Lo stretto contatto tra le parole città ed energia produce un interessante corto circuito tra coppie tradizionalmente “oppositive”: specialismo/generalismo innanzitutto, e città/campagna poi. Sia nel primo che nel secondo caso la parola magica, capace di sciogliere l’opposizione, è integrazione. Integrazione tra saperi, indispensabile per evitare forzate e improduttive riduzioni di una materia complessa come l’architettura a una sommatoria di conoscenze scientifiche (soggette peraltro a continui processi di falsificazione, i cui tempi sono spesso più brevi di quelli necessari a produrre un’architettura). Integrazioni tra le diverse componenti dell’oggetto architettonico, la cui eccessiva specializzazione rischia di ridurre l’opera a un macchinario tecnologico, mortificando la sua figurazione e il suo significato. Integrazione tra città e campagna: e qui l’idea di integrazione assume anche le forme della contaminazione. Non sempre infatti si parla di luoghi distinti da connettere materialmente o di cui programmare lo sviluppo in forma unitaria; più spesso si guarda alla città contemporanea come a un luogo in cui l’intreccio tra artificio e natura, tra spazio della densità e vacuum, tra architettura e agricoltura prende il sopravvento su ogni distinzione, rendendo impraticabili le usuali classificazioni dell’architettura e dell’urbanistica e pretendendo l’uso di un nuovo linguaggio, di nuove pratiche e di nuovi programmi.
Le nuove forme dell’architettura. Introduzione / Amirante, Roberta. - ELETTRONICO. - (2012), pp. 503-505. ( CittàEnergia Napoli 20-21 gennaio 2012).
Le nuove forme dell’architettura. Introduzione
AMIRANTE, ROBERTA
2012
Abstract
Lo stretto contatto tra le parole città ed energia produce un interessante corto circuito tra coppie tradizionalmente “oppositive”: specialismo/generalismo innanzitutto, e città/campagna poi. Sia nel primo che nel secondo caso la parola magica, capace di sciogliere l’opposizione, è integrazione. Integrazione tra saperi, indispensabile per evitare forzate e improduttive riduzioni di una materia complessa come l’architettura a una sommatoria di conoscenze scientifiche (soggette peraltro a continui processi di falsificazione, i cui tempi sono spesso più brevi di quelli necessari a produrre un’architettura). Integrazioni tra le diverse componenti dell’oggetto architettonico, la cui eccessiva specializzazione rischia di ridurre l’opera a un macchinario tecnologico, mortificando la sua figurazione e il suo significato. Integrazione tra città e campagna: e qui l’idea di integrazione assume anche le forme della contaminazione. Non sempre infatti si parla di luoghi distinti da connettere materialmente o di cui programmare lo sviluppo in forma unitaria; più spesso si guarda alla città contemporanea come a un luogo in cui l’intreccio tra artificio e natura, tra spazio della densità e vacuum, tra architettura e agricoltura prende il sopravvento su ogni distinzione, rendendo impraticabili le usuali classificazioni dell’architettura e dell’urbanistica e pretendendo l’uso di un nuovo linguaggio, di nuove pratiche e di nuovi programmi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


