Il saggio parte dall’assunto che, nella disputa tra chi vede Hilberseimer più come architetto e chi lo vede piuttosto come urbanista, egli vada piuttosto considerato tra i Maestri della Composizione Urbana, proprio nel suo tenere insieme questioni squisitamente compositive con ragionamenti sulla forma della città. È lo stesso Hilberseimer a suggerirci che «L’architettura dipende essenzialmente dalla soluzione di due fattori: la singola cellula spaziale e l’intero organismo urbano» e che la configurazione di quest’ultimo è «il vero obiettivo dell’architettura» come pure «Viceversa, la configurazione dell’impianto urbano svolge un ruolo decisivo nella definizione dello spazio domestico dell’alloggio.» E se queste parole ci richiamano certo alla mente la definizione Albertiana della Architettura, anch’essa per altri versi centrata sulla necessità di utilizzare i medesimi criteri compositivi per la casa e la città nel suo complesso, è opportuno richiamare anche il concetto di città come manufatto architettonico ed opera d’arte collettiva di rossiana memoria per affermare appunto che il modo di studiare e rappresentare la città di Hilberseimer sia proprio del ‘compositore urbano’ come, del resto, suggerisce proprio Rossi quando scrive «Il rapporto analisi urbana/progettazione è quindi una questione che può essere risolta solo in un quadro di tendenza, all’interno di un certo sistema e non può ritenersi neutralmente risolvibile; in tale linea l’esempio della ricerca compiuta da Hilberseimer è significativo, dove l’analisi della città e la costruzione dell’architettura, rigorosamente dipendenti, sono aspetti di una teoria generale del razionalismo in architettura.» A partire da tale premessa il contributo aanalizza, attraverso l’analisi dei progetti contenuti in Grosstadtbauten, il ‘modo’ di studiare, progettare, rappresentare la città di Ludwig Hilberseimer per concludere che, per le città di Hilberseimer, la definizione più appropriata appare quella rogersiana di utopia della realtà, perché le sue città posseggono «una carica teleologica che proietta il presente in un futuro possibile, anche se le sue forme sono ancora irrealizzabili a causa dei molti condizionamenti che limitano l’espressione dei contenuti e le azioni necessarie a renderli operanti»

La città di Hilberseimer. Tra realismo e utopia / Visconti, Federica. - STAMPA. - (2010), pp. 162-167.

La città di Hilberseimer. Tra realismo e utopia

VISCONTI, FEDERICA
2010

Abstract

Il saggio parte dall’assunto che, nella disputa tra chi vede Hilberseimer più come architetto e chi lo vede piuttosto come urbanista, egli vada piuttosto considerato tra i Maestri della Composizione Urbana, proprio nel suo tenere insieme questioni squisitamente compositive con ragionamenti sulla forma della città. È lo stesso Hilberseimer a suggerirci che «L’architettura dipende essenzialmente dalla soluzione di due fattori: la singola cellula spaziale e l’intero organismo urbano» e che la configurazione di quest’ultimo è «il vero obiettivo dell’architettura» come pure «Viceversa, la configurazione dell’impianto urbano svolge un ruolo decisivo nella definizione dello spazio domestico dell’alloggio.» E se queste parole ci richiamano certo alla mente la definizione Albertiana della Architettura, anch’essa per altri versi centrata sulla necessità di utilizzare i medesimi criteri compositivi per la casa e la città nel suo complesso, è opportuno richiamare anche il concetto di città come manufatto architettonico ed opera d’arte collettiva di rossiana memoria per affermare appunto che il modo di studiare e rappresentare la città di Hilberseimer sia proprio del ‘compositore urbano’ come, del resto, suggerisce proprio Rossi quando scrive «Il rapporto analisi urbana/progettazione è quindi una questione che può essere risolta solo in un quadro di tendenza, all’interno di un certo sistema e non può ritenersi neutralmente risolvibile; in tale linea l’esempio della ricerca compiuta da Hilberseimer è significativo, dove l’analisi della città e la costruzione dell’architettura, rigorosamente dipendenti, sono aspetti di una teoria generale del razionalismo in architettura.» A partire da tale premessa il contributo aanalizza, attraverso l’analisi dei progetti contenuti in Grosstadtbauten, il ‘modo’ di studiare, progettare, rappresentare la città di Ludwig Hilberseimer per concludere che, per le città di Hilberseimer, la definizione più appropriata appare quella rogersiana di utopia della realtà, perché le sue città posseggono «una carica teleologica che proietta il presente in un futuro possibile, anche se le sue forme sono ancora irrealizzabili a causa dei molti condizionamenti che limitano l’espressione dei contenuti e le azioni necessarie a renderli operanti»
2010
9788884971081
La città di Hilberseimer. Tra realismo e utopia / Visconti, Federica. - STAMPA. - (2010), pp. 162-167.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/389912
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact