La tratta delle donne di recente ha assunto in Occidente una notevole rilevanza numerica (UNODC, 2017) e, nel panorama della disumanizzazione sempre più estesa nel globo (Cuomo, 2022), sembra incarnare la produzione dell’immondo, ciò che è stato teorizzato come lo scarto umano (Bauman, 2005) della Ecity o della globalizzazione smart, prodotto di un neoliberismo senza scrupoli (Martone, 2021). Nel mondo contemporaneo è diventato importante interrogarsi sulla schiavitù specie nell’ambito della prostituzione coatta e di fenomeni a essa vicini, per verificare se questa sia compatibile con i società che si dichiarano democratiche e con culture come quelle occidentali, che si pensano non solo democratiche, ma costruite intorno all’asse dei diritti umani (Bazzicalupo,2004) e tuttavia, alimentano nel proprio seno piaghe del disumano, proprio a partire dalla dimensione corpo e dalla capacità relazionale, sempre più orientate alla strumentalità e alla mercificazione.In conclusione, si configura un Occidente democratico, nel quale il sostrato antropologico della politica sia in contraddizione con gli ideali che hanno fondato le istituzioni e che ne costituiscono ancora il principale portato identitario. Di fatto le società, attraverso un’esaltazione del corpo, che è da mettere in relazione con le biopolitiche e con le politiche del benessere, propende fortemente verso una strumentalità dei rapporti umani e verso una mercificazione dell’esistenza. Questa tendenza sembra avere il potere di oscurare il concetto di persona e di dignità umana per scivolare verso la commercializzazione delle stesse. Ciò starebbe già configurando una nuova forma di schiavitù sommersa, costruita intorno all’estrema sessualizzazione dei corpi, diversa da quella degli antichi per la totale assenza di uno status e vicina al concetto di deportazione di categorie del subumano per modalità violente e sistematicità dell’operazione, sebbene di natura criminale e non di stato.
LA TRATTA DELLE DONNE CONFIGURA UNA SCHIAVITù DI GENERE NELLE DEMOCRAZIE CONTEMPORANEE / Cuomo, Elena. - 11:(2024), pp. 111-121.
LA TRATTA DELLE DONNE CONFIGURA UNA SCHIAVITù DI GENERE NELLE DEMOCRAZIE CONTEMPORANEE
elena cuomo
2024
Abstract
La tratta delle donne di recente ha assunto in Occidente una notevole rilevanza numerica (UNODC, 2017) e, nel panorama della disumanizzazione sempre più estesa nel globo (Cuomo, 2022), sembra incarnare la produzione dell’immondo, ciò che è stato teorizzato come lo scarto umano (Bauman, 2005) della Ecity o della globalizzazione smart, prodotto di un neoliberismo senza scrupoli (Martone, 2021). Nel mondo contemporaneo è diventato importante interrogarsi sulla schiavitù specie nell’ambito della prostituzione coatta e di fenomeni a essa vicini, per verificare se questa sia compatibile con i società che si dichiarano democratiche e con culture come quelle occidentali, che si pensano non solo democratiche, ma costruite intorno all’asse dei diritti umani (Bazzicalupo,2004) e tuttavia, alimentano nel proprio seno piaghe del disumano, proprio a partire dalla dimensione corpo e dalla capacità relazionale, sempre più orientate alla strumentalità e alla mercificazione.In conclusione, si configura un Occidente democratico, nel quale il sostrato antropologico della politica sia in contraddizione con gli ideali che hanno fondato le istituzioni e che ne costituiscono ancora il principale portato identitario. Di fatto le società, attraverso un’esaltazione del corpo, che è da mettere in relazione con le biopolitiche e con le politiche del benessere, propende fortemente verso una strumentalità dei rapporti umani e verso una mercificazione dell’esistenza. Questa tendenza sembra avere il potere di oscurare il concetto di persona e di dignità umana per scivolare verso la commercializzazione delle stesse. Ciò starebbe già configurando una nuova forma di schiavitù sommersa, costruita intorno all’estrema sessualizzazione dei corpi, diversa da quella degli antichi per la totale assenza di uno status e vicina al concetto di deportazione di categorie del subumano per modalità violente e sistematicità dell’operazione, sebbene di natura criminale e non di stato.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


