Il contributo ricostruisce la storia, dalla progettazione alla realizzazione fino alla chiusura e dismissione, dell'ex Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianche di Napoli, il più grande del Sud Italia, realizzato ai primi del Novecento e costituito da trentatré padiglioni su una superficie di oltre trenta ettari. In particolare, viene analizzata la condizione odierna in cui, a causa dell'abbandono, un rapido processo di riconquista della natura ha definito un inedito paesaggio selvatico, con la crescita incontrollata della vegetazione ornamentale originaria e la colonizzazione da parte di piante spontanee. Questo processo ha favorito anche l'insediarsi di una variegata comunità di fauna urbana. L'ipotesi del contributo è cha questa condizione di progressivo inselvatichimento possa essere considerata, per Napoli, da elemento negativo a risorsa per un inedito parco urbano ricco di biodiversità. Nei disegni esito di una esperienza didattica in un Corso di Architettura del Paesaggio del DiArc, si ipotizzano una serie di interventi minimali per consentire la fruibilità del sito agli abitanti dei quartieri circostanti, a specialisti e studiosi, o semplici visitatori.
La sylva dei pazzi. Il parco dell’ex complesso psichiatrico Leonardo Bianchi a Napoli / Gioffre', V.. - 1:(2023), pp. 254-275. [10.7413/1234-1234014]
La sylva dei pazzi. Il parco dell’ex complesso psichiatrico Leonardo Bianchi a Napoli
Gioffre' V
2023
Abstract
Il contributo ricostruisce la storia, dalla progettazione alla realizzazione fino alla chiusura e dismissione, dell'ex Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianche di Napoli, il più grande del Sud Italia, realizzato ai primi del Novecento e costituito da trentatré padiglioni su una superficie di oltre trenta ettari. In particolare, viene analizzata la condizione odierna in cui, a causa dell'abbandono, un rapido processo di riconquista della natura ha definito un inedito paesaggio selvatico, con la crescita incontrollata della vegetazione ornamentale originaria e la colonizzazione da parte di piante spontanee. Questo processo ha favorito anche l'insediarsi di una variegata comunità di fauna urbana. L'ipotesi del contributo è cha questa condizione di progressivo inselvatichimento possa essere considerata, per Napoli, da elemento negativo a risorsa per un inedito parco urbano ricco di biodiversità. Nei disegni esito di una esperienza didattica in un Corso di Architettura del Paesaggio del DiArc, si ipotizzano una serie di interventi minimali per consentire la fruibilità del sito agli abitanti dei quartieri circostanti, a specialisti e studiosi, o semplici visitatori.| File | Dimensione | Formato | |
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