Il New Public Management è stato, ed è tuttora, uno dei veicoli principali attraverso cui il discorso managerialista si è sostanziato in dispositivi, metodologie, pratiche in seguito all’ingresso trionfante del neo-liberalismo ‘puro’ o nella forma di Terza Via anche nel nostro Paese. Hoods e Peters (2004), si è già ricordato, a metà del decennio sottolineavano il ‘ritardo’ italiano, ma come si è argomentato nei capitoli precedenti, l’ultimo governo di Centro-destra ha tentato di imporre una più decisa sterzata in senso managerialista. Sia nel settore pubblico in generale, attraverso l’azione del Ministro Brunetta, che nel campo educativo dove il Ministro Gelmini ha tentato di implementare la riforma a quegli intestata, attraverso sperimentazioni per la valutazione di docenti e scuole, accantonando, paradossalmente, la issue della valutazione dei dirigenti. Questo Capitolo intende ripercorrere tale questione attraverso una rappresentazione della ‘infinita’ storia della valutazione dei dirigenti scolastici, come un gioco di puzzle, mettendo insieme tessere tratte da vari tentativi di sperimentazioni e da valutazioni ‘parallele’, alcune di queste più di successo. Insieme con un campo che diventerà sempre più inglobante attori ed istanze provenienti tanto dal ‘privato’, quanto dal ‘non-educativo, il puzzle è composto da una ‘caotica’ serie di termini tratte dal linguaggio del managerialismo e del NPM, in particolare. Efficienza, efficacia, prestazioni, accountability, valutazione, responsabilità, competizione, mercati, empowerment, imprenditorialità, partnership, collaborazione, bilancio sociale, trasparenza, merito, autonomia, devoluzione, diversità, scelta e quant’altro hanno ‘colonizzato’ il dibattito pubblico e orientato i progetti di modernizzazione e ristrutturazione dell’educazione. Lo sforzo di analisi concentrato sulla valutazione dei dirigenti la ha considerata una specifica traiettoria di politica scolastica, attraverso cui il NPM ha introdotto nel campo educativo italiano, principi, tecnologie, pratiche. In particolare, ci si focalizza sullo sforzo rappresentato dalla politica, contestata e problematica, della valutazione dei dirigenti, per modificare e depotenziare la regolazione professionale nel campo educativo, in coerenza coi discorsi managerialista e neo-liberale. Il Capitolo è diviso in più parti: dopo, la presentazione del quadro teorico e della metodologia, che situa questa lettura nella tradizione degli studi della “governamentalità” (Foucault, 1991; Rose e Miller, 1992) e modella la nostra analisi come “analitica del governo’ (Dean, 2010), si avvia la ricostruzione del puzzle. Ciò avverrà attraverso l’esame delle varie sperimentazioni tentate dai Governi di centro-destra e centro-sinistra dopo la riforma dell’autonomia. In questo senso, si cerca di svelare la problematizzazione discorsiva che sostanziava i ripetuti tentativi di valutare i dirigenti intendendo “la leadership come una leva di cambiamento” (Gunter, 2012), le reti attraverso cui questa problematizzazione acquisiva ‘corpo’ e le implicazioni in termini di processi di “soggettivazione” (Foucault, 1991), mostrando la tensione managerialista per “trasformare l’expertise e la regolazione delle attività dei professionisti” (Dean, 2010, p. 197).

Il puzzle delle sperimentazioni / Serpieri, Roberto; Grimaldi, Emiliano. - STAMPA. - (2012), pp. 75-96.

Il puzzle delle sperimentazioni

SERPIERI, ROBERTO;GRIMALDI, EMILIANO
2012

Abstract

Il New Public Management è stato, ed è tuttora, uno dei veicoli principali attraverso cui il discorso managerialista si è sostanziato in dispositivi, metodologie, pratiche in seguito all’ingresso trionfante del neo-liberalismo ‘puro’ o nella forma di Terza Via anche nel nostro Paese. Hoods e Peters (2004), si è già ricordato, a metà del decennio sottolineavano il ‘ritardo’ italiano, ma come si è argomentato nei capitoli precedenti, l’ultimo governo di Centro-destra ha tentato di imporre una più decisa sterzata in senso managerialista. Sia nel settore pubblico in generale, attraverso l’azione del Ministro Brunetta, che nel campo educativo dove il Ministro Gelmini ha tentato di implementare la riforma a quegli intestata, attraverso sperimentazioni per la valutazione di docenti e scuole, accantonando, paradossalmente, la issue della valutazione dei dirigenti. Questo Capitolo intende ripercorrere tale questione attraverso una rappresentazione della ‘infinita’ storia della valutazione dei dirigenti scolastici, come un gioco di puzzle, mettendo insieme tessere tratte da vari tentativi di sperimentazioni e da valutazioni ‘parallele’, alcune di queste più di successo. Insieme con un campo che diventerà sempre più inglobante attori ed istanze provenienti tanto dal ‘privato’, quanto dal ‘non-educativo, il puzzle è composto da una ‘caotica’ serie di termini tratte dal linguaggio del managerialismo e del NPM, in particolare. Efficienza, efficacia, prestazioni, accountability, valutazione, responsabilità, competizione, mercati, empowerment, imprenditorialità, partnership, collaborazione, bilancio sociale, trasparenza, merito, autonomia, devoluzione, diversità, scelta e quant’altro hanno ‘colonizzato’ il dibattito pubblico e orientato i progetti di modernizzazione e ristrutturazione dell’educazione. Lo sforzo di analisi concentrato sulla valutazione dei dirigenti la ha considerata una specifica traiettoria di politica scolastica, attraverso cui il NPM ha introdotto nel campo educativo italiano, principi, tecnologie, pratiche. In particolare, ci si focalizza sullo sforzo rappresentato dalla politica, contestata e problematica, della valutazione dei dirigenti, per modificare e depotenziare la regolazione professionale nel campo educativo, in coerenza coi discorsi managerialista e neo-liberale. Il Capitolo è diviso in più parti: dopo, la presentazione del quadro teorico e della metodologia, che situa questa lettura nella tradizione degli studi della “governamentalità” (Foucault, 1991; Rose e Miller, 1992) e modella la nostra analisi come “analitica del governo’ (Dean, 2010), si avvia la ricostruzione del puzzle. Ciò avverrà attraverso l’esame delle varie sperimentazioni tentate dai Governi di centro-destra e centro-sinistra dopo la riforma dell’autonomia. In questo senso, si cerca di svelare la problematizzazione discorsiva che sostanziava i ripetuti tentativi di valutare i dirigenti intendendo “la leadership come una leva di cambiamento” (Gunter, 2012), le reti attraverso cui questa problematizzazione acquisiva ‘corpo’ e le implicazioni in termini di processi di “soggettivazione” (Foucault, 1991), mostrando la tensione managerialista per “trasformare l’expertise e la regolazione delle attività dei professionisti” (Dean, 2010, p. 197).
2012
9788820415594
Il puzzle delle sperimentazioni / Serpieri, Roberto; Grimaldi, Emiliano. - STAMPA. - (2012), pp. 75-96.
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