Dal 2013, il progetto Marzamemi ha indagato il "relitto della chiesa bizantina" di Marzamemi 2, dell'inizio del VI secolo, localizzato in corrispondenza della cuspide sud-orientale della Sicilia. Attraverso sette campagne annuali (2013-2019) di rilievo e scavo, le ricerche hanno portato alla luce un giacimento più complesso di quello che era stato precedentemente riconosciuto attraverso l'importante lavoro di Gerhard Kapitän mezzo secolo prima negli anni '50 e '60: il lavoro recente ha scoperto un maggior numero di fusti di colonne, capitelli e basi, e più parti dell'arredamento religioso, che hanno reso la nave nota tra i ricercatori e non solo. È stato, inoltre, portato alla luce un ricco deposito di materiali decorativi - pigmenti, vetro grezzo e campioni di altre pietre – che hanno lasciato ipotizzare che la nave avrebbe potuto compiere successivi viaggi e che fossero stivati materiali per più edifici, non riferibili a un solo progetto architettonico. La ricerca espone gli esiti delle ultime ricerche sul campo, dei processi di digitalizzazione e analisi del relitto e dei nuovi progetti di comunicazione dei dati scientifici attraverso allestimenti temporanei.
Atti della XVII Rassegna di archeologia subacquea. 7-9 Ottobre 2021 Giardini Naxos / Leidwanger, J., Greene, E.S., Repola, L., Sgroi, F.. - (2024), pp. 191-196.
Atti della XVII Rassegna di archeologia subacquea. 7-9 Ottobre 2021 Giardini Naxos
Leopoldo Repola;
2024
Abstract
Dal 2013, il progetto Marzamemi ha indagato il "relitto della chiesa bizantina" di Marzamemi 2, dell'inizio del VI secolo, localizzato in corrispondenza della cuspide sud-orientale della Sicilia. Attraverso sette campagne annuali (2013-2019) di rilievo e scavo, le ricerche hanno portato alla luce un giacimento più complesso di quello che era stato precedentemente riconosciuto attraverso l'importante lavoro di Gerhard Kapitän mezzo secolo prima negli anni '50 e '60: il lavoro recente ha scoperto un maggior numero di fusti di colonne, capitelli e basi, e più parti dell'arredamento religioso, che hanno reso la nave nota tra i ricercatori e non solo. È stato, inoltre, portato alla luce un ricco deposito di materiali decorativi - pigmenti, vetro grezzo e campioni di altre pietre – che hanno lasciato ipotizzare che la nave avrebbe potuto compiere successivi viaggi e che fossero stivati materiali per più edifici, non riferibili a un solo progetto architettonico. La ricerca espone gli esiti delle ultime ricerche sul campo, dei processi di digitalizzazione e analisi del relitto e dei nuovi progetti di comunicazione dei dati scientifici attraverso allestimenti temporanei.| File | Dimensione | Formato | |
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