Il volume riguarda l’arte del ritratto a Napoli tra la fine del Seicento e il primo Settecento, attraverso due prospettive d’indagine, di diversa natura. La prima parte è un tentativo di verificare la fortuna del ritratto nella produzione poetica napoletana dell’epoca. L’avvertimento generale è che nella maggioranza dei casi ci si trova di fronte a un repertorio di topoi, di lunga tradizione: la sfida contro il tempo, l’effigie più viva del vero, l’infinita competizione tra parole e immagini. L’esercizio esegetico più complesso e invitante si muove tra la retorica dei versi e le eventuali indicazioni su opere, persone o contesti concreti. La seconda e maggiore parte del lavoro riguarda la ritrattistica funeraria, attraverso una campionatura di alcuni tra i maggiori episodi napoletani di questo genere. Questa scelta offre la possibilità di esaminare il contesto, più o meno integro, del monumento, con le sue implicazioni religiose, civili, politiche. La cappella gentilizia è il luogo privilegiato per tale ricerca. Le chiese di Napoli sono ricche di tombe con ritratti scolpiti di vari personaggi, molti dei quali appartenenti al ceto forense, i cosiddetti uomini di ‘toga’.
Storie di ritratti a Napoli tra Seicento e Settecento. Dalle rime ai marmi / Russo, Augusto. - (2020), pp. 1-245.
Storie di ritratti a Napoli tra Seicento e Settecento. Dalle rime ai marmi
RUSSO AUGUSTO
2020
Abstract
Il volume riguarda l’arte del ritratto a Napoli tra la fine del Seicento e il primo Settecento, attraverso due prospettive d’indagine, di diversa natura. La prima parte è un tentativo di verificare la fortuna del ritratto nella produzione poetica napoletana dell’epoca. L’avvertimento generale è che nella maggioranza dei casi ci si trova di fronte a un repertorio di topoi, di lunga tradizione: la sfida contro il tempo, l’effigie più viva del vero, l’infinita competizione tra parole e immagini. L’esercizio esegetico più complesso e invitante si muove tra la retorica dei versi e le eventuali indicazioni su opere, persone o contesti concreti. La seconda e maggiore parte del lavoro riguarda la ritrattistica funeraria, attraverso una campionatura di alcuni tra i maggiori episodi napoletani di questo genere. Questa scelta offre la possibilità di esaminare il contesto, più o meno integro, del monumento, con le sue implicazioni religiose, civili, politiche. La cappella gentilizia è il luogo privilegiato per tale ricerca. Le chiese di Napoli sono ricche di tombe con ritratti scolpiti di vari personaggi, molti dei quali appartenenti al ceto forense, i cosiddetti uomini di ‘toga’.File | Dimensione | Formato | |
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