L’influenza della mobilità territoriale delle popolazioni sulla fecondità costituisce il tema di numerosi approfondimenti che hanno dato luogo sia alla definizione di alcune teorie - disruption, adaptation, selectivity, socialization, etc. (Caldwell, 1982; Carlson, 1985) -, sia a numerosi tentativi di verificare la corrispondenza di tali schemi interpretativi a diversi contesti demografici (White, Moreno, Guo, 1995; White et al., 2004). Per quanto riguarda i comportamenti riproduttivi, tale osservazione assume particolare importanza in Italia, che, come è ormai ben noto, ha raggiunto livelli di fecondità estremamente bassi durante gli anni Novanta fino ad oggi (si veda ad es. Kohler et al., 2002). La penisola italiana, inoltre, è caratterizzata da persistenti processi di redistribuzione territoriale della popolazione residente all’interno dei suoi confini (Bonifazi, 1999; Natale, 2002) che coinvolgono, soprattutto, giovani e giovani adulti – sia uomini che donne –e che si verificano in aree geografiche caratterizzate da importanti differenze demografiche, economiche e sociali. Ciò nonostante, ancora pochi sono i contributi esistenti in letteratura che hanno approfondito l’influenza dei fenomeni migratori sui comportamenti riproduttivi della popolazione italiana. Sulla base di tali considerazioni, il lavoro presentato, che fa parte di un più esteso programma di ricerca, è finalizzato a verificare se l’influenza delle migrazioni interne sul comportamento fecondo di un campione rappresentativo di donne italiane possa essere interpretata alla luce delle principali teorie elaborate su tale tematica. I dati utilizzati provengono dalla “Indagine Longitudinale sulle Famiglie Italiane (ILFI)”, una indagine panel rappresentativa a livello nazionale, che ha coinvolto 265 comuni in tutto il territorio nazionale e che riguarda circa 10mila adulti, uomini e donne nati tra il 1900 ed il 1983 e aventi un’età superiore a 18 anni all’intervista. In particolare verranno considerate le prime quattro wave rese disponibili (1997, 1999, 2001 e 2003). Tra le altre indicazioni disponibili, l’indagine fornisce informazioni complete – ricostruendo cioè l’evoluzione storica degli eventi dalla nascita alla data dell’ultima intervista effettuata – sulla mobilità territoriale o residenziale, la storia riproduttiva, la famiglia, l’istruzione, il lavoro. Da un punto di vista operativo, focalizzando l’attenzione unicamente sul totale delle donne intervistate, dopo aver descritto i principali comportamenti riproduttivi e definito gli essenziali eventi migratori, verranno applicate alcune tecniche di analisi multivariata per studiare le principali determinanti della fecondità: saranno utilizzati modelli lineari ordinali per analizzare l’intensità del fenomeno (numero di figli all’intervista); saranno stimati modelli di Event History per esaminare la cadenza dell’evento (transizione al primo figlio); infine, saranno impostati modelli di Poisson per analizzare la fecondità delle intervistate nel breve periodo, successivo all’episodio migratorio studiato. Tutte le analisi verranno condotte in un’ottica comparativa tra le diversi coorti di nascita e tra le migranti e le non migranti. Da una prima analisi esplorativa, i risultati a livello descrittivo mettono in luce la persistenza di significative differenze nei comportamenti riproduttivi delle donne intervistate a seconda che abbiano sperimentato l’evento migratorio o meno. Inoltre, i risultati delle analisi parametriche evidenziano come, anche controllando alcune caratteristiche individuali, sia l’età di avvio alla fecondità, sia il numero di figli delle intervistate subiscano l’effetto significativo dell’evento migratorio e come questo possa essere ricondotto alle teorie definite in letteratura come “adaptation” e “disruption”.

Migrazioni interne e fecondità: il caso italiano / White, M; Paterno, A; Gabrielli, Giuseppe. - In: RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA, DEMOGRAFIA E STATISTICA. - ISSN 0035-6832. - 60(1/2):(2006), pp. 267-275.

