La violenza contro le donne offende beni, senz’altro, meritevoli di protezione attraverso il diritto penale; tuttavia, ogni intervento penale, per essere, allo stesso tempo, legittimo ed efficace, deve rispettare i fondamentali principi di legalità, materialità, offensività, personalità della responsabilità penale e di integrazione sociale come funzione costituzionale della pena. Esaminati criticamente alla luce di tali principi, gli strumenti normativi in cui si è articolata, negli ultimi decenni, la risposta penalistica alla violenza contro le donne rivelano un carattere tendenzialmente simbolico ed emergenziale, con l’introduzione di norme penali spesso sovrabbondanti, indeterminate, orientate ad un’accentuata anticipazione della tutela penale ed ispirate ad un rigore repressivo sempre crescente. In tale contesto normativo s’inserisce il controverso disegno di legge di iniziativa governativa che prevede l’introduzione del ‘femminicidio’ come autonoma fattispecie di reato, punibile con l’ergastolo come pena-base. In realtà, le risposte apprestate, nel diritto penale vigente, in rapporto ai fatti riconducibili al c.d. femminicidio, risultano sostanzialmente adeguate alle esigenze di tutela che lo stesso diritto penale può e deve perseguire; il soddisfacimento di tali esigenze prescinde, infatti, dall’adozione di uno specifico nomen iuris. Il fenomeno della violenza contro le donne è connotato da un’elevata dannosità sociale ed è gravemente allarmante: per esso si rendono, pertanto, necessari seri interventi di prevenzione, anche e soprattutto extra-penale, come quelli che la Convenzione di Istanbul prevede e prescrive agli Stati aderenti, obbligandoli a finanziarli adeguatamente. Quanto all’intervento penale, esso dovrebbe concentrarsi nella concreta e coerente applicazione delle norme già vigenti, in grado di garantire un’efficace repressione di tali fatti.
Violenza contro le donne: la deriva emergenziale e simbolica dell’intervento penale fino alla proposta del ‘femminicidio’ come autonoma fattispecie di reato / Masarone, V.. - In: PENALE. - ISSN 2724-0878. - 3(2025), pp. 561-604.
Violenza contro le donne: la deriva emergenziale e simbolica dell’intervento penale fino alla proposta del ‘femminicidio’ come autonoma fattispecie di reato
V. Masarone
2025
Abstract
La violenza contro le donne offende beni, senz’altro, meritevoli di protezione attraverso il diritto penale; tuttavia, ogni intervento penale, per essere, allo stesso tempo, legittimo ed efficace, deve rispettare i fondamentali principi di legalità, materialità, offensività, personalità della responsabilità penale e di integrazione sociale come funzione costituzionale della pena. Esaminati criticamente alla luce di tali principi, gli strumenti normativi in cui si è articolata, negli ultimi decenni, la risposta penalistica alla violenza contro le donne rivelano un carattere tendenzialmente simbolico ed emergenziale, con l’introduzione di norme penali spesso sovrabbondanti, indeterminate, orientate ad un’accentuata anticipazione della tutela penale ed ispirate ad un rigore repressivo sempre crescente. In tale contesto normativo s’inserisce il controverso disegno di legge di iniziativa governativa che prevede l’introduzione del ‘femminicidio’ come autonoma fattispecie di reato, punibile con l’ergastolo come pena-base. In realtà, le risposte apprestate, nel diritto penale vigente, in rapporto ai fatti riconducibili al c.d. femminicidio, risultano sostanzialmente adeguate alle esigenze di tutela che lo stesso diritto penale può e deve perseguire; il soddisfacimento di tali esigenze prescinde, infatti, dall’adozione di uno specifico nomen iuris. Il fenomeno della violenza contro le donne è connotato da un’elevata dannosità sociale ed è gravemente allarmante: per esso si rendono, pertanto, necessari seri interventi di prevenzione, anche e soprattutto extra-penale, come quelli che la Convenzione di Istanbul prevede e prescrive agli Stati aderenti, obbligandoli a finanziarli adeguatamente. Quanto all’intervento penale, esso dovrebbe concentrarsi nella concreta e coerente applicazione delle norme già vigenti, in grado di garantire un’efficace repressione di tali fatti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


