Una ricostruzione della disciplina delle immissioni e dei suoi rapporti con le normative di settore fondata sulla reinterpretazione dell’art. 844 c.c. proposta dalla più avvertita scienza giuridica italiana, la quale ha determinato, agli esordi del nuovo millennio, un radicale revirement dei tradizionali orientamenti della Cassazione. Dall’“ermeneutica dicotomica” dell’art. 844 c.c. e dalla conseguente “prassi indennitaria” all’interpretazione «unitaria e sistematica» dell’art. 844 c.c.: la normale tollerabilità quale unica regola di condotta che consente di qualificare la liceità/illiceità delle immissioni. L’accoglimento giurisprudenziale del principio dell’interferenza c.d. relativa, da un lato, induce a considerare sempre illecite le immissioni che eccedono gli standard prescritti dalle discipline di settore; dall’altro consente al giudice, sulla base dei criteri previsti dall’art. 844 c.c. (condizione dei luoghi, ad es.), di accertare in concreto l’intollerabilità (e quindi l’illiceità) di immissioni pur rientranti nei limiti legali e/o regolamentari. Il recente ampliamento dell’area del danno non patrimoniale risarcibile introduce, anche in questo settore, l’annoso problema del danno in re ipsa: da qui la discutibile distinzione tra “danno presunto” e “danno che può essere provato mediante presunzioni”. A reconstruction of the rules governing emissions and their relationship with sector regulations based on the reinterpretation of Article 844 of the Italian Civil Code proposed by the most knowledgeable Italian legal scholars, which led to a radical reversal of the traditional approach of the Court of Cassation at the beginning of the new millennium. From the “dichotomous hermeneutics” of Article 844 of the Italian Civil Code and the resulting “indemnity practice” to the “unitary and systematic” interpretation of Article 844 of the Italian Civil Code: normal tolerability as the only rule that allows the lawfulness/unlawfulness of emissions to be qualified. The acceptance in case law of the principle of so-called relative interference, on the one hand, leads to emissions that exceed the standards prescribed by sector regulations always being considered unlawful; on the other hand, it allows the judge, on the basis of the criteria set out in Article 844 of the Italian Civil Code (e.g. condition of the premises), to ascertain in concrete terms the intolerability (and therefore the unlawfulness) of emissions even if they fall within the legal and/or regulatory limits. The recent extension of the area of compensable non-economic damage introduces, in this sector too, the long-standing problem of damage in re ipsa: hence the questionable distinction between “presumed damage” and “damage that can be proven by presumption”.
La circolazione del formante dottrinale nella giurisprudenza in tema di immissioni / Feola, Maria. - In: ANNALI DELLA FACOLTÀ GIURIDICA. - ISSN 2281-3063. - XIV:(2025), pp. 1-16.
La circolazione del formante dottrinale nella giurisprudenza in tema di immissioni
FEOLA, MARIA
2025
Abstract
Una ricostruzione della disciplina delle immissioni e dei suoi rapporti con le normative di settore fondata sulla reinterpretazione dell’art. 844 c.c. proposta dalla più avvertita scienza giuridica italiana, la quale ha determinato, agli esordi del nuovo millennio, un radicale revirement dei tradizionali orientamenti della Cassazione. Dall’“ermeneutica dicotomica” dell’art. 844 c.c. e dalla conseguente “prassi indennitaria” all’interpretazione «unitaria e sistematica» dell’art. 844 c.c.: la normale tollerabilità quale unica regola di condotta che consente di qualificare la liceità/illiceità delle immissioni. L’accoglimento giurisprudenziale del principio dell’interferenza c.d. relativa, da un lato, induce a considerare sempre illecite le immissioni che eccedono gli standard prescritti dalle discipline di settore; dall’altro consente al giudice, sulla base dei criteri previsti dall’art. 844 c.c. (condizione dei luoghi, ad es.), di accertare in concreto l’intollerabilità (e quindi l’illiceità) di immissioni pur rientranti nei limiti legali e/o regolamentari. Il recente ampliamento dell’area del danno non patrimoniale risarcibile introduce, anche in questo settore, l’annoso problema del danno in re ipsa: da qui la discutibile distinzione tra “danno presunto” e “danno che può essere provato mediante presunzioni”. A reconstruction of the rules governing emissions and their relationship with sector regulations based on the reinterpretation of Article 844 of the Italian Civil Code proposed by the most knowledgeable Italian legal scholars, which led to a radical reversal of the traditional approach of the Court of Cassation at the beginning of the new millennium. From the “dichotomous hermeneutics” of Article 844 of the Italian Civil Code and the resulting “indemnity practice” to the “unitary and systematic” interpretation of Article 844 of the Italian Civil Code: normal tolerability as the only rule that allows the lawfulness/unlawfulness of emissions to be qualified. The acceptance in case law of the principle of so-called relative interference, on the one hand, leads to emissions that exceed the standards prescribed by sector regulations always being considered unlawful; on the other hand, it allows the judge, on the basis of the criteria set out in Article 844 of the Italian Civil Code (e.g. condition of the premises), to ascertain in concrete terms the intolerability (and therefore the unlawfulness) of emissions even if they fall within the legal and/or regulatory limits. The recent extension of the area of compensable non-economic damage introduces, in this sector too, the long-standing problem of damage in re ipsa: hence the questionable distinction between “presumed damage” and “damage that can be proven by presumption”.| File | Dimensione | Formato | |
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