Il contributo riesamina la celebre 'crux' di 'Purg.', xxii 113 («èvvi la figlia di Tiresia, e Teti»), che determina l’inconciliabile doppia collocazione infernale di Manto, posta nel Limbo e già annoverata fra gli indovini in 'Inf.', xx 52-99. Dopo una sistematica disamina delle soluzioni esegetiche ed ecdotiche formulate nel tempo, si avanza una nuova 'divinatio': «Elle, la figlia di Nereo, e Teti». L’ipotesi trova il suo fondamento intertestuale nell’'Achilleide' di Stazio, in particolare nella sequenza 'Nereis Helle-Thetis-turba sororum' di 'Achill.', i 24-27, ulteriormente corroborata dal nesso fra Deidamìa e le sorores in 'Achill.', ii 23; la proposta consentirebbe inoltre di preservare la struttura ottonaria del catalogo femminile di 'Purg.', xxii 109-14, alterata dalle congetture di Torraca, Padoan e Mangieri, e, con essa, il rapporto “a distanza” con la serie di otto eroine troiano-romane di 'Inf.', iv 121-28. Viene infine prospettata, con la necessaria cautela imposta dalla compattezza della tradizione manoscritta, una possibile eziologia della lezione tràdita, attraverso le trafile Elle > ell’è > eve/evi/èvvi/ove e Nereo > Tiresia. Al di là dell’accoglibilità della specifica restituzione congetturale, presentata in chiave diagnostica sulla base della convergenza di indizi intertestuali, strutturali ed eziologici, l’accostamento fra i due luoghi dell’'Achilleide' offre comunque un nuovo termine di confronto per la lettura di 'Purg.', xxii 113-14, e per la ricostruzione della memoria staziana operante nella composizione del catalogo purgatoriale

L’enigma di Manto: una ‘divinatio’ per «Èvvi la figlia di Tiresia, e Teti» (‘Purg.’, XXII 113) / Corrado, M.. - In: RIVISTA DI STUDI DANTESCHI. - ISSN 1594-1000. - XXVI:2(2026), pp. 387-416.

L’enigma di Manto: una ‘divinatio’ per «Èvvi la figlia di Tiresia, e Teti» (‘Purg.’, XXII 113)

Massimiliano Corrado
2026

Abstract

Il contributo riesamina la celebre 'crux' di 'Purg.', xxii 113 («èvvi la figlia di Tiresia, e Teti»), che determina l’inconciliabile doppia collocazione infernale di Manto, posta nel Limbo e già annoverata fra gli indovini in 'Inf.', xx 52-99. Dopo una sistematica disamina delle soluzioni esegetiche ed ecdotiche formulate nel tempo, si avanza una nuova 'divinatio': «Elle, la figlia di Nereo, e Teti». L’ipotesi trova il suo fondamento intertestuale nell’'Achilleide' di Stazio, in particolare nella sequenza 'Nereis Helle-Thetis-turba sororum' di 'Achill.', i 24-27, ulteriormente corroborata dal nesso fra Deidamìa e le sorores in 'Achill.', ii 23; la proposta consentirebbe inoltre di preservare la struttura ottonaria del catalogo femminile di 'Purg.', xxii 109-14, alterata dalle congetture di Torraca, Padoan e Mangieri, e, con essa, il rapporto “a distanza” con la serie di otto eroine troiano-romane di 'Inf.', iv 121-28. Viene infine prospettata, con la necessaria cautela imposta dalla compattezza della tradizione manoscritta, una possibile eziologia della lezione tràdita, attraverso le trafile Elle > ell’è > eve/evi/èvvi/ove e Nereo > Tiresia. Al di là dell’accoglibilità della specifica restituzione congetturale, presentata in chiave diagnostica sulla base della convergenza di indizi intertestuali, strutturali ed eziologici, l’accostamento fra i due luoghi dell’'Achilleide' offre comunque un nuovo termine di confronto per la lettura di 'Purg.', xxii 113-14, e per la ricostruzione della memoria staziana operante nella composizione del catalogo purgatoriale
2026
L’enigma di Manto: una ‘divinatio’ per «Èvvi la figlia di Tiresia, e Teti» (‘Purg.’, XXII 113) / Corrado, M.. - In: RIVISTA DI STUDI DANTESCHI. - ISSN 1594-1000. - XXVI:2(2026), pp. 387-416.
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