Lo spazio della biblioteca rappresenta un caso di interno architettonico particolarmente denso di significazione, dal punto di vista della sperimentazione progettuale quanto dell’analisi critica, per il suo essere contemporaneamente un luogo dove si identificano i valori di una collettività e dove il singolo trova l’ambiente adatto alla concentrazione ed all’isolamento richiesto dallo studio. L’architettura degli interni e l’arredo sono gli strumenti che consentono a questa peculiare tipologia architettonica di rispondere a tale duplice istanza, costruendone la ritualità e mediando tra dimensione pubblica e dimensione privata, o, per meglio dire, interiore. L’arco di tempo nel quale si dipana l’evoluzione di questo spazio è amplissimo, poiché sin dall’invenzione della scrittura l’uomo si è posto il problema dell’archiviazione e della consultazione dei testi. Diciotto secoli separano la Biblioteca di Tolomeo II dalla Laurenziana ed altri cinque quest’ultima dalle nostre mediateche: gli spazi sono diventati più complicati e le funzioni più diversificate, ma sostanzialmente la nostra idea di biblioteca è quella di un luogo dove avviene l’incontro tra un’informazione ed una persona che cerca, dove c’è un uomo che sceglie un libro, lo prende e sia apparta per vivere una fondamentale e personale esperienza, nei cui confronti l’architettura non è neutrale: che poi il libro si possa presentare sotto la forma di un video, poco importa. La chiave di lettura offerta dalla piccola scala consente di indagare il legame tra la concezione e conformazione degli spazi e la funzione, intesa nella sua più complessa declinazione culturale, comprensiva dei risvolti legati ai mutamenti di senso e di ruolo vissuti nel tempo. Contestualmente offre la possibilità di compiere una riflessione sul ruolo generativo che l’ambito spaziale minimo, predisposto per accogliere il lettore ed il libro, svolge nei confronti di tutto l’organismo architettonico. Nel caso della biblioteca, la nascita e l’evoluzione di una tipologia architettonica è stata condizionata fondamentalmente dagli arredi in grado di fare incontrare uomini e libri, scaffali, scrittoi, plutei, scanni, e dalla capacità degli arredi di generare ambiti spaziali adeguati a tale scopo, carrels, librerie a tutta parete, balconate. Tuttavia, nonostante le sue antiche origini ed il perdurare nell’attualità dei modelli consegnati dalla storia, l’interno della biblioteca ha risentito dei mutamenti intervenuti in relazione al modo di leggere, al tipo di destinatario, al mutare di consistenza dello stesso libro. La riflessione critica e progettuale su questa particolare tipologia di interno intende esplorare le possibili declinazioni contemporanee di un rapporto tra utenti e libri, attraverso il disegno dell’arredo e dell’architettura degli interni, in grado di rispondere tanto ai bisogni assoluti e senza tempo, quanto a quelli legati alle istanze dettate dai modi contemporanei della fruizione culturale. Il volume è parte della collana De L'interno architettonico Direttore Agostino Bossi Comitato scientifico: Agostino Bossi Antonio D'Auria Ludovico Maria Fusco Fabrizio Lomonaco Octavi Mestre Rocco Pititto Luis Maldonado Ramos Roberto Serino Heinz Tesar Fernando Vela Cossio
La Biblioteca. Uno spazio che nasce da un arredo / Cafiero, Gioconda. - (2012).
La Biblioteca. Uno spazio che nasce da un arredo
CAFIERO, GIOCONDA
2012
Abstract
Lo spazio della biblioteca rappresenta un caso di interno architettonico particolarmente denso di significazione, dal punto di vista della sperimentazione progettuale quanto dell’analisi critica, per il suo essere contemporaneamente un luogo dove si identificano i valori di una collettività e dove il singolo trova l’ambiente adatto alla concentrazione ed all’isolamento richiesto dallo studio. L’architettura degli interni e l’arredo sono gli strumenti che consentono a questa peculiare tipologia architettonica di rispondere a tale duplice istanza, costruendone la ritualità e mediando tra dimensione pubblica e dimensione privata, o, per meglio dire, interiore. L’arco di tempo nel quale si dipana l’evoluzione di questo spazio è amplissimo, poiché sin dall’invenzione della scrittura l’uomo si è posto il problema dell’archiviazione e della consultazione dei testi. Diciotto secoli separano la Biblioteca di Tolomeo II dalla Laurenziana ed altri cinque quest’ultima dalle nostre mediateche: gli spazi sono diventati più complicati e le funzioni più diversificate, ma sostanzialmente la nostra idea di biblioteca è quella di un luogo dove avviene l’incontro tra un’informazione ed una persona che cerca, dove c’è un uomo che sceglie un libro, lo prende e sia apparta per vivere una fondamentale e personale esperienza, nei cui confronti l’architettura non è neutrale: che poi il libro si possa presentare sotto la forma di un video, poco importa. La chiave di lettura offerta dalla piccola scala consente di indagare il legame tra la concezione e conformazione degli spazi e la funzione, intesa nella sua più complessa declinazione culturale, comprensiva dei risvolti legati ai mutamenti di senso e di ruolo vissuti nel tempo. Contestualmente offre la possibilità di compiere una riflessione sul ruolo generativo che l’ambito spaziale minimo, predisposto per accogliere il lettore ed il libro, svolge nei confronti di tutto l’organismo architettonico. Nel caso della biblioteca, la nascita e l’evoluzione di una tipologia architettonica è stata condizionata fondamentalmente dagli arredi in grado di fare incontrare uomini e libri, scaffali, scrittoi, plutei, scanni, e dalla capacità degli arredi di generare ambiti spaziali adeguati a tale scopo, carrels, librerie a tutta parete, balconate. Tuttavia, nonostante le sue antiche origini ed il perdurare nell’attualità dei modelli consegnati dalla storia, l’interno della biblioteca ha risentito dei mutamenti intervenuti in relazione al modo di leggere, al tipo di destinatario, al mutare di consistenza dello stesso libro. La riflessione critica e progettuale su questa particolare tipologia di interno intende esplorare le possibili declinazioni contemporanee di un rapporto tra utenti e libri, attraverso il disegno dell’arredo e dell’architettura degli interni, in grado di rispondere tanto ai bisogni assoluti e senza tempo, quanto a quelli legati alle istanze dettate dai modi contemporanei della fruizione culturale. Il volume è parte della collana De L'interno architettonico Direttore Agostino Bossi Comitato scientifico: Agostino Bossi Antonio D'Auria Ludovico Maria Fusco Fabrizio Lomonaco Octavi Mestre Rocco Pititto Luis Maldonado Ramos Roberto Serino Heinz Tesar Fernando Vela CossioI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.