Il parco archeologico di Pompei, su cui questo contributo si concentra, è inserito in un sistema territoriale più ampio punteggiato da una serie di siti archeologici definiti come “siti minori” con cui risulta difficile rintracciare relazioni e interdipendenze. Emerge la necessità di lavorare alla definizione di un parco archeologico “diffuso” in cui una nuova accessibilità integrata faccia percepire l’esistenza di un unico sistema-parco, che includa Pompei e gli altri siti. In aggiunta a ciò, la rigenerazione dei paesaggi di scarto - i cosiddetti wastescape - si pone come elemento essenziale per la definizione di un nuovo sistema di spazi pubblici in grado di supportare una nuova rete di connessioni all’interno della struttura del patrimonio storico-archeologico esistente. Si indaga su come la valorizzazione o costruzione di nuovi itinerari turistici e l’istituzione di reti per la messa a sistema delle risorse esistenti e potenziali (da rigenerare) possano contribuire alla creazione di nuove economie, stimolando l’interesse di differenti stakeholders. Un approccio metodologico interscalare e sistemico definito dal Dipartimento di Architettura di Napoli per la mappatura delle aree in crisi, consente l’esplorazione delle potenzialità del territorio, intendendo la città esistente come “valore”, nella duplice accezione di edifici e spazi aperti da riciclare. Attraverso strategie rigenerative che mettano a sistema i diversi materiali del territorio, il patrimonio culturale esistente acquisisce un valore aggiunto, diventando un elemento all’interno di un sistema di relazioni più complesso.
Wastescape & Heritage: un complesso sistema di relazioni / Amenta, Libera; Attademo, Anna; Iodice, Rosaria. - 3:(2024), pp. 15-22. ( XXV Conferenza Nazionale SIU).
Wastescape & Heritage: un complesso sistema di relazioni
Libera Amenta;Anna Attademo;
2024
Abstract
Il parco archeologico di Pompei, su cui questo contributo si concentra, è inserito in un sistema territoriale più ampio punteggiato da una serie di siti archeologici definiti come “siti minori” con cui risulta difficile rintracciare relazioni e interdipendenze. Emerge la necessità di lavorare alla definizione di un parco archeologico “diffuso” in cui una nuova accessibilità integrata faccia percepire l’esistenza di un unico sistema-parco, che includa Pompei e gli altri siti. In aggiunta a ciò, la rigenerazione dei paesaggi di scarto - i cosiddetti wastescape - si pone come elemento essenziale per la definizione di un nuovo sistema di spazi pubblici in grado di supportare una nuova rete di connessioni all’interno della struttura del patrimonio storico-archeologico esistente. Si indaga su come la valorizzazione o costruzione di nuovi itinerari turistici e l’istituzione di reti per la messa a sistema delle risorse esistenti e potenziali (da rigenerare) possano contribuire alla creazione di nuove economie, stimolando l’interesse di differenti stakeholders. Un approccio metodologico interscalare e sistemico definito dal Dipartimento di Architettura di Napoli per la mappatura delle aree in crisi, consente l’esplorazione delle potenzialità del territorio, intendendo la città esistente come “valore”, nella duplice accezione di edifici e spazi aperti da riciclare. Attraverso strategie rigenerative che mettano a sistema i diversi materiali del territorio, il patrimonio culturale esistente acquisisce un valore aggiunto, diventando un elemento all’interno di un sistema di relazioni più complesso.| File | Dimensione | Formato | |
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