Un aspetto tra i più notevoli delle trasformazioni oggi in atto sulla scena storiografica è costituito dalla reciproca confluenza dei processi di rinnovamento che durante l’ultima generazione hanno investito le tradizioni otto-novecentesche della Imperial History e della Universal History. Un’opera come The Birth of the Modern World di Christopher Bayly presenta affinità sostanziali con il paradigma scientifico patrocinato dal movimento per la professionalizzazione della World History sviluppatosi dopo la Guerra Fredda, e in particolare con il suo ramo statunitense, sia in quanto si focalizza sulla dimensione geo-storica delle “connections” transregionali e transculturali sia in quanto persegue una storia empirica della globalizzazione che tende a leggere la genesi della società mondiale contemporanea come il prodotto di una trama multipolare d’interazioni asimmetriche tra società macroregionali munite di gradi di influenza e di potere in costante mutamento. Bayly proviene d’altro canto da un’area di specializzazione – la storia coloniale – i cui praticanti avevano già autonomamente intrapreso a ridefinire l’oggetto della propria disciplina, studiando l’imperialismo britannico quale tema della storia del mondo, ossia come parte di una più ampia interazione dinamica tra società europee e non europee e come fattore formativo dell’odierna società globalizzata. Concentrando l’attenzione sulla figura di Bayly, il mio intervento si prefigge di mettere a fuoco alcuni lineamenti dell’idea di “impero” che si profila nel quadro di questi trend storiografici, analizzandola in rapporto a tre componenti basilari della loro infrastruttura categoriale: 1) la definizione del “globale”; 2) l’identificazione della “globalizzazione” quale principio ricostruttivo della storia del mondo; 3) la nozione di “interazione dinamica”. Allo scopo di fornire un’esemplificazione concreta dell’approccio metodologico di Bayly, il paper illustra inoltre inoltre in che modo egli abbia interpretato il ruolo svolto dall’impero britannico nell’epoca di crisi dell’“equilibrio eurasiatico” e transizione alla modernità globale collocabile tra la guerra dei Sette anni e la Restaurazione.
L'impero come categoria della storia globale: il caso britannico / Tagliaferri, Teodoro. - (2017). (Intervento presentato al convegno Sesto Convegno nazionale della Società Italiana di Storia Internazionale (SISI) tenutosi a Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Politiche nel 29-30 giugno 2017).
L'impero come categoria della storia globale: il caso britannico
TAGLIAFERRI, TEODORO
2017
Abstract
Un aspetto tra i più notevoli delle trasformazioni oggi in atto sulla scena storiografica è costituito dalla reciproca confluenza dei processi di rinnovamento che durante l’ultima generazione hanno investito le tradizioni otto-novecentesche della Imperial History e della Universal History. Un’opera come The Birth of the Modern World di Christopher Bayly presenta affinità sostanziali con il paradigma scientifico patrocinato dal movimento per la professionalizzazione della World History sviluppatosi dopo la Guerra Fredda, e in particolare con il suo ramo statunitense, sia in quanto si focalizza sulla dimensione geo-storica delle “connections” transregionali e transculturali sia in quanto persegue una storia empirica della globalizzazione che tende a leggere la genesi della società mondiale contemporanea come il prodotto di una trama multipolare d’interazioni asimmetriche tra società macroregionali munite di gradi di influenza e di potere in costante mutamento. Bayly proviene d’altro canto da un’area di specializzazione – la storia coloniale – i cui praticanti avevano già autonomamente intrapreso a ridefinire l’oggetto della propria disciplina, studiando l’imperialismo britannico quale tema della storia del mondo, ossia come parte di una più ampia interazione dinamica tra società europee e non europee e come fattore formativo dell’odierna società globalizzata. Concentrando l’attenzione sulla figura di Bayly, il mio intervento si prefigge di mettere a fuoco alcuni lineamenti dell’idea di “impero” che si profila nel quadro di questi trend storiografici, analizzandola in rapporto a tre componenti basilari della loro infrastruttura categoriale: 1) la definizione del “globale”; 2) l’identificazione della “globalizzazione” quale principio ricostruttivo della storia del mondo; 3) la nozione di “interazione dinamica”. Allo scopo di fornire un’esemplificazione concreta dell’approccio metodologico di Bayly, il paper illustra inoltre inoltre in che modo egli abbia interpretato il ruolo svolto dall’impero britannico nell’epoca di crisi dell’“equilibrio eurasiatico” e transizione alla modernità globale collocabile tra la guerra dei Sette anni e la Restaurazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.