Secondo Richard Sennett, l’accettazione di un modello di vita orientato verso la flessibilità implica l’accettazione di un rischio (rischiare – risicare – osare), ma soprattutto implica il riconoscimento che alla weberiana gabbia d’acciaio stiamo sostituendo nuove forme di controllo, “la rivolta contro la routine burocratica e la ricerca di flessibilità ha prodotto nuove forme di potere e controllo, piuttosto che creare le condizioni per la nostra libertà” (Sennett, 2022, p. 46). Questo ordine di controllo, che migra dai posti di lavoro convenzionali verso l’ambito domestico, si “mimetizza” in quel corollario di oggetti e tecnologie che entrano agevolmente nella casa con lo scopo di monitorare il lavoratore. Oltre a riflessioni politico-giuridiche sulla ricaduta di queste tecnologie di controllo del lavoro da remoto, nella vita delle persone sottoponendoli a controlli più serrati, questa emancipazione delle forme di controllo ha permesso di svincolare il lavoratore dal luogo deputato al lavoro, attivando e consentendo un nuovo nomadismo e assegnando un rinnovato valore al “tempo flessibile” (Sennett, 2022, p. 57), definendo un fenomeno che sta risignificando il Sud (ma quale sud?), ovvero il South Working – lavorare dal Sud. Il South Working prevede una nuova densificazione dei piccoli centri senza la rinuncia, spesso necessaria, del lavoro da parte di chi, per varie ragioni, decide di lasciare la città. Due sono le principali ricadute di questo modello: da un lato ritrovare un nuovo stile di vita “sano” al di fuori della città caotica, magari ritornando verso i propri luoghi di origine e, dall’altro lato, investire per ridurre quel divario economico tra meridione e settentrione. Si determina un nuovo equilibrio tra la vita lavorativa, professionale e quella personale, riscrivendo nuove storie e aumentando la qualità della vita, agendo anche come attivatore di politiche per l’adeguamento e l’aggiornamento della comunità accogliente. Si noti, in questa nuova “urbanistica di necessità”, la possibilità di ragionare su specifiche dicotomie e questioni (città – paese, nord – sud, dinamiche di genere, coesione e comunità, densità - espansione), ma soprattutto adeguare il patrimonio architettonico rurale verso spazialità sempre più necessarie ed interpreti dell’abitare contemporaneo, adducendo ad un sistema tassonomico, tra questioni antiche e altre nuove, capace di dar forma allo spazio dell’abitare, recuperando e riutilizzando il patrimonio esistente e quindi lavorando nella prospettiva del “riuso adattivo” per, forse alla fine, trovare nuove condizioni di libertà attraverso l’antifragilità (Taleb, 2013), dove ad una maggiore intensità ritroviamo una minore specificità spaziale.

È tutta questione di spazio. Dalle dinamiche di controllo alle tassonomie spaziali per il South Working / Esposito, Luca. - (2024), pp. 171-178. ( I luoghi del lavoro da remoto e di cura tra passato e presente. Prospettive giuridiche, sociologiche e spaziali Milano, Dipartimento di Diritto Privato e Storia del Diritto, Università degli Studi di Milano Maggio 2024).

È tutta questione di spazio. Dalle dinamiche di controllo alle tassonomie spaziali per il South Working

Luca Esposito
2024

Abstract

Secondo Richard Sennett, l’accettazione di un modello di vita orientato verso la flessibilità implica l’accettazione di un rischio (rischiare – risicare – osare), ma soprattutto implica il riconoscimento che alla weberiana gabbia d’acciaio stiamo sostituendo nuove forme di controllo, “la rivolta contro la routine burocratica e la ricerca di flessibilità ha prodotto nuove forme di potere e controllo, piuttosto che creare le condizioni per la nostra libertà” (Sennett, 2022, p. 46). Questo ordine di controllo, che migra dai posti di lavoro convenzionali verso l’ambito domestico, si “mimetizza” in quel corollario di oggetti e tecnologie che entrano agevolmente nella casa con lo scopo di monitorare il lavoratore. Oltre a riflessioni politico-giuridiche sulla ricaduta di queste tecnologie di controllo del lavoro da remoto, nella vita delle persone sottoponendoli a controlli più serrati, questa emancipazione delle forme di controllo ha permesso di svincolare il lavoratore dal luogo deputato al lavoro, attivando e consentendo un nuovo nomadismo e assegnando un rinnovato valore al “tempo flessibile” (Sennett, 2022, p. 57), definendo un fenomeno che sta risignificando il Sud (ma quale sud?), ovvero il South Working – lavorare dal Sud. Il South Working prevede una nuova densificazione dei piccoli centri senza la rinuncia, spesso necessaria, del lavoro da parte di chi, per varie ragioni, decide di lasciare la città. Due sono le principali ricadute di questo modello: da un lato ritrovare un nuovo stile di vita “sano” al di fuori della città caotica, magari ritornando verso i propri luoghi di origine e, dall’altro lato, investire per ridurre quel divario economico tra meridione e settentrione. Si determina un nuovo equilibrio tra la vita lavorativa, professionale e quella personale, riscrivendo nuove storie e aumentando la qualità della vita, agendo anche come attivatore di politiche per l’adeguamento e l’aggiornamento della comunità accogliente. Si noti, in questa nuova “urbanistica di necessità”, la possibilità di ragionare su specifiche dicotomie e questioni (città – paese, nord – sud, dinamiche di genere, coesione e comunità, densità - espansione), ma soprattutto adeguare il patrimonio architettonico rurale verso spazialità sempre più necessarie ed interpreti dell’abitare contemporaneo, adducendo ad un sistema tassonomico, tra questioni antiche e altre nuove, capace di dar forma allo spazio dell’abitare, recuperando e riutilizzando il patrimonio esistente e quindi lavorando nella prospettiva del “riuso adattivo” per, forse alla fine, trovare nuove condizioni di libertà attraverso l’antifragilità (Taleb, 2013), dove ad una maggiore intensità ritroviamo una minore specificità spaziale.
2024
9791221111545
È tutta questione di spazio. Dalle dinamiche di controllo alle tassonomie spaziali per il South Working / Esposito, Luca. - (2024), pp. 171-178. ( I luoghi del lavoro da remoto e di cura tra passato e presente. Prospettive giuridiche, sociologiche e spaziali Milano, Dipartimento di Diritto Privato e Storia del Diritto, Università degli Studi di Milano Maggio 2024).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/999576
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