La produzione embrionale in vivo viene effettuata mediante la tecnica di superovulazione (SO), che consente di portare a deiescenza un maggior numero di follicoli e, di conseguenza, recuperare più embrioni da un animale con elevato potenziale genetico. Nella bufala la risposta alla SO, intesa come numero di soggetti trattati che produca almeno un embrione (bufala responsiva), è risultata estremamente variabile, ma comunque più bassa rispetto alla bovina (in media 1,9 vs. 5,6 embrioni/donatrice/flushing). In particolare, in seguito ad un trattamento di SO la specie bufalina presenta una buona risposta in termini di follicoli, una moderata percentuale di ovulazione ma uno scarso recupero di embrioni. Gli schemi di trattamento più utilizzati sono quelli a base di gonadotropina serica di cavalla gravida (PMSG) e quelli a base di ormone follicolo stimolante (FSH), da solo o in associazione all’ormone luteinizzante (LH). I risultati in termini di embrioni recuperati sono stati sovrapponibili per tutti i trattamenti, con un leggero miglioramento con l’utilizzo di FSH da solo. Diversi sono i fattori che possono influenzare la risposta alla SO. Oltre allo schema di trattamento sono da tenere in considerazione: l’età degli animali (si è dimostrata una maggior risposta nelle manze, che però producono quasi sempre oociti), il periodo dell’anno (contrariamente alle aspettative il periodo Novembre-Gennaio è risultato peggiore rispetto a quello Giugno-Agosto), la distanza dal parto (la SO effettuata nei primi 60 giorni di puerperio o ad oltre 7 mesi dal parto fornisce risultati più scadenti: nel primo caso si ottengono soprattutto oociti; nel secondo è minore la percentuale di bufale responsive), il numero di mungiture giornaliere (è migliore la risposta in animali munti una volta al giorno), le caratteristiche della dieta (diete caratterizzate da una percentuale di amido inferiore al 15,5% e di cellulosa grezza superiore al 23% hanno fornito risultati migliori), la presenza/assenza del follicolo dominante all’inizio del trattamento (migliori risultati si sono ottenuti quando il follicolo dominante non era presente sull’ovaio). Tra le ipotesi sulle possibili cause della bassa risposta alla SO sono da annoverare il minor numero di follicoli primordiali rispetto alla bovina (20000 vs. 100000), la scarsa qualità degli oociti, la mancata captazione da parte delle fimbrie, il numero di ondate follicolari oppure la presenza di una fase preovulatoria più corta che si realizza nelle bufale superovulate. Sono state utilizzate alcune procedure al fine di migliorare l’efficienza in termini di embrioni recuperati, quali ad esempio il pre-trattamento degli animali con tecnica OPU oppure quello con somatotropina bovina (r-BST). Mentre nel primo caso non si sono osservati significativi miglioramenti, l’utilizzo di r-BST, ha migliorato la percentuale di bufale responsive e il rapporto embrioni /CL. Inoltre da recenti studi effettuati in Brasile con diversi dosaggi di r-BST si è riusciti ad incrementare anche il numero di embrioni recuperati fino a circa 4 per bufala. Ad ogni modo, ulteriori studi sono necessari al fine di migliorare l’efficienza della tecnica, consentendone un reale utilizzo in campo.

Produzione embrionale in vivo nella specie bufalina / Neglia, Gianluca. - STAMPA. - (2006), pp. 52-52. ( VIII Congresso Nazionale Multisala della Società Italiana Veterinari Animali da Reddito (SIVAR) Cremona, Italia 12-13 Maggio 2006).

Produzione embrionale in vivo nella specie bufalina.

NEGLIA, GIANLUCA
2006

Abstract

La produzione embrionale in vivo viene effettuata mediante la tecnica di superovulazione (SO), che consente di portare a deiescenza un maggior numero di follicoli e, di conseguenza, recuperare più embrioni da un animale con elevato potenziale genetico. Nella bufala la risposta alla SO, intesa come numero di soggetti trattati che produca almeno un embrione (bufala responsiva), è risultata estremamente variabile, ma comunque più bassa rispetto alla bovina (in media 1,9 vs. 5,6 embrioni/donatrice/flushing). In particolare, in seguito ad un trattamento di SO la specie bufalina presenta una buona risposta in termini di follicoli, una moderata percentuale di ovulazione ma uno scarso recupero di embrioni. Gli schemi di trattamento più utilizzati sono quelli a base di gonadotropina serica di cavalla gravida (PMSG) e quelli a base di ormone follicolo stimolante (FSH), da solo o in associazione all’ormone luteinizzante (LH). I risultati in termini di embrioni recuperati sono stati sovrapponibili per tutti i trattamenti, con un leggero miglioramento con l’utilizzo di FSH da solo. Diversi sono i fattori che possono influenzare la risposta alla SO. Oltre allo schema di trattamento sono da tenere in considerazione: l’età degli animali (si è dimostrata una maggior risposta nelle manze, che però producono quasi sempre oociti), il periodo dell’anno (contrariamente alle aspettative il periodo Novembre-Gennaio è risultato peggiore rispetto a quello Giugno-Agosto), la distanza dal parto (la SO effettuata nei primi 60 giorni di puerperio o ad oltre 7 mesi dal parto fornisce risultati più scadenti: nel primo caso si ottengono soprattutto oociti; nel secondo è minore la percentuale di bufale responsive), il numero di mungiture giornaliere (è migliore la risposta in animali munti una volta al giorno), le caratteristiche della dieta (diete caratterizzate da una percentuale di amido inferiore al 15,5% e di cellulosa grezza superiore al 23% hanno fornito risultati migliori), la presenza/assenza del follicolo dominante all’inizio del trattamento (migliori risultati si sono ottenuti quando il follicolo dominante non era presente sull’ovaio). Tra le ipotesi sulle possibili cause della bassa risposta alla SO sono da annoverare il minor numero di follicoli primordiali rispetto alla bovina (20000 vs. 100000), la scarsa qualità degli oociti, la mancata captazione da parte delle fimbrie, il numero di ondate follicolari oppure la presenza di una fase preovulatoria più corta che si realizza nelle bufale superovulate. Sono state utilizzate alcune procedure al fine di migliorare l’efficienza in termini di embrioni recuperati, quali ad esempio il pre-trattamento degli animali con tecnica OPU oppure quello con somatotropina bovina (r-BST). Mentre nel primo caso non si sono osservati significativi miglioramenti, l’utilizzo di r-BST, ha migliorato la percentuale di bufale responsive e il rapporto embrioni /CL. Inoltre da recenti studi effettuati in Brasile con diversi dosaggi di r-BST si è riusciti ad incrementare anche il numero di embrioni recuperati fino a circa 4 per bufala. Ad ogni modo, ulteriori studi sono necessari al fine di migliorare l’efficienza della tecnica, consentendone un reale utilizzo in campo.
2006
Produzione embrionale in vivo nella specie bufalina / Neglia, Gianluca. - STAMPA. - (2006), pp. 52-52. ( VIII Congresso Nazionale Multisala della Società Italiana Veterinari Animali da Reddito (SIVAR) Cremona, Italia 12-13 Maggio 2006).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/336192
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