, le traduzioni dal greco al latino sono una parte importante della politica culturale di Niccolò V, nella quale occupò un posto di rilievo la politica libraria, rappresentata non solo dalle traduzioni commissionate dal pontefice, ma soprattutto dal suo progetto di istituzione della biblioteca nel palazzo vaticano. Probabilmente, il pontefice avrebbe desiderato davvero che tutte le opere della letteratura greca, sacre e profane, fossero un giorno disponibili in lingua latina, anche se verisimilmente doveva essere consapevole che il suo stimolo avrebbe potuto solo far progredire questo progetto, ma non vederlo giungere a conclusione. Nel quadro di questa iniziativa, sembra che il pontefice non facesse troppa distinzione tra testi della letteratura profana e testi cristiani nel commissionare traduzioni ad umanisti di fiducia, ché anzi, se bisogna valutare i desiderata del pontefice sulla base dell'Inuentarium dei libri presenti nel suo cubiculum, tra questi compaiono solamente testi profani: molti storici, Cicerone, numerosi poeti latini e il suo amato Omero, che Niccolò V cercò con passione nel corso del suo pontificato di vedere tradotto per intero.
Niccolò V e le traduzioni latine delle opere della letteratura greca / Abbamonte, Giancarlo. - 104:(2023), pp. 309-335.
Niccolò V e le traduzioni latine delle opere della letteratura greca
giancarlo abbamonte
2023
Abstract
, le traduzioni dal greco al latino sono una parte importante della politica culturale di Niccolò V, nella quale occupò un posto di rilievo la politica libraria, rappresentata non solo dalle traduzioni commissionate dal pontefice, ma soprattutto dal suo progetto di istituzione della biblioteca nel palazzo vaticano. Probabilmente, il pontefice avrebbe desiderato davvero che tutte le opere della letteratura greca, sacre e profane, fossero un giorno disponibili in lingua latina, anche se verisimilmente doveva essere consapevole che il suo stimolo avrebbe potuto solo far progredire questo progetto, ma non vederlo giungere a conclusione. Nel quadro di questa iniziativa, sembra che il pontefice non facesse troppa distinzione tra testi della letteratura profana e testi cristiani nel commissionare traduzioni ad umanisti di fiducia, ché anzi, se bisogna valutare i desiderata del pontefice sulla base dell'Inuentarium dei libri presenti nel suo cubiculum, tra questi compaiono solamente testi profani: molti storici, Cicerone, numerosi poeti latini e il suo amato Omero, che Niccolò V cercò con passione nel corso del suo pontificato di vedere tradotto per intero.File | Dimensione | Formato | |
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2023 G. Abbamonte, Niccolò V e le traduzioni dal greco, Atti Niccolò V.pdf
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