Il contributo esamina la sentenza della Corte di giustizia nella causa Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union), concentrandosi sulle misure adottate in violazione dei diritti delle persone LGBTI+ sotto la dichiarata finalità di protezione dei minori. La pronuncia della Corte rappresenta un punto di approdo significativo nel percorso, tutt’altro che lineare, di tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze sessuali nell’ordinamento dell’Unione, collocandosi all’interno di un quadro segnato da una crescente tensione tra l’affermazione dei valori di uguaglianza, dignità umana e non discriminazione e l’adozione, in alcuni Stati membri, di normative sostanzialmente dirette a limitare la visibilità pubblica delle identità sessuali e di genere non conformi al modello maggioritario. In tale contesto, la decisione della Corte risulta importante non soltanto per le soluzioni giuridiche adottate, ma anche per il modo in cui essa ricostruisce - secondo un orientamento consolidato - il rapporto tra libertà fondamentali del mercato interno e diritti fondamentali della persona, ponendo questi ultimi al centro del sindacato di legittimità. Ne deriva una presa di posizione netta rispetto a quelle normative che, sotto la veste di interventi protettivi, finiscono per tradursi in forme di stigmatizzazione e marginalizzazione delle persone LGBTI+, incidendo non solo sulla loro libertà di espressione e sul diritto alla vita privata, ma anche, più in profondità, sulla loro dignità e sul pieno riconoscimento della loro identità nell’ambito dello spazio giuridico europeo.

Protezione dei minori e stigmatizzazione delle identità LGBTI+: brevi riflessioni a margine della sentenza Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union) / De Pasquale, Patrizia. - In: QUADERNI AISDUE. - ISSN 2975-2698. - 2(2026), pp. 1-21.

Protezione dei minori e stigmatizzazione delle identità LGBTI+: brevi riflessioni a margine della sentenza Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union)

Patrizia De Pasquale
2026

Abstract

Il contributo esamina la sentenza della Corte di giustizia nella causa Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union), concentrandosi sulle misure adottate in violazione dei diritti delle persone LGBTI+ sotto la dichiarata finalità di protezione dei minori. La pronuncia della Corte rappresenta un punto di approdo significativo nel percorso, tutt’altro che lineare, di tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze sessuali nell’ordinamento dell’Unione, collocandosi all’interno di un quadro segnato da una crescente tensione tra l’affermazione dei valori di uguaglianza, dignità umana e non discriminazione e l’adozione, in alcuni Stati membri, di normative sostanzialmente dirette a limitare la visibilità pubblica delle identità sessuali e di genere non conformi al modello maggioritario. In tale contesto, la decisione della Corte risulta importante non soltanto per le soluzioni giuridiche adottate, ma anche per il modo in cui essa ricostruisce - secondo un orientamento consolidato - il rapporto tra libertà fondamentali del mercato interno e diritti fondamentali della persona, ponendo questi ultimi al centro del sindacato di legittimità. Ne deriva una presa di posizione netta rispetto a quelle normative che, sotto la veste di interventi protettivi, finiscono per tradursi in forme di stigmatizzazione e marginalizzazione delle persone LGBTI+, incidendo non solo sulla loro libertà di espressione e sul diritto alla vita privata, ma anche, più in profondità, sulla loro dignità e sul pieno riconoscimento della loro identità nell’ambito dello spazio giuridico europeo.
2026
Protezione dei minori e stigmatizzazione delle identità LGBTI+: brevi riflessioni a margine della sentenza Commissione/Ungheria (Valeurs de l’Union) / De Pasquale, Patrizia. - In: QUADERNI AISDUE. - ISSN 2975-2698. - 2(2026), pp. 1-21.
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