Migrazioni interne e fecondità: il caso italiano

GABRIELLI, GIUSEPPE
2006

Abstract

L’influenza della mobilità territoriale delle popolazioni sulla fecondità costituisce il tema di numerosi approfondimenti che hanno dato luogo sia alla definizione di alcune teorie - disruption, adaptation, selectivity, socialization, etc. (Caldwell, 1982; Carlson, 1985) -, sia a numerosi tentativi di verificare la corrispondenza di tali schemi interpretativi a diversi contesti demografici (White, Moreno, Guo, 1995; White et al., 2004). Per quanto riguarda i comportamenti riproduttivi, tale osservazione assume particolare importanza in Italia, che, come è ormai ben noto, ha raggiunto livelli di fecondità estremamente bassi durante gli anni Novanta fino ad oggi (si veda ad es. Kohler et al., 2002). La penisola italiana, inoltre, è caratterizzata da persistenti processi di redistribuzione territoriale della popolazione residente all’interno dei suoi confini (Bonifazi, 1999; Natale, 2002) che coinvolgono, soprattutto, giovani e giovani adulti – sia uomini che donne –e che si verificano in aree geografiche caratterizzate da importanti differenze demografiche, economiche e sociali. Ciò nonostante, ancora pochi sono i contributi esistenti in letteratura che hanno approfondito l’influenza dei fenomeni migratori sui comportamenti riproduttivi della popolazione italiana. Sulla base di tali considerazioni, il lavoro presentato, che fa parte di un più esteso programma di ricerca, è finalizzato a verificare se l’influenza delle migrazioni interne sul comportamento fecondo di un campione rappresentativo di donne italiane possa essere interpretata alla luce delle principali teorie elaborate su tale tematica. I dati utilizzati provengono dalla “Indagine Longitudinale sulle Famiglie Italiane (ILFI)”, una indagine panel rappresentativa a livello nazionale, che ha coinvolto 265 comuni in tutto il territorio nazionale e che riguarda circa 10mila adulti, uomini e donne nati tra il 1900 ed il 1983 e aventi un’età superiore a 18 anni all’intervista. In particolare verranno considerate le prime quattro wave rese disponibili (1997, 1999, 2001 e 2003). Tra le altre indicazioni disponibili, l’indagine fornisce informazioni complete – ricostruendo cioè l’evoluzione storica degli eventi dalla nascita alla data dell’ultima intervista effettuata – sulla mobilità territoriale o residenziale, la storia riproduttiva, la famiglia, l’istruzione, il lavoro. Da un punto di vista operativo, focalizzando l’attenzione unicamente sul totale delle donne intervistate, dopo aver descritto i principali comportamenti riproduttivi e definito gli essenziali eventi migratori, verranno applicate alcune tecniche di analisi multivariata per studiare le principali determinanti della fecondità: saranno utilizzati modelli lineari ordinali per analizzare l’intensità del fenomeno (numero di figli all’intervista); saranno stimati modelli di Event History per esaminare la cadenza dell’evento (transizione al primo figlio); infine, saranno impostati modelli di Poisson per analizzare la fecondità delle intervistate nel breve periodo, successivo all’episodio migratorio studiato. Tutte le analisi verranno condotte in un’ottica comparativa tra le diversi coorti di nascita e tra le migranti e le non migranti. Da una prima analisi esplorativa, i risultati a livello descrittivo mettono in luce la persistenza di significative differenze nei comportamenti riproduttivi delle donne intervistate a seconda che abbiano sperimentato l’evento migratorio o meno. Inoltre, i risultati delle analisi parametriche evidenziano come, anche controllando alcune caratteristiche individuali, sia l’età di avvio alla fecondità, sia il numero di figli delle intervistate subiscano l’effetto significativo dell’evento migratorio e come questo possa essere ricondotto alle teorie definite in letteratura come “adaptation” e “disruption”.
2006
Migrazioni interne e fecondità: il caso italiano / White, M; Paterno, A; Gabrielli, Giuseppe. - In: RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA, DEMOGRAFIA E STATISTICA. - ISSN 0035-6832. - 60(1/2):(2006), pp. 267-275.
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