Nello stesso anno in cui Le Courbusier realizza “villa Savoye” a Poissy, Mies Van der Rohe “Il Padiglione” tedesco all’esposizione in-ternazionale di Barcellona, Alvar Aalto “il sanatorio” di Paimio in Finlandia – autentici capolavori dell’architettura del Novecento – Napoli ebbe la sua prima opera di architettura moderna, per merito di Luigi Cosenza: appunto il mercato ittico.In un contesto caratterizzato da tardo liberty e neoeclettismo, progetta l’opera con positivo gusto ingegneresco dell’impianto, improntato sulla natura funzionale, senza concedere spazio al decorativo ed al superfluo; ispirato al modello sperimentale della migliore cultura razionalista degli anni Venti, da Berhens a Perret, nonché al classicismo rivoluzionario di Boullèe e Ledoux. Se un mercato ittico, fabbrica di per sé caratterizzata da estrema funzionalità, non desta meraviglia per la mancanza di decorazioni, nel caso di Villa Oro, realizzata dal Nostro assieme a Bernard Rudofsky in via Orazio, si legge la sperimentazione linguistica e la ricerca di un razionalismo colto e raffinato, da qualcuno definito “mediterraneo”, ma fondamentalmente improntato al nuovo codice - Oltralpe già affermato e diffuso - coniugato con le caratteristiche geologiche, panoramiche e naturali del luogo: la bianca casa, chiusa a monte, caratterizzata da una serie di semplici volumi aggettanti dal costone di tufo, è tutta proiettata verso il golfo ed il mare sottostanti. Egli ha sviluppato la sua ricerca anche nelle case popolari dell’immediato dopoguerra: tra le tante vanno ricordate quelle in viale Augusto con Carlo Coen e in via Consalvo con Raffaello Salvatori, il rione Cesare Battisti in via Stadera, il rione Mazzini a Capodichino, il quartiere sperimentale a Torre Ranieri.
Il Mercato Ittico e le altre opere di Cosenza a rischio a Napoli / Castagnaro, Alessandro. - In: ANANKE. - ISSN 1129-8219. - STAMPA. - 45(2005), pp. 40-71.
Il Mercato Ittico e le altre opere di Cosenza a rischio a Napoli
CASTAGNARO, ALESSANDRO
2005
Abstract
Nello stesso anno in cui Le Courbusier realizza “villa Savoye” a Poissy, Mies Van der Rohe “Il Padiglione” tedesco all’esposizione in-ternazionale di Barcellona, Alvar Aalto “il sanatorio” di Paimio in Finlandia – autentici capolavori dell’architettura del Novecento – Napoli ebbe la sua prima opera di architettura moderna, per merito di Luigi Cosenza: appunto il mercato ittico.In un contesto caratterizzato da tardo liberty e neoeclettismo, progetta l’opera con positivo gusto ingegneresco dell’impianto, improntato sulla natura funzionale, senza concedere spazio al decorativo ed al superfluo; ispirato al modello sperimentale della migliore cultura razionalista degli anni Venti, da Berhens a Perret, nonché al classicismo rivoluzionario di Boullèe e Ledoux. Se un mercato ittico, fabbrica di per sé caratterizzata da estrema funzionalità, non desta meraviglia per la mancanza di decorazioni, nel caso di Villa Oro, realizzata dal Nostro assieme a Bernard Rudofsky in via Orazio, si legge la sperimentazione linguistica e la ricerca di un razionalismo colto e raffinato, da qualcuno definito “mediterraneo”, ma fondamentalmente improntato al nuovo codice - Oltralpe già affermato e diffuso - coniugato con le caratteristiche geologiche, panoramiche e naturali del luogo: la bianca casa, chiusa a monte, caratterizzata da una serie di semplici volumi aggettanti dal costone di tufo, è tutta proiettata verso il golfo ed il mare sottostanti. Egli ha sviluppato la sua ricerca anche nelle case popolari dell’immediato dopoguerra: tra le tante vanno ricordate quelle in viale Augusto con Carlo Coen e in via Consalvo con Raffaello Salvatori, il rione Cesare Battisti in via Stadera, il rione Mazzini a Capodichino, il quartiere sperimentale a Torre Ranieri.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


