Tra la prima e la seconda metà del XV secolo si assiste in Italia alla creazione dei primi eserciti mercenari permanenti. Tale processo risulta assai sviluppato a Napoli e a Milano; qui vengono sperimentate forme sempre più raffinate di organizzazione delle forze armate, che risultano così sottoposte a un crescente controllo da parte degli apparati dello Stato. Si tratta di un processo importante, che genera una spiccata tensione tra i signori e i loro mercenari, che appare particolarmente evidente in tempo di guerra. Il saggio indaga i caratteri di tale tensione tra la difesa delle prerogative dei soldati e le esigenze di razionalizzazione espresse dalle autorità, a partire dalla “voce viva” dei protagonisti (signori, mercenari, funzionari, ambasciatori), riflessa nella ricca documentazione diplomatica di quegli anni e recuperata attraverso un paziente lavoro di scavo. Lo sfondo è costituito dalla guerra di successione scoppiata nel Regno di Napoli dopo la morte di Alfonso il Magnanimo (1459-1465), un conflitto che per le sue caratteristiche e la sua durata si presta bene a fungere da modello di analisi. Ne risulta un quadro vivace, in cui la valorizzazione della testimonianza diretta contribuisce alla ricostruzione dell’universo materiale e psicologico delle truppe mercenarie in un momento cruciale della loro evoluzione professionale.
La "novellaja" mercenaria. Vita militare, esercito e stato nella corrispondenza di commissari, principi e soldati del secolo XV / Storti, F.. - In: STUDI STORICI. - ISSN 0039-3037. - 54:1(2013), pp. 5-39.
La "novellaja" mercenaria. Vita militare, esercito e stato nella corrispondenza di commissari, principi e soldati del secolo XV
STORTI, FRANCESCO
2013
Abstract
Tra la prima e la seconda metà del XV secolo si assiste in Italia alla creazione dei primi eserciti mercenari permanenti. Tale processo risulta assai sviluppato a Napoli e a Milano; qui vengono sperimentate forme sempre più raffinate di organizzazione delle forze armate, che risultano così sottoposte a un crescente controllo da parte degli apparati dello Stato. Si tratta di un processo importante, che genera una spiccata tensione tra i signori e i loro mercenari, che appare particolarmente evidente in tempo di guerra. Il saggio indaga i caratteri di tale tensione tra la difesa delle prerogative dei soldati e le esigenze di razionalizzazione espresse dalle autorità, a partire dalla “voce viva” dei protagonisti (signori, mercenari, funzionari, ambasciatori), riflessa nella ricca documentazione diplomatica di quegli anni e recuperata attraverso un paziente lavoro di scavo. Lo sfondo è costituito dalla guerra di successione scoppiata nel Regno di Napoli dopo la morte di Alfonso il Magnanimo (1459-1465), un conflitto che per le sue caratteristiche e la sua durata si presta bene a fungere da modello di analisi. Ne risulta un quadro vivace, in cui la valorizzazione della testimonianza diretta contribuisce alla ricostruzione dell’universo materiale e psicologico delle truppe mercenarie in un momento cruciale della loro evoluzione professionale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


