di rischio così elevata e un territorio denso e congestionato, determinano una situazione che non può essere affrontata in termini emergenziali. E' necessario il ricorso ad una prospettiva di pianificazione strutturale, ad ampio raggio e di lungo periodo, in grado di riequilibrare l'assetto demografico e insediativo del territorio, nelle sue diverse componenti valutate alla scala metropolitana. Da questa prospettiva parte la ricerca a cui fa riferimento questo saggio, i cui esiti hanno innescato nei primi anni 2000 politiche regionali mirate al ridisegno degli assetti insediativi nella zona rossa di rischio vulcanico della Provincia di Napoli e, più in generale, collegate al ridisegno potenziale delle trame ambientali, infrastrutturali ed insediative dell'intera area metropolitana di Napoli. Il saggio articola una riflessione sulle forme di pianificazione in aree a rischio, sulla natura delle azioni potenziali che è possibile innescare, sulla necessaria interscalarità e intersettorialità degli obiettivi e delle scelte. La mitigazione del rischio – in questa prospettiva – può essere colta come opportunità, come risorsa per tradurre l'emergenza in azioni strategiche finalizzate ad incidere sui caratteri strutturali del territorio, per affrontarne le questioni infrastrutturali ed insediative, per migliorarne l’abitabilità. Il contesto territoriale di Napoli, e della sua area metropolitana, il quadro istituzionale e legislativo che si è consolidato in questi anni intorno alla questione del rischio, sono interpretati e ricostruiti attraverso una disamina analitica delle politiche e del contesto in cui agiscono, in modo da delineare i fenomeni che hanno definito di questo territorio la storia, la forma, lo spazio, le specificità, i valori, ma anche le contraddizioni. Attraverso la ricostruzione di questo quadro di riferimento, si intravedono le linee di un modello di pianificazione innovativa, finalizzata ad utilizzare il rischio come risorsa per delineare potenziali scenari di futuro assetto insediativo e territoriale i cui effetti possano dispiegarsi ad una scala più ampia ed estesa rispetto a quella direttamente interessata dal rischio Vesuvio.| File | Dimensione | Formato | |
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