Morris Gest (Moishe Gershonovitz, 1875-1942) è stato una figura di spicco per il teatro americano degli anni Venti e Trenta. Il suo lavoro di impresario teatrale si comprende meglio alla luce della sua storia di emigrazione, dal momento che nacque in una famiglia di origine ebraica nei pressi di Vilnius (attuale Lituania), ma emigrò con i genitori a Boston nel 1890 e si trasferì a New York nel 1901. Uno dei suoi meriti maggiori è quello di aver organizzato nel 1923 le tournée americane di Eleonora Duse e del Teatro d’Arte di Mosca, anche grazie all’aiuto del suo addetto stampa Oliver Martin Sayler (1887-1958). Attraverso una sapiente campagna di comunicazione che era cominciata già alcuni mesi prima del loro arrivo, riuscì a creare una forte aspettativa tra il pubblico e i biglietti andarono a ruba. Una traccia significativa del suo operato si riscontra anche al Vittoriale, dal momento che giunsero in dono a Gabriele d’Annunzio i volumi appositamente preparati per l’occasione, per aiutare gli spettatori statunitensi ad apprezzare il repertorio della Duse e quello degli attori di Stanislavskij nonostante l’evidente divario linguistico.
L’impresario Morris Gest e le tournée americane di Stanislavskij e della Duse / Pagani, Maria Pia. - (2024), pp. 223-232.
L’impresario Morris Gest e le tournée americane di Stanislavskij e della Duse
maria pia pagani
2024
Abstract
Morris Gest (Moishe Gershonovitz, 1875-1942) è stato una figura di spicco per il teatro americano degli anni Venti e Trenta. Il suo lavoro di impresario teatrale si comprende meglio alla luce della sua storia di emigrazione, dal momento che nacque in una famiglia di origine ebraica nei pressi di Vilnius (attuale Lituania), ma emigrò con i genitori a Boston nel 1890 e si trasferì a New York nel 1901. Uno dei suoi meriti maggiori è quello di aver organizzato nel 1923 le tournée americane di Eleonora Duse e del Teatro d’Arte di Mosca, anche grazie all’aiuto del suo addetto stampa Oliver Martin Sayler (1887-1958). Attraverso una sapiente campagna di comunicazione che era cominciata già alcuni mesi prima del loro arrivo, riuscì a creare una forte aspettativa tra il pubblico e i biglietti andarono a ruba. Una traccia significativa del suo operato si riscontra anche al Vittoriale, dal momento che giunsero in dono a Gabriele d’Annunzio i volumi appositamente preparati per l’occasione, per aiutare gli spettatori statunitensi ad apprezzare il repertorio della Duse e quello degli attori di Stanislavskij nonostante l’evidente divario linguistico.| File | Dimensione | Formato | |
